Editoriali

Al consumatore devi far sapere che l’olio lampante non è da bere

Al consumatore devi far sapere che l’olio lampante non è da bere

Striscia la Notizia ha grande risonanza quindi speriamo sempre che arrivi il momento in cui nessuno penserà che davvero sia una mossa intelligente acquistare olio in mezzo alla strada oppure a un prezzo irrisorio in negozio

06 giugno 2025 | 14:30 | Giosetta Ciuffa

Striscia la Notizia… criminis: continuano le inchieste da parte del programma Mediaset che, nonostante sia diverso tempo che smaschera truffatori che vendono olio lampante per extra vergine, non riesce a porre fine al fenomeno. È ovvio: il business è troppo redditizio per abbandonarlo a causa di qualche servizio televisivo, nel quale purtroppo non si può fare molto di più che riprendere questi delinquenti preoccupandosi pure di proteggere la loro identità: com’è giusto che sia, spetta alla Magistratura dare avvio alle indagini. A noi cittadini onesti e ai produttori danneggiati non resta che sperare nel raziocinio dei consumatori, che purtroppo però non ne dimostrano molto: finché ci sarà chi continua a fidarsi di sconosciuti - soprattutto per comprare cibo -  o a vedere il pagamento in contanti come un vantaggio per la decurtazione iva, questi malfattori avranno la strada spianata. Basta un post su Facebook o il bagagliaio della macchina aperto al mercato con le latte in bella vista ed ecco che la pesca a strascico è avviata.

Nella puntata andata in onda i primi di giugno, tra le latte da 5 lt che Luca Abete ha acquistato ce n’è una che addirittura riporta sull’ etichetta - contraffatta, va da sé - la dicitura “raffinato biologico”: quasi un indizio spavaldo, anche se l’olio lampante è ottenuto solo tramite spremitura e non certo per raffinazione. La cosa che dovrebbe però far seriamente preoccupare gli incauti compratori è la risposta che viene data da una donna all’inviata del tg satirico, che dopo aver chiesto che tipo di olio sia - e la risposta secca è “extravergine” - domanda se può dare l’olio al proprio bambino piccolo e le viene detto che lei stessa lo usa per sé e per la propria famiglia.

Ora, al di là del fatto che l’olio lampante pur se non commestibile è solo sgradevole al gusto, certa gente non si ferma neanche davanti ai bambini alla cui salute sicuramente bene non fa mangiare olio buono solo per accendere lampade. Quindi bisogna stare sempre attenti e consapevoli che non si risparmia comprando da sconosciuti che operano secondo tali modalità (annunci Facebook, prezzo basso, etichette discutibili, lattine vendute in strada): l’olio è strettamente normato ed è impossibile che una vendita del genere sia una cosa seria.

Comprensibile la buona fede, pensando magari di “difendersi” dall’olio industriale del supermercato, ma i risparmi vanno fatti su altre cose (…sigarette?) perché in ogni caso si è pagato un prodotto che non si può consumare (a Roma questi si chiamano “i risparmi de Maria Cazzetta”) e poi perché l’extra vergine, quello vero, è un nutraceutico su cui vale la pena investire 15 euro a litro.

Striscia la Notizia ha grande risonanza quindi speriamo sempre che arrivi il momento in cui nessuno penserà che davvero sia una mossa intelligente acquistare olio in mezzo alla strada oppure a un prezzo irrisorio in negozio, con ritiro dopo qualche giorno. Intanto, come dice Luca Abete, “al consumatore devi far sapere che l’olio lampante non è da bere”. 

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