Editoriali
Prezzi ai massimi al 29 novembre per olio di oliva e olive italiane
La speculazione sull’olio di oliva italiano, e indirettamente sulle olive, è stata sconfitta. Torna a 9,4 euro/kg il prezzo dell’olio extravergine di oliva mentre le olive raggiungono le 165 euro/quintale a quindici giorni dalla chiusura della campagna olearia
29 novembre 2024 | 09:00 | Alberto Grimelli
Gli ultimi carichi dell’olio extravergine di oliva italiano, tra il 27 e il 29 novembre, a Bari e Andria sono stati venduti a 9,2-9,4 euro/kg.
Le olive, con rese al 18-20%, quotano 160-165 euro/quintale.
Possiamo affermare che la speculazione che ha colpito l’olio italiano tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre è stata sconfitta, non tanto e non solo per l’aumento dei prezzi all’ingrosso di olive e olio extravergine di oliva, quanto perché gli speculatori si sono ritirati con molte ferite, economiche e di reputazione.
Secondo rumors che vengono dagli operatori del settore, alcuni imbottigliatori avrebbero offerto, qualche settimana fa, pre-contratti alla Grande Distribuzione per vendere a gennaio olio extravergine di oliva italiano a 5,99 euro per bottiglia da 750 ml (7,5 euro/litro).
Negli ultimi giorni, gli stessi imbottigliatori hanno dovuto mandare lettera di annullamento di questi pre contratti alle primarie catene distributive con cui li avevano siglati. Non solo un danno economico ma soprattutto un danno d’immagine notevole per chi credeva di poter condizionare il mercato dell’olio extravergine di oliva italiano, facendolo cadere del 40% entro fine anno.
Il prezzo dell’olio italiano si mantiene sostenuto e, a detta dei principali frantoi pugliesi, le richieste non mancano. Ancora una volta è la scarsa qualità dell’olio spagnolo prodotto al momento a spingere l’olio italiano, ottimo in blend per correggere le problematiche di certi comunitari.
A giocare un ruolo in questa dinamica anche l’aumento dei controlli dell’ICQRF nei principali porti di sbarco di olio greco, dopo la segnalazione dell’arrivo di qualche cisterna destinata a pochi, pochissimi frantoiani pugliesi. Si tratta di due-tre operatori che, secondo le indagini in corso, si sarebbero prestati alla triangolazione di olio greco per farlo diventare italiano. Il rafforzamento dei controlli, avviati dall’intuizione dell’Agenzia delle Dogane, ha sventato l’operazione a danno dell’olio nazionale.
Quello che accadrà, molto probabilmente, è che in primavera il differenziale di prezzo all’ingrosso tra olio spagnolo e italiano si attesterà sui 3-3,5 euro/kg, non tanto per merito dell’extravergine nazionale che si attesterà a 9-9,5 euro/kg quanto per la risalita dell’olio spagnolo a 6-6,5 euro/kg.
Un simile differenziale, come evidenziato dalle vendite in GDO a ottobre, viene giustificato dal consumatore pertanto, anche considerando i minori volumi disponibili, si arriverà a settembre 2025 con ancora scorte zero per l’olio nazionale.
Le buone notizie finiscono qui.
Senza un piano strategico nazionale che metta in sicurezza il settore dalle speculazioni organizzate dal solito gruppo di spregiudicati operatori e imbottigliatori, purtroppo, ci ritroveremo tra un anno a riparlare delle stesse dinamiche lanciando un’altra volta l’allarme speculazione.
Occorre una diversa organizzazione della filiera con adeguati strumenti finanziari che permettano sane dinamiche commerciali per mantenere l’olio extravergine di oliva italiano su livelli remunerativi per tutti.
Ritenere che tutta la Grande Distribuzione voglia promozioni e sottocosto sull’olio italiano è un errore clamoroso. Ormai la maggior parte dei buyer sanno che l’olio italiano può restituire quella redditività per metro lineare di scaffale che l’olio comunitario non garantisce più. Meno rotazioni, forse, ma più valore aggiunto.
Non serve rilanciare fallimentari piani per l’aumento della produzione di olio di oliva in Italia.
Ripartiamo da un giusto ed equo reddito per olivicoltori, frantoiani, commercianti, industria e Grande Distribuzione.
Potrebbero interessarti
Editoriali
Olio extravergine di oliva italiano a 3,99 euro al litro a scaffale: l’Italia olivicola è morta
Cara Gros, l’offerta in corso è immorale. Va ritirata! Permettere di vendere olio italiano a 3,99 euro/litro significa voler male all’Italia. E soprattutto, cari olivicoltori e frantoiani, il giusto posto per protestare non sono più né i porti né le piazze ma i supermercati
14 ottobre 2026 | 09:32 | Alberto Grimelli
Editoriali
Difendere la Cucina Italiana e la Dieta Mediterranea, non solo a parole
Meno paesaggio, meno biodiversità, meno Italia con l’abbandono definitivo delle aree interne, che sono tanta parte dei luoghi, segnati soprattutto da piccoli paesi, dove ancora è possibile sentire il Genius loci e raccontare millenni di storia, cultura, bellezza, sapori e profumi
13 ottobre 2026 | 14:00 | Pasquale Di Lena
Editoriali
Olio di oliva contraffatto in magazzino e quel prezzo che nessuno vuole vedere
Due latte di olio sofisticato sigillate in magazzino non sono bastate per una condanna: il Tribunale ha stabilito che “il fatto non sussiste”. Resta però una domanda scomoda per tutta la filiera: perché nella ristorazione l’extravergine continua a essere considerato un costo da tagliare anziché un ingrediente da valorizzare?
07 ottobre 2026 | 16:00 | Giosetta Ciuffa
Editoriali
Most Wanted: Adel Ben Romdhane, il re dell’olio di oliva tunisino è ormai solo un fuggitivo
Manca solo una taglia, come era in voga nel selvaggio West. E chissà che qualcuno dei numerosi creditori di Bioliva o Borges Organic Olive Oil Company non ci pensi davvero, anziché fargli solo accumulare condanne penali. A un anno dall’inizio dell’inchiesta su Teatro Naturale
04 ottobre 2026 | 08:45
Editoriali
La mancetta del governo italiano all’olivicoltura e all’olio di oliva: nessuno stato di crisi
I 40 milioni di euro di cambiali agrarie per i frantoi sono una mancetta, fumo negli occhi per un comparto che si appresta a vivere una delle campagne olearie più drammatiche della storia recente. Ma il governo italiano fa lo struzzo: niente stato di crisi, l’Italia fa meglio dei competitor
28 settembre 2026 | 14:00 | Alberto Grimelli
Editoriali
La grande truffa dell'olio d'oliva nei ristoranti: sei sicuro di non essere complice?
Meglio un olio di oliva che un extravergine di dubbia qualità e provenienza. Un extravergine commerciale non si avvicina minimamente a quello che dovrebbe essere. Si viene presi in giro due volte e, come se non bastasse, si offre un pessimo prodotto ai clienti
18 settembre 2026 | 12:00 | Piero Palanti
Marco Moschini
29 novembre 2024 ore 10:10Gent. Le Direttore, ha perfettamente dipinto lo scenario attuale. Aggiungo, per rimpolpare le buone notizie, che le ultime dichiarazioni di Antonio Luque non possono che avviare un iter per fare chiarezza sulle reali intenzioni di tutti gli operatori del settore. Stiamo alla finestra a vedere le prossime evoluzioni, con un particolare focus su quello che deciderà di fare il nuovo presidente degli USA.