Cultura

Gualtiero Marchesi icona della cucina italiana

Dopo le due storie pubblicate su Topolino e Ratatouille, sarà il prossimo film di Leonardo Pieraccioni, "Io e Marilyn", nelle sale dal 18 dicembre, a utilizzare l'immagine del prestigioso cuoco

19 dicembre 2009 | T N



Gualtiero Marchesi impiegato come icona nel film "Io e Marilyn". Il personaggio principale, interpretato da Pieraccioni, anche se nella storia ripara piscine, si chiama come il cuoco. Armonia dei contrasti, ma non troppo, perché anche Marchesi ha fatto manutenzione alle ricette della cucina italiana.

È bastata una telefonata: Pieraccioni ha chiesto il permesso di usare il nome, pronto a sostituirlo con quello di Vissani, ma non ce n’è stato bisogno.
Per la quarta volta, Marchesi rappresenta dunque se stesso, fuori da ogni verosimiglianza, con la sola forza del proprio nome e cognome.



Anche nei precedenti casi, l’ironia del fumetto come quella del cartone animato hanno mirato al più famoso, all’icona del cuoco.

Uscendo dalla biblioteca, Paperino dice: «ABC della cucina di Gualtiero Barchesi è il libro che fa per me».
Un testo che risponde alle stesse aspettative del papero, ma sotto il titolo Oltre il fornello è stato appena ristampato da Rizzoli.

In un'altra storia disegnata a distanza di anni dalla prima, sempre Paperino (non sarà poi un caso che il candore di questo personaggio sia preferito al raziocinio di Topolino) afferma aulico: «L’avreste mai detto che il celebre cuoco Gualtiero Baroni, creatore di innumerevoli ricette sofisticate, non disdegnasse di nutrirsi con pasticciati tramezzini»?

«Di pasticciato amo moltissimo la cassoeula con polenta - precisa a riguardo Marchesi - anche se nella versione di mio padre, il bottaggio che si mangia a San Zenone Po, con pollo e verza anziché costine di maiale. Però, mi ricordo che uscendo da scuola, la Feltrinelli, andavo al bar Zucca per mangiarmi un toast. La domanda era: liscio o guarnito? Lo prendevo guarnito con formaggio, prosciutto cotto e sottaceti».



In "Ratatouille", Marchesi trova, invece, la parte dell’Ispettore del servizio di igiene. Lo doppia in una brevissima battuta, sapendo di essere anima e cuore dalla parte di Linguetti.

E ora, arriva il film di e con Pieraccioni, alle prese con il divorzio dalla moglie che gli preferisce un domatore di circo. Durante una seduta spiritica evoca il fantasma di Marilyn, il quale si trasferisce a casa sua. Gualtiero Marchesi alias Pieraccioni inizia a convivere con un’altra icona.

Nel bisogno di certezze e di durata (riprendersi la figlia che gli è stata tolta, sopportare il nuovo compagno della moglie e i suoi consigli di vita) Pieraccioni cerca, scherzando, non il sogno, ma nomi e destini “pesanti”, personaggi uguali a se stessi, non svendibili.



Fonte: Sara Vitali

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