Cultura
L'olio affonda le sue radici nel sacro, nel nome di Abramo
Le tre grandi religioni del Libro unite dal prezioso succo di olive. Il dialogo può partire da questo alimento simbolo
23 febbraio 2008 | T N
Lâextravergine dâoliva unisce le religioni monoteiste del Mediterraneo. Per il cristianesimo, la religione islamica e quella ebraica lâolio rappresenta, oltre che un alimento irrinunciabile, un simbolo dai mille significati. Di olio e sacro se ne è parlato il 17 febbraio nel corso della XII Settimana nazionale dellâolio- Le stagioni dellâolio, allâinterno di un convegno che si è tenuto al Teatro Gori di Serre di Rapolano.
"Sia lâolio che le religioni â ha sottolineato Claudio Galletti, presidente dellâEnoteca Italiana - hanno segnato la storia dellâuomo. "Non vogliamo certo suggerire alle grandi diplomazie quale deve essere la strada del dialogo. Ma il dialogo è il padre della tolleranza e della comprensione, e lâolio è comunque è un prodotto che accomuna i popoli di queste religioni. Ed oggi rappresenta ancora molto nel sacro e nei riti devozionali".
Così grazie allâextravergine dâoliva, le tre le religioni abramitiche â cristianesimo, islam e ebraismo â sono effettivamente più vicine tra loro. Lo si sa molto bene, ma è bene ribadirlo.
Come d'altra parte è stato proprio lâolio nelle sue tre funzioni principali, come alimento, luce e religione, ad accomunare i popoli dellâarea mediterranea e le sue religioni. E nelle tre religioni emerge lâutilizzo âregale, profetico e sacerdotaleâ dellâolio dâoliva. Dalla nascita alla morte: "Basti pensare che nella religione cristiana â ha ricordato Padre Celso Bidin, monaco dellâAbbazia di Monte Oliveto Maggiore â lâolio dâoliva ci accompagna dal battesimo, fino allâestrema unzione, passando per tutti i sacramenti. E se guardiamo la storia il Cristianesimo è un poâ come lâinnesto che si fa ad un olivo".
Particolare poi il rapporto fra padre Bidin e lâextra vergine: per oltre venti anni ha gestito la coltivazione dei 4500 olivi di Monte Oliveto e il frantoio. Fra la religione ebraica e lâolio dâoliva câè un rapporto particolare: nella bibbia viene nominato 100 volte lâolivo e 140 volte lâolio. "Nella cultura ebraica â ha affermato Oreste Bisazza Terracini, presidente dellâAssociazione mondiale giuristi ebrei e Governatore dellâUniversità di Gerusalemme - lâolio ha avuto la stessa importanza che ha avuto per altre componenti etniche e culturali che si sono sviluppati nel Mediterraneo". Fra cui lâutilizzo per lâilluminazione degli ambienti, e gli aspetti collegati con la ritualità e legato allâalimentazione.
Punti in comune con le altre religioni anche per lâislamismo come ha aggiunto David Napolitano, architetto della Comunità religiosa islamica. Insomma sono la natura e lâambiente, in questo caso il Mediterraneo, a plasmare le abitudini dei popoli e, probabilmente, anche le ritualità delle religioni.
Fonte: Agenzia Freelance
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