Cultura

MARIA PIA ROMANO: LA POESIA FA INVERTIRE LA ROTTA, PER RICOMINCIARE A VIAGGIARE

Quattro inediti della giovane scrittrice salentina. Un omaggio intenso e suggestivo al mare. Un abbandono nei respiri del silenzio e nella musica dei corpi, nelle notti dell'assenza e nelle lune dell'amore

09 dicembre 2006 | T N

Maria Pia Romano è autrice di un romanzo intenso, Onde di Follia, edito da Besa, in cui il mare è l’elemento dominante e dove l’ispirazione scorre fluida come le emozioni e le immancabili inquietudini. Ai lettori di “Teatro Naturale” presentiamo quattro poesie inedite. La Romano infatti ha all’attivo due raccolte di liriche, Linfa e L’estraneo. Nata a Benevento nel 1976, è giornalista e responsabile della divulgazione scientifica dell’attività del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione e della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Lecce. Dirige inoltre la web tv NichtChannel.it.



RISVEGLIO SUL MARE

Intravedere nei tuoi occhi
probabili scenari di felicità
fa credere nella dolcezza della vita,
mentre la musica riempie
spazi in armonia
nella luce velata
del tempo delle conchiglie.

3 ottobre 2006


L'AMANTE MARINA

Legati
nella profonda anima
della carne.
Questo siamo
io e te.
Appartenendoci
per tutte le volte manifeste
e per quelle taciute.
Senza un perché
e perché doveva essere.

Legati,
nello sfinimento dell'attesa,
nei respiri del silenzio,
nella musica dei corpi.
Sempre imparando
a vibrare di noi,
nelle notti dell'assenza,
nelle lune dell'amore.
Dolce scardinamento dei miei giorni
questa felicità senza nome
a cui è mancato solo
il coraggio
di fermare il tempo.

Legati
nella profonda essenza
della vita libera,
perché siamo così.
Allontanarci è la menzogna più grande
che potremo raccontare ai nostri figli.


L’UOMO CHE VIAGGIA SULLE PAROLE

Anima di viaggio
sulla strada dei sette laghi,
fidati delle trame del Mediterraneo,
respirando approdo e divenire
nella salvezza d’una nota nuova.
Vino e salsedine
nella marcia verso il cuore:
la poesia fa invertire la rotta,
per ricominciare a viaggiare
su memorie d’incanto.
Hai camminato nella luce rosa di baia,
lasciandoti attraversare
da universi di suoni,
lungo la curvatura del tempo.
Hai dissolto enigmi
nella musica del silenzio
e svelato i segreti della pelle
su uno specchio d’acqua.
Ultimo discendente dei sognatori,
tu che conosci il sapore delle nostalgie,
hai dipinto la luna tra i capelli di una donna,
nella notte del vento sul mare.
Sguardo provvisorio di sorpresa,
stupore selvatico
da assaporare a mani aperte.
Nel destino verde
di chi ha radici libere e nude
la scoperta dell’Oceano.

17 settembre 2006


FONDALI E CONCHIGLIE

Indaco e luce
sfogliando il giorno
d’increspati pensieri
incisi nel grembo della vita.
Istanti modulati dal respiro del mare.
Impressioni di viaggio:
musica eco di mondi,
fondali da cui bere luce
nella morbida notte.
Scoprirsi inventori di danze e di sogni:
schiuma culla i segni del tempo,
tra i capelli un soffio di cielo.
Chitarre tacciono e incantano
lasciandosi guidare
da chi ha rubato il tempo alle stelle,
imparando a stupirsi dei giochi dei bimbi.
Toglie il fiato la Bellezza
che vibra dentro.
E l’amore si vive e non si spiega.
E la pelle si sfiora e non si tocca.
E il sorriso si contempla e non s’insegue.
E’ la lezione del vento
che ci annoda alle onde,
senza scomporre l’incanto
dello sguardo libero.


13 settembre 2006


Maria Pia Romano

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