Cultura

Il mondo del vino visto dal cinema

Il vino nel cinema ha senza dubbio un ruolo centrale, non sempre dichiarato né esplicito, ma ottimo per accendere emozioni e curiosità in grado di provocare, nel film, l'emotività un incontro o anche solo di un attimo

08 febbraio 2019 | C. S.

Il buon vino italiano quando entra in una scena cinematografica, o anche solo in una citazione di un film, ha sempre un ruolo da protagonista. L'esperta critica Laura Delli Colli, ad Anteprima Amarone 2015 promossa dal Consorzio tutela Vini della Valpolicella, ha citato quattro titoli esplicativi del forte legame, e indovinato abbinamento, tra cinema e vino. Enoappassionati e cinefili brindano insieme guardando French Kiss di Lawrence Kasdan, 1995, con Meg Ryan e Kevin Kline, Mondovino di Jonathan Nossiter e Sideways in viaggio con Jack, commedia, Oscar per la sceneggiatura, con Paul Giamatti, entrambi del 2004, infine Un'ottima annata di Ridley Scott, con Russell Crowe e Marion Cotillard, 2006. Sono i quattro classici nella storia, costellata non solo di brindisi e di tavole ma di vendemmia e passione che lega, nel mondo, il cinema al vino.

Il vino, sottolinea Delli Colli, nel cinema ha senza dubbio un ruolo centrale, non sempre dichiarato né esplicito, ma ottimo per accendere emozioni e curiosità in grado di provocare, nel film, l'emotività un incontro o anche solo di un attimo. Come spesso accade nella vita reale. Quando nelle scene si svela la presenza dell'Amarone, secondo l'esperta, il regista fa immediatamente capire agli spettatori - proprio come un piatto speciale - il senso di un'ambientazione che parla di status. Molti i film che lo hanno visto protagonista di un brindisi o anche solo di una citazione. Il più popolare, romantico e insieme internazionale è Letters to Juliet il film di Gary Winick del 2010 con Amanda Seyfried, Gael Garcia Bernal e Vanessa Redgrave, ambientato tra Toscana e Veneto ma soprattutto proprio a Verona, città dell'amore ma anche del gusto dove il protagonista è un giovane chef prossimo all'apertura del suo nuovo ristorante. A Verona è letteralmente folgorato dal colpo di fulmine per il gusto speciale dell'Amarone. Al punto da inserire nel menu il risotto all'Amarone, un must della cucina scaligera. Ma non sempre la citazione è così esplicita: tra le curiosità un piccolo caso riguarda per esempio Il silenzio degli Innocenti: quando Anthony Hopkins, nei panni del terribile Hannibal Lecter racconta di aver mangiato un piatto di fegato con contorno di fave nel racconto spunta un buon bicchiere di rosso. Che è proprio l'Amarone nella pagina originale di Thomas Harris, l'autore letterario che ha ispirato al cinema la saga di Hannibal.

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