Cultura

Elais, la protettrice dell’olio d'oliva, era una donna

Il Mediterraneo inizia là dove si germogliano le prime olive nel nord e finisce là dove iniziano ad apparirsi le prime foreste di palme nel continente africano. Nessun'altra pianta è simbolo di queste terre e si identifica così strettamente con quest'area geografica, dal punto di vista culturale, ancor prima che agricolo, come ci ricorda Pandolea

08 giugno 2018 | Anastasia Skiada

L' oliva mediterranea. Nessun altro albero è stato identificato con una regione come l'ulivo con il Mediterraneo! Lo incontriamo ovunque. Quando l'onda e la salsedine lo toccano, in riva al mare, quando per sopportare la durezza del paesaggio estivo negli aridi territori delle isole, e quando formò enormi foreste e sorprendenti ecosistemi. Il colore d’ argento e il suo grigio – verde gioca con la luce ed il sole. La sua forma viene raffigurata su monete, in quadri famosi, è stata penetrata al culto ed è stata identificata con città, santuari e dei. Forse, non avremmo mai potuto immaginare il Mediterraneo senza l'ulivo...

Cosa sarebbe la vita se mancasse dalla nostra stessa vita quello che suona ultimamente come "santa trinità" del Mediterraneo: l’olio delle olive, grano e vino!

Albero d’area mediterranea, ha influenzato cataliticamente lo sviluppo della civiltà in una zona dove si svilupparono alcune delle prime culture dell’ umanità. Il collegamento dell’alimentazione e del culto è un fenomeno importante che s’ introduce nella mitologia di popoli e di forme di pratiche e abitudini culturali del Mediterraneo, molti dei quali sono ancora conservati fino oggi.

Non è affatto casuale il fatto che lo storico del mediterraneo F. Braudel individua i suoi limiti con dei confini di coltivazione di oliva: il Mediterraneo inizia là dove si germogliano le prime olive nel nord e finisce là dove iniziano ad apparirsi le prime foreste di palme nel continente africano.

Segna il percorso verso un livello superiore della civiltà.

Grafici salvati dai tempi minoici e micenei, l'oliva gioca un ruolo importante: la incontriamo come un albero sacro per completare l'apparizione di Dio, a fianco ad altari ma anche nelle raffigurazioni del proprio paesaggio dell’ epoca preistorica.

Secondo la tradizione mitologica, Elais (ΕλαÏŠς), figlia di Aniou e di Dorippe, era la protettrice dell’olio d'oliva. Le sue sorelle erano Oino (ΟινÏŽ), che proteggeva la vigna e Spermò (ΣπερμÏŽ), che proteggeva il grano.

L’olio d'oliva, il vino ed il grano, i tre preziosi prodotti della terra greca.

Il frutto dell'ulivo è un elemento essenziale della Cultura mediterranea dall’ antichità. Ricerche e ritrovamenti (vasetti, registrazioni su segni, resti di frantoi) testimoniano che la produzione dell’ olio d'oliva possedeva prominente posizione nella società ed economia dei minoici e Micenei. Già dai tempi minoici era in corso l’ elaborazione dei frutti dell’ olio d'oliva come anche l’olio d'oliva che si producesse si conservava in «pithos» di argilla ed anfore i quali venivano spesso esportati nelle isole dell'Egeo e in Grecia centrale.

Ma al di là dei benefici economici, il suo albero d'olivo si adorò come sacro e l'olio d'oliva oltre che dono ai Dei e i morti stava ancora servendo nella produzione di profumi, in medicina e nella vita quotidiana come un prodotto essenziale per l’ alimentazione, l’ illuminazione ed il riscaldamento.

Sin dai tempi antichi l'oliva è stata l'albero più sacro e fino ad oggi rimane un elemento direttamente correlato alla tradizione ma ancheall’ alimentazione della Grecia. Il ramo d'ulivo era un simbolo di pace, saggezza e vittoria. La mitologia si riferisce al suo famoso confronto tra Poseidone con Athena per chi darà il suo nome alla città, il quale ha vinto Athena offrendo al "κλεινÏŒν άστυ" cioè alla "città gloriosa" un "ulivo" simbolo di pace, progresso e potere. La città le ha mostrato gratitudine dandole il suo nome. Il 480 aC, quando i Persiani conquistarono Atene, bruciarono l’ ulivo evento che era considerato un brutto segno, la tristezza però si è trasformata in gioia quando il giorno dopo il tronco ha germinato di nuovo. Indicativo dell'importanza dell'oliva per Atene è che gli Ateniesi alle loro monete raffiguravano Atena con una ghirlanda di ulivo sul suo elmetto e un'anfora con olio d'oliva o un ramo d’ oliva. Ancora, con rami di oliva è stato incoronata anche la statua di chryselephantine di Zeus in Olympia, il capolavoro di Fidia, una delle sette meraviglie del mondo antico. Come anche, il premio per i vincitori delle gare olimpiche era un ramo di olivastro (kotinos).

Potrebbero interessarti

Cultura

Ecco cosa mangiavano gli italiani 2700 anni fa

Nei campioni di tartaro dei denti ritrovati sono state trovate tracce di cereali, legumi, fibre vegetali e spore di lieviti, elementi che indicano una dieta piuttosto varia e suggeriscono anche il consumo di alimenti fermentati come pane, vino e birra

06 marzo 2026 | 10:00

Cultura

Sfruttamento e gestione dell'olivo nel Mediterraneo durante la preistoria

Grazie a campionamenti di legno in siti archeologici è stato possibile distinguere tra fasi distinte nell'utilizzo dell'olivo. La storia inzia con esclusivo sfruttamento di giovani rami e ramoscelli per legna da ardere per arrivare nell'età del bronzo alla potatura per ottenere produzione di olive

03 marzo 2026 | 11:00

Cultura

Intorno alle origini e al significato delle parole: oliva, ulivo e olio

Da elaion a oleum, una denominazione che è poi rimasta anche quando sono stati utilizzati oli proveniente da altre piante, non solo nelle lingue neolatine, olio in italiano, huile in francese, oleo in spagnolo, ma anche nelle lingue germaniche

06 febbraio 2026 | 12:00 | Giulio Scatolini

Cultura

Gli agronomi medioevali dell'ordine religioso degli agostiniani

L’ordine agostiniano ha costruito il suo potere attraverso miracoli agronomici: ripristinare la terra sterile, guarire il bestiame, far rivivere alberi da frutto. Questi atti hanno aiutato le comunità rurali a sopravvivere e hanno dato legittimità all'ordine

05 febbraio 2026 | 11:00

Cultura

Il paese della biodiversità. Il patrimonio naturale italiano: al Maxxi la mostra del National Geographic Italia

Il percorso espositivo multimediale rappresenta un vero e proprio viaggio alla scoperta del lato più selvaggio e meno conosciuto della flora e della fauna del nostro paese. Lo fa attraverso lo sguardo di tre fotografi naturalistici, scienziati

25 gennaio 2026 | 15:00

Cultura

Cortina di Stelle: arte, sport e inclusione verso i Giochi Invernali 2026

A 2.732 metri, al Lagazuoi EXPO Dolomiti, l’arte multisensoriale di Fulvio Morella dialoga con le storie e i cimeli di tre grandi atleti paralimpici, in vista dei Giochi invernali Milano Cortina 2026

05 gennaio 2026 | 15:00