Cultura
Vino al digitale, la rivoluzione dei vino passa da qui
Dai risultati di una ricerca sul rapporto tra oltre 3.400 imprese vitivinicole e il web, nasce BeSharable in the wine market, il decalogo che aiuta le aziende del settore a utilizzare i nuovi mezzi di comunicazione ed essere più competitive sul mercato
13 ottobre 2014 | C. S.
BeSharable, agenzia di comunicazione con focus digital, ha condotto - con il coinvolgimento di 3.439 imprese vitivinicole - una ricerca sul rapporto tra il mondo del vino italiano e i nuovi mezzi di comunicazione. I risultati dell’indagine descrivono uno scenario frammentato: l’imprenditore italiano del vino incontra difficoltà a comunicare efficacemente ciò che rappresenta e quanto è capace di fare, non riuscendo, così, a fare sistema e proporre un “Prodotto Paese” competitivo all’estero. Si registrano, tuttavia, dei segnali positivi.
La guida in dieci punti BeSharable in the wine market (disponibile gratuitamente, in versione sintetica, sul sito www.besharable.it) si propone di offrire alcuni spunti concreti agli operatori del comparto vitivinicolo su come essere “visibili” e “condivisibili” aiutando, così, una delle eccellenze del Made in Italy, per storia, cultura e tradizione, ad apportare un valore importante al racconto di un’Italia “vincente”, anche - e soprattutto - in visione di Expo Milano 2015.
"Il vino è oggi un prodotto che incrementa Pil e fatturato ed è per questo che bisogna conoscerne la cultura che lo caratterizza. Una volta il mercato era solo del produttore, oggi è anche del consumatore che cerca e si informa, soprattutto su internet. È lì che i produttori devono farsi trovare - ha commentato Riccardo Cotarella, Presidente di Assoenologi -Una comunicazione funziona quando è sostenuta dalla proprietà, che conosce la tradizione, e sviluppata con entusiasmo dalle nuove generazioni: è così che, insieme, hanno un passato e un futuro da condividere e raccontare".
I dati raccolti evidenziano l'assoluta rilevanza del web in questo processo. Le PMI che negli ultimi anni hanno utilizzato internet in modo proattivo sono cresciute più in fretta, hanno raggiunto una clientela più internazionale e hanno assunto più persone. L'e-commerce, ad esempio, come strumento di vendita online aperto 24 ore su 24, comincia a registrare dati interessanti: il 43% delle imprese vitivinicole coinvolte vende i propri prodotti anche online, il 36% vorrebbe cominciare, al 21% non interessa. Un canale da valorizzare, se si considera che nei prossimi mesi è prevista, a livello generale, una crescita del 17% con un valore che si attesterà su 13,2 miliardi di euro, con un + 5,2% per il settore enogastronomico Made in Italy.
"BeSharable ci mostra come il web sia una “fabbrica di relazioni” che fanno crescere la notorietà, la fidelizzazione e il business delle cantine - ha detto Donatella Cinelli Colombini, Vicepresidente nazionale delle Donne del Vino - in altre parole ci insegna a trasformare i clienti in fan profondamente coinvolti che recepiscono e producono informazioni su singoli vini o aziende».
Attivare e gestire canali di interazione “social” diventa, quindi, molto importante. Il 94% delle aziende vitivinicole coinvolte ha un sito internet e il 74% è presente su Facebook. Entro la fine dell’anno, il 48% delle imprese dichiara di voler attivare nuovi canali di comunicazione online oppure migliorare quelli esistenti. I più gettonati sono: Facebook, Twitter, Google+, Instagram e blog aziendale. Finora, però, sui canali social si registra più quantità che qualità.
A riprova di ciò, il 43% delle imprese ha una persona interna dedicata alla comunicazione, solo il 13% si rivolge a un professionista esterno, mentre ben il 46% delle aziende affida la comunicazione a una persona interna non dedicata. Il rischio, soprattutto in quest’ultimo caso, è che, in assenza di strategia, la comunicazione non riesca a superare la fase embrionale e a cogliere le opportunità del mondo digital, diventando quasi controproducente per l’azienda.
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