Cultura
Animali senza cuore. L’uomo o il cane?
Quali altri modi avrebbero i cani di comunicare tra loro e con noi se non usando il linguaggio del corpo? Non tutti gli umani sanno guardarli negli occhi e interpretare il loro pensiero, anche se sono sicura che questo sia possibile
01 dicembre 2012 | Paola Cerana
Tra le tante notizie che scorrono in rete, ne è apparsa una, qualche tempo fa, che mi ha particolarmente addolorato. Si tratta di un barbaro atto di accanimento nei confronti di un povero cane cui è stata amputata la coda con un colpo d’accetta.
Ora, senza soffermarmi su questa brutalità che ancora oggi viene praticata su molte razze canine, anche se non con questa stessa ferocia grazie al cielo, vorrei cercare di spiegare perché la coda non è un semplice optional per i cani ma una parte del corpo fondamentale per una sana vita sociale degli animali.
Chiunque abbia un cane sa che lo scodinzolio è una risposta emotiva a uno stimolo. Non tutti sanno, però, che lo scodinzolio cambia a seconda dello stimolo: il modo di muovere la coda esprime il tipo di emozione provata e anticipa la reazione che il cane avrà di fronte allo stimolo. Quando il cane osserva qualcosa o qualcuno che suscita una risposta positiva, cioè di avvicinamento (il padrone o un biscotto) lo scodinzolio è ampio e scorre da destra a sinistra, con un’evidente maggiore estensione verso destra.
Spesso, in alcune razze, la coda giunge a lambire il lato destro del corpo, tanto è il vigore con cui viene sventolata. Quando, invece, il cane osserva uno stimolo negativo (una persona non famigliare o un cane dominante con atteggiamento aggressivo) lo scodinzolio esprime una risposta di ritrazione, anziché di avvicinamento, rivelata dal movimento della coda decisamente più accentuato verso sinistra. Rispetto alla prima reazione positiva, in questo caso lo scodinzolio è anche meno ampio e insistente.
Questa asimmetria non è identica in tutte le razze di cani. Facendo un’analogia con l’animale uomo, potremmo dire che somiglia alla preferenza per l’uso della mano destra, visto che il 90% degli individui è destrimane mentre gli altri sono mancini o ambidestri. Lo stesso accade nei cani, per cui lo scodinzolio verso destra di fronte a stimoli positivi e quello verso sinistra di fronte a stimoli negativi copre l’80 % circa degli individui, una percentuale significativamente alta.
L’analogia con l’uso della mano suggerisce che la reazione della coda è guidata dal cervello, ovviamente, perché l’emisfero destro comanda la parte sinistra del corpo e viceversa, tanto negli umani quanto nei cani. E questo ha un’importante implicazione con i sentimenti e le reazioni emotive, visto che l’emisfero destro è quello fondamentalmente emozionale e quello sinistro razionale.
In realtà i marchingegni cerebrali son ben più complessi, tuttavia queste poche regole elementari sono sufficienti per dimostrare l’importanza che ha - a livello di comunicazione e non solo di funzionalità - quel banale pezzo di ossa e pelo che ogni tanto scodinzola apparentemente a caso. Quel banale pezzo di corpo che, insieme alle orecchie, noi umani ci ostiniamo ad amputare per rispondere a ideali estetici inutili e sovvertibili.
Ora, ditemi, quali altri modi avrebbero i cani di comunicare tra loro e con noi se non usando il linguaggio del corpo? Non tutti gli umani sanno guardarli negli occhi e interpretare il loro pensiero, anche se sono sicura che questo sia possibile. E non tutti i cani per indole abbaiano, guaiscono o ululano, ma è certo che tutti muovono le orecchie e la coda. Come potrebbero, dunque, i cani esprimere gioia, paura, diffidenza, sofferenza, gratitudine se vien tolta loro la possibilità di utilizzare la naturale mimica del corpo?
Guardando il mio bel molosso giocare beato nel prato di casa, penso con dolore a quella creatura sofferente cui è stata mozzata la coda con un colpo d’accetta. Un moto di rabbia mi ruggisce dentro e vorrei poter guardare in faccia l’autore di quel barbaro gesto. Mi domando chi sia in realtà l’animale, lui o il cane. Non senza vergogna sento che vorrei punire quell’uomo senza cuore, mentre sono convinta che, al contrario di me, quel povero cane sarà sempre capace di perdonare.
Peccato non possa più esprimerlo con il suo allegro scodinzolio.

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03 dicembre 2012 ore 18:46mon dieu!la Pablita nei percorsi della sensibilita'..nella capacita' di guardare gli animali negli occhi x decifrarne e raccoglierne,arricchendosi,tenerezza e compagnia, affetto e perdono.Pur se non esplicitato, aleggia nel post l'augurio di una maggiore tutela giuridica oltre che morale(morale e' qualcosa che riguarda anche gli animali non umani!!!!)..anche io godo 2 pastori tedeschi... e qualche volta hanno fatto giustizia, a modo loro,nei riguardi di quei cosidetti "umani"criminali...per onorare una coda mozzata..una dignita' calpestata...una debolezza ferita,ciao
Paolo Talucci
02 dicembre 2012 ore 19:39Ottimo spunto per chiederLe un comportamento che non ho mai riscontrato nei diversi cani che hanno accompagnato con grande amicizia - ricambiata - la mia vita. vivo in campagna e il nostro pastore tdedsco di 13 anni un giorno si è vista arrivare una meticcia fantastica di 35gg.- che ovviamente non trovava casa- tipo segugietto. Tutto bene, anche se i pastori tedeschi non amano cambiare le loro abitudini. Ora Evita, questo è il nome della nuova arrivata ha circa 8 mesi e quando mangia,sia vicino al suo vecchio nonno che in altro luogo, ringhia a qualcosa dietro di se e comincia a girare su se stessa tentando di mordersi la coda. Non è cosa simpatica vedere questa scena, forse la bramosia per il cibo, non abbiamo mai commesso errori di toglierle la sua ciotola ed anche provando questa soluzione a noi non ringhia e lo accetta di buon grado.
Gentilissima Signora Cerana, leggendo il suo articolo così attento forse potrà aiutarci, almeno nel darci una spiegazione che spesso è semplicissima vista da lontano.
La ringraziamo ed attendiamo suoi prossimi articoli.
Paolo
Paola Cerana
03 dicembre 2012 ore 19:53Mi fa piacere che questo articolo susciti un po' d'interesse, forse chi come me ha la fortuna di vivere con dei cani può simpatizzare meglio con l'argomento.
Purtroppo non sono abbastanza esperta per valutare il buffo comportamento di Evita, gentile signor Talucci. Vede, da piccola il mio sogno era quello di diventare una veterinaria per capire gli animali, poi crescendo mi sono interessata sempre più alle contraddizioni degli umani e mi sono dedicata alla psicologia. Credo, tuttavia, che molto spesso sia più facile capire gli animali a quattro zampe che non quelli a due, soprattutto se dotati di parola.
In ogni caso è bene sapere amare entrambe le razze!
Un caro saluto a voi e ai vostri amati cani.