Cultura

Sulla curva

Sotto le suole una morbidezza estranea che non è sabbia né muschio, la strada bianca per Cerqueto. Un soffio pieno di spirito e grazia

17 marzo 2012 | Nicola Dal Falco

Aspettavo sulla curva, ricoperta da un manto di asfalto, un velluto grigio, macchiato e affossato, che separa in due bracci la strada bianca per Cerqueto.

E avvertivo sotto le suole quella morbidezza estranea che non è sabbia né muschio.

Improvvisamente, mentre il cielo, versandolo dall’orizzonte, si tingeva dello stesso colore acre e senza fondo, uno scalpiccio per l’aria mi ha fatto voltare.

Girandomi, avevo immaginato un arrotare di più becchi o magari la passeggiata sonora della spinosa, qualcosa, insomma che avesse corpo e intenzioni e giustificasse quello sbattere insieme, più vicino ad un lancio di ossicini che al frusciare di carte.

Invece, c’era solo del vento, un soffio pieno di spirito e grazia.

Venti metri più in su, sul mio stesso lato, una manata d’aria aveva scosso e innalzato le foglie gialle di un cerro.

Staccandole, le aveva prima soppesate nei loro milligrammi d’oro fuso e poi raccolte in uno sbuffo che ora ricadeva a spirale verso terra, ma di lato come, appunto, il fumo quando cammina.

Sorridendo mi sono girato del tutto e ho atteso che il soffio, seguendo i propri pensieri, attraversasse la strada, passando ad un’altra chioma.

Cosa che si è verificata puntualmente tra i rami di un noce già disadorni che, senza farsi udire, si sono piegati toccandosi. Forse, un poco invidiosi.

9 febbraio 2011

 

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