Cultura

Cortina di Stelle: arte, sport e inclusione verso i Giochi Invernali 2026

Cortina di Stelle: arte, sport e inclusione verso i Giochi Invernali 2026

A 2.732 metri, al Lagazuoi EXPO Dolomiti, l’arte multisensoriale di Fulvio Morella dialoga con le storie e i cimeli di tre grandi atleti paralimpici, in vista dei Giochi invernali Milano Cortina 2026

05 gennaio 2026 | 15:00 | C. S.

Inaugurata al Lagazuoi Expo Dolomiti, uno degli spazi espositivi più alti d’Europa, situato a 2.732 metri di altitudine, la mostra di Fulvio Morella, “Cortina di Stelle”, il capitolo conclusivo del progetto “I limiti non esistono” che celebra i luoghi simbolo delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026.

La mostra, curata da Sabino Maria Frassà, rientra nel programma ufficiale dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 ed è visitabile fino al 5 aprile 2026 tutti i giorni negli orari di apertura della Funivia Lagazuoi (h. 9.00 – 17.00).

Con il patrocinio del Comitato Italiano Paralimpico e di INJA “Louis Braille”, il progetto che celebra l’incontro tra arte, inclusione e sport, approda negli spazi del Lagazuoi Expo Dolomiti, dopo aver fatto tappa in Val di Fiemme al Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese, e a Milano, presso Palazzo Lombardia, sede della Regione.

Con la testimonianza viva di alcuni tra i più rilevanti atleti Paralimpici: Renè de Silvestro (portabandiera dell’Italia Paralimpica a Milano Cortina 2026), Moreno Pesce, Francesca Porcellato, selezionati anche in collaborazione con FISIP (Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici), la mostra pone al centro opere multisensoriali che inglobano il braille, trasformando questo linguaggio “tattile” in esperienza artistica e strumento per abbattere barriere percettive e concettuali.

Il percorso espositivo, che intreccia 36 tra opere d'arte e cimeli storici, si inserisce nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici e valorizzerà il dialogo tra arte, cultura e sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.

Fulvio Morella è tra i più noti artisti italiani contemporanei, noto per la sua arte immersiva e multisensoriale, vincitore del Premio alla Carriera Alfredo D’Andrade 2023 e presente in prestigiose collezioni internazionali come il Victoria and Albert Museum di Londra e il Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Dopo aver celebrato nel 2024 a Parigi il bicentenario del braille con la mostra Ailes de Mouette (Ali di gabbiano), Morella ha continuato a interrogarsi sul senso del limite, elaborando opere che mostrano come e perché i limiti non esistono. «Per toccare il cielo con un dito — scrive — dobbiamo prima smettere di temere lo sguardo, la conoscenza e la comprensione dell’infinito che custodiamo dentro di noi. Guardiamoci dentro per andare oltre; guardiamoci intorno per scoprire l’arte e vincere insieme».

Il primo ciclo di opere denominato Blind Wood (legno e braille) è costituito da quadri-scultura in legno, metallo e scritte in braille in cui l’artista combina cerchi, quadrati, ovali, punti riflessi e colori che ripropongono per lo più monumenti famosissimi visti dall’alto: dal tempio di Delfi, all’Arena di Verona, passando per il Pantheon di Roma e le cupole rosse di Palermo. Le suggestioni dell’artista, in braille, guidano lo spettatore alla scoperta del vero significato delle opere. Si tratta di opere concettuali nate per riflettere sul senso del limite, per mostrarci quanto la percezione di ognuno di noi sia parziale e limitata. La soluzione è quindi “vivere” questi quadri insieme, aiutandosi gli uni con gli altri, ciascuno con i propri limiti, che forse limiti non sono.

A questo primo ciclo si affianca, Braille Stellato: un ampio corpus ideato da Morella per celebrare il bicentenario dell’alfabeto braille. In questa serie i punti del braille diventano corpi celesti, costellazioni da leggere con le dita creando un cielo stellato con massime di San Francesco, Jung e Saint-Exupéry. L’alfabeto ideato dallo stesso artista, trasforma i cieli notturni in rebus visivi e tattili. Solo chi conosce l’alfabeto Braille ha la possibilità di decodificare i messaggi racchiusi nelle sue opere. Come quello racchiuso nella Pupilla di Bach: “La perfezione non ha limiti” tratta dal Gabbiano di Jonathan Livingstone. Le stelle di Fulvio Morella sono criptiche per chi ignora l’alfabeto Braille ma perfettamente leggibili per chi lo conosce. In questo modo Morella riesce a trasformare il Braille in un nuovo linguaggio estetico.

Con il ciclo Braillight la luce si fa forma: una serie di sculture luminose in acciaio e legno di amaranto che utilizzano il Braille come fonte di luce. Le sculture presentate nel 2024 in Engadina (Svizzera) arrivano a Cortina di Stelle riunite per la prima volta come ciclo completo, arricchite dalle nuove opere inedite della serie "Eclissi". In queste ultime creazioni, il metallo e la luce sembrano inseguirsi e sovrapporsi, evocando il fenomeno astronomico per riflettere sul dualismo tra ombra e illuminazione. In alta quota la luce è più netta e radente: Braillight non abbaglia, ma orienta come la stella Polare, come la voce della guida accanto all’atleta ipovedente. È la tridimensionalità del braille: dalla costellazione tattile alla forma scultorea di luce.

All’interno della mostra saranno presenti anche alcuni cimeli provenienti dal Museo dello Sport e dell’Olimpismo della Repubblica di San Marino, lo “scrigno della memoria” che custodisce alcune preziose testimonianze della storia sportiva e olimpica sammarinese. Tra gli oggetti che si potranno ammirare al Lagazuoi Expo Dolomiti la torcia delle Olimpiadi estive di Roma 1960, prima storica partecipazione sammarinese, e quella delle Olimpiadi invernali di Torino 2006.

«Che cos’è una cortina?» — chiede il curatore Sabino Maria Frassà. «In italiano è velo o tenda: separa e protegge, ma può anche nascondere. Anche Cortina d’Ampezzo porta nel nome questa ambivalenza: una conca abitata, una “corte” alpina circondata da cime aperte sul cielo. La mostra sceglie di stare qui per sollevare il velo e accompagnare lo sguardo in quota fino a “sfiorare le stelle” ».

E conclude: «”Cortina di Stelle” mostra che l’infinito fuori, cui l’essere umano anela da sempre, coincide con l’infinito dentro quando la comunità accetta di essere strumento reciproco: l’arte smette di essere immagine da contemplare e diventa lingua comune, lo sport smette di essere performance individuale e torna impresa corale. Qui, davvero, i limiti non esistono: esistono cortine da sollevare».

Commenta Stefano Illing, ideatore del Lagazuoi Expo Dolomiti «Siamo onorati di accogliere nei nostri spazi l’arte di Fulvio Morella, un progetto artistico che unisce arte, sport e inclusione e che ci invita a superare i limiti che noi stessi ci poniamo, proprio come chi affronta una montagna» e conclude: «Portando l’arte a 2.732 metri di altezza vogliamo trasformare le bellezze naturali in un palcoscenico, con questo obiettivo abbracciamo in pieno la visione di universalità che ci suggerisce l’arte di Fulvio Morella»

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