Cultura
La testa, il corpo, i piedi
Che strana sensazione, quasi un brivido corto e ripetuto, un balbettio del corpo, un passo messo di sbieco, una storta salutare che ti fa vedere la forma del mondo da una buca
23 luglio 2011 | Nicola Dal Falco
Come
Il vento. A volte, lo trovi già quando arrivi. C’è o non c’é. Così lei, c’era da un po’ e da chissà quale orizzonte, mentre fuori il cielo cambia aspetto e voce.
Che strana sensazione, quasi un brivido corto e ripetuto, un balbettio del corpo, un passo messo di sbieco, una storta salutare che ti fa vedere la forma del mondo da una buca.
Abituarsi a guardare quello che scorre tra i piedi, scavalcato o urtato che sia.
Ora che la strada si è fatta bianca, una neve di baci, un letto, vedo con lei altre persone. Sono parti sue che insieme danno gentilezza e umori all’insieme. Dove finisce un racconto inizia il seguente senza aspettare sera.
La testa o meglio il viso, ma inseparabile dalla corona di capelli, da un giro di ciocche, accompagnate in alto, liberando, doppio dono, la fronte e le orecchie.
Sarà stata pure la coincidenza di una strada che sprofonda e riaffiora tra le pieghe della campagna fino al mare, all’idea del largo, oltre l’ingombro della spiaggia, ma quel viso l’ho finalmente letto.
Un viso con solchi e altrettanto improvvisi abbandoni. La luce lo spiana, gli toglie ogni eccesso e culla in boccio le buone, le nuove intenzioni. Come il coro di statue d’argilla, modellate sulla domanda, ferme nell’attesa di dare e ricevere un cenno.
Comparire al cospetto degli dei, è un pendere in piedi, farsi avanti, pieno il palmo.
Il corpo che ammiro nei seni, distanti e giovani, e nelle anche che affondano in un tremore di canne, in una doppia ansa, ha l’aria festante di un pomeriggio. Un pomeriggio incipriato, di specchi e altre stanze.
Seppe alzare la gonna, la sua complicata cupola, come si spiega una bandiera, e fare gesti segreti e lenti. Condusse senza fretta a un colmo, sempre risospinto in là.
Infine, i piedi, calzati del loro nulla, copia di mani. Mappe nascoste, fiorite come certe maioliche. A passi consueti dalla cucina alla pergola e da questa al profumo smosso dell’orto. La chiave di quel mentre sono i suoni che arrivano e rimbalzano sul marmo del tavolo, nel lavello quasi fosse la conchiglia di un sogno.
Aspetto che esca, scompaia e ritorni, scuotendo il vestito di briciole, fissando per un attimo la cima del pino. Vorrei avere una lettera pronta e molte carezze.
a Enne
6 aprile 2010
Mirta Vignatti - Accenti sul siena naturale (2006)
Prima postilla a un come
Ascolto questa musica colta e furibonda, un tango orchestrato come una sinfonia. Un paesaggio teatrale dove anche la natura è satura di storie.
Apparizioni, infatuazioni, scene con la propria, esatta colonna sonora.
Da un divano al tavolo, affacciato su un’altra via, delimitata dal lungo muro giallo. È un mese o più che il sole ha superato il cornicione di fronte ed ora entra, pungendo. Un altro mese e bisognerà accostare gli scuri, mettere un argine alla cascata di luce.
Tornano come foglie a rifiorire le tue mani. Sono carte disegnate, venate, in forma lobata e digitata, di vari inverni e primavere.
Mani che stavano nel tronco prima di spuntare dalla corteccia. Me ne impossesso a volte, per captarne il fruscio dentro al legno, prima che svolazzino alla brezza o si pieghino sotto l’acqua.
Le uso per misurare, soppesare, contare per linee concentriche, di ora in ora. Richiudele sopra i versi che ti scrivo e aprile su i miei occhi.
Seconda postilla a un come
Tocca adesso all’unico varco in cui ci si specchi, la parte sommamente mobile che ti guarda e in cui ti guardi. I tuoi occhi forse aiutano, perché del colore che incrosta la terra, che la tiene insieme.
Ma sanno troppo, come ti dissi al telefono, girano su un perno di silenzi, d’ante sbiancate, altrove. E aspettano il profumo che invada l’attimo.
A questi occhi puoi sussurrare infinite volte e altrettante restare perplesso.
Vorrei, allora, sentirli attaccati a uno scoglio, ondeggiare con radici in una spuma fedele di onde e di arrivi.

Potrebbero interessarti
Cultura
Sfruttamento e gestione dell'olivo nel Mediterraneo durante la preistoria
Grazie a campionamenti di legno in siti archeologici è stato possibile distinguere tra fasi distinte nell'utilizzo dell'olivo. La storia inzia con esclusivo sfruttamento di giovani rami e ramoscelli per legna da ardere per arrivare nell'età del bronzo alla potatura per ottenere produzione di olive
03 marzo 2026 | 11:00
Cultura
Intorno alle origini e al significato delle parole: oliva, ulivo e olio
Da elaion a oleum, una denominazione che è poi rimasta anche quando sono stati utilizzati oli proveniente da altre piante, non solo nelle lingue neolatine, olio in italiano, huile in francese, oleo in spagnolo, ma anche nelle lingue germaniche
06 febbraio 2026 | 12:00 | Giulio Scatolini
Cultura
Gli agronomi medioevali dell'ordine religioso degli agostiniani
L’ordine agostiniano ha costruito il suo potere attraverso miracoli agronomici: ripristinare la terra sterile, guarire il bestiame, far rivivere alberi da frutto. Questi atti hanno aiutato le comunità rurali a sopravvivere e hanno dato legittimità all'ordine
05 febbraio 2026 | 11:00
Cultura
Il paese della biodiversità. Il patrimonio naturale italiano: al Maxxi la mostra del National Geographic Italia
Il percorso espositivo multimediale rappresenta un vero e proprio viaggio alla scoperta del lato più selvaggio e meno conosciuto della flora e della fauna del nostro paese. Lo fa attraverso lo sguardo di tre fotografi naturalistici, scienziati
25 gennaio 2026 | 15:00
Cultura
Cortina di Stelle: arte, sport e inclusione verso i Giochi Invernali 2026
A 2.732 metri, al Lagazuoi EXPO Dolomiti, l’arte multisensoriale di Fulvio Morella dialoga con le storie e i cimeli di tre grandi atleti paralimpici, in vista dei Giochi invernali Milano Cortina 2026
05 gennaio 2026 | 15:00
Cultura
Ecco perchè mangiare uva e lenticchie a Capodanno porta fortuna
Oggi le lenticchie e l’uva vengono consumate, pur se a Capodanno, senza nessun particolare cerimoniale, nel passato ciò avveniva invece attraverso rituali e regole ben precise. Usanza di buon augurio per propiziarsi ricchezza e fortuna
19 dicembre 2025 | 20:15 | Giulio Scatolini