Editoriali

I media sono nemici dell'olio extravergine di oliva italiano?

I media sono nemici dell'olio extravergine di oliva italiano?

Piu passa il tempo, più non leggo di extravergine, più non vedo extravergine, più non sento extravergine, più sono assalito da un dubbio “non amletico”: esiste una lobby, voluta o involontaria, dei “nemici dell’extravergine”?

26 gennaio 2026 | 09:00 | Giulio Scatolini

Leggo sul “Il nuovo Treccani”,

lobby n. inglese (dal lat. tardo, lobbia, prop. “loggia, tribuna”), usato in ital. al femm.

Gruppo di persone in grado di esercitare la loro influenza su chi ha potere di decisioni per ottenere vantaggi.

Piu passa il tempo, più non leggo di EVO, più non vedo EVO, più non sento EVO, più sono assalito da un dubbio “non amletico”: esiste una lobby, voluta o involontaria, dei “nemici dell’extravergine”?

Per tale motivo mi sono messo a sfogliare attentamente il numero prenatalizio del supplemento del Corriere della Sera COOK, 95 pagine e quello prenatalizio di Repubblica G I piaceri del Gusto, 95 pagine.

Su COOK vi elenco di seguito  ”La nostra guida ai migliori regali di Natale”.

Il ricercato elenco è definito Tech & Gourmet per stupire e … per coccolarsi.

Ecco che cosa consiglia il prestigioso Corriere della Sera:

Ecole Ducasse, tronchetto di Natale. Varviglione. Cabernet Sauvignon Sorgea. Rana Box, con ravioli oro rosso, sughi freschi, pan d’oro. Ciccio Sultano, panettone Re Moro. Bar Brera e Pasticceria Martesana, il panettone dell’arte. Pisoni, il Vermouth Valle dei Laghi. Amara Twilly,  amaro a base di arancia rossa di Sicilia. Peck Caffè, monorigine della tradizione indiana. Tastelanghe, la crema di nocciole IGP Piemonte Langhe. Ecc.

In tutto 80 foto di 80 prodotti buoni e più o meno di lusso.

Che cosa viene dimenticato nell’elenco di tali nobili e buonissimi prodotti?

Me lo chiedete? E’ facilissimo: l’olio extravergine d’oliva.

E quale è uno dei prodotti più gradito come strenna natalizia da tutte le tipologie di consumatori?

Ve lo dico io, anche se non ho interpellato Renato Mannheimer con uno dei suoi famosi sondaggi.

Uno dei prodotti più graditi è una bella bottiglia di un olio DOP extravergine d’oliva.

Ma nelle 80 belle foto  del prestigioso quotidiano di via Solferino l’EVO non appare.

Passiamo ora in rassegna il supplemento di la Repubblica, il quotidiano dell’Intellighenzia intellettuale della sinistra italiana. In G il piacere del Gusto compaiono sotto il titolo “Sotto l’albero dei desideri” 36 foto di altrettanti prodotti:

Bollicine di Valdobbiadene. Il panettone di Sebastiano Caridi. IL Chivas Regal firmato da Charles Leclerc. La Illy Art Collection. IL Berlucchi Cuvée. Italicus Rosolio di Bergamotto. L’amaro Formidabile di Palini.  E così via per 36 succulenti prodotti.

Anche qui la consueta e certa dimenticanza: l’olio extravergine d’oliva.

Dimenticanze natalizie?

Forse si o forse no. Di certo i quotidiani più prestigiosi italiani certo non dimenticano di promuovere i nostri buoni vini e a gli altri prodotti alcolici anche se il Professor Garattini e la Professoressa Viola non temono a dire che” l’alcol è cancerogeno” e l’olio extravergine d’oliva ad alto valore di polifenoli è quasi un farmaco.

Per non parlare infine dell’elenco che politici, chef e  altri gourmet  che citano    prodotti e  ricette che hanno fatto riconoscere all’Unesco “La cucina italiana patrimonio immateriale dell’umanità”. Ma quasi nessuno cita l’olio extravergine d’oliva.

La solita retorica in cui tutti si prendono i meriti.

Fortunatamente il professor Massimo Montanari precisa che “Il nostro patrimonio gastronomico non si definisce con ricette e confini, ma con la sua capacità di accogliere mutare ed unire, tra radici popolari e valore antropologico”.

Così è se vi piace!

“E detto l’ho perché doler ti debbia” (Dante Alighieri)

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