Editoriali

L’olio di oliva costa più dell’extravergine sullo scaffale del supermercato

L’olio di oliva costa più dell’extravergine sullo scaffale del supermercato

Archiviata la parentesi degli ultimi due anni, una grande occasione persa, tornano le offerte più pazze del mondo sugli scaffali dei supermercati nazionali: 5,32 euro/litro un olio di oliva a 3,99 euro/litro un olio extravergine di oliva

26 novembre 2025 | 12:00 | Alberto Grimelli

Chi sperava che la Grande Distribuzione, negli ultimi due anni, avesse compreso che il mondo dell’olio dovesse virare sui margini piuttosto che in una spasmodica ricerca di volumi e promozioni resterà deluso.

Prendete la macchina del tempo perché si torna a tre-quattro anni fa, o anche prima.

L’olio di oliva (Colavita presso PrestoFresco ma anche Monini da Conad) costa tanto quanto o meno dell’olio extravergine di oliva (DeCarolis da Carrefour ma anche Olitalia da Bennet).

La massima differenza prezzo, a favore dell’olio di oliva, l’abbiamo con il Colavita a 5,32 euro/litro contro i 3,99 euro/litro del DeCarolis.

Praticamente l’olio di oliva, quindi un olio raffinato, costa più dell’extravergine, un puro succo di oliva, del 30%.

Così, lo abbiamo già detto molte volte, è l’intera catena del valore dell’olivicoltura che viene messa sotto scacco. Ovvio che, con simili promozioni, un consumatore non percepisca il valore dell’extravergine, le sue proprietà salutistiche e nutrizionali, i valori di preservazione del paesaggio e della biodiversità, se vale meno di un prodotto industriale come l’olio di oliva.

Anzi l’olio extravergine di oliva cessa di essere un prodotto agricolo per diventare un prodotto industriale.

Dalla categoria commerciale all’olio italiano il passo è breve, anzi brevissimo.

Quando, tra qualche settimana, troveremo l’extravergine nazionale a 5,99 euro/litro a scaffale, sarà complicato spiegare perché un prodotto premium, da 15 euro o più al litro (tre volte tanto!), sempre 100% italiano, merita la spesa.

L’olio extravergine 100% italiano a 5,99 euro/litro è una frode? Dimostratelo.

E’ di un “piccolo produttore”? Si attrezzasse per produrre a costi più bassi, penserà il consumatore abituato a servirsi a scaffale.

E’ di migliore qualità? Forse, ma siamo sempre tre bottiglie contro una. Vale davvero tre volte la spesa?

Vi è anche il pericolo, tutt’altro che scontato, che l’olio del piccolo produttore a 15 euro/litro resti sotto i neon del supermercato a lungo, deteriorandosi, rischiando quindi di avere un aroma e un gusto del tutto paragonabile a quelli del “compagno” a 5,99 euro/litro.

Quali altre regioni possiamo addurre, a scaffale, per scegliere un olio a 15 euro/litro al posto di uno a 5,99 euro/litro, entrambi 100% italiani?

Storia, tradizioni, biodiversità? Le stesse.

Certificazioni? Non c’è né per l’uno né per l’altro.

Un olio extravergine di oliva italiano a 15 euro/litro che non abbia altre caratteristiche ben identificabili in etichetta (DOP, IGP, monovarietale…) si troverà quindi in uno svantaggio competitivo difficilmente colmabile se non attraverso strumenti di fidelizzazione (fiducia), facili trasferire con gli acquisti diretti in frantoio, molto meno con quelli indiretti a scaffale.

Gli spazi presso la GDO, conquistati dalle piccole e medie imprese anche con ingenti investimenti, rischiano di scomparire molto velocemente.

Senza considerare la percezione del valore dell’extravergine italiano da parte dei consumatori che tende ad allinearsi sul prezzo più basso, indipendentemente dal luogo d’acquisto. Detto in altri termini, il consumatore, se vede un livellamento al basso del prezzo a scaffale, cercherà un eguale “sconto” anche al frantoio.

A volte un salto indietro nel tempo è amarcord, in questo caso lascia invece solo l’amaro in bocca, quello di un’occasione persa.

Potrebbero interessarti

Editoriali

Energia rinnovabile solo con salvaguardia e tutela del paesaggio

L'assalto delle energie rinnovabile può ferire il territorio con la perdita di vegetazione e di suolo, nel caso degli impianti solari a terra, o, peggio, lo distruggono con i 50 metri cubi e più di calcestruzzo alla base dei pali eolici

25 agosto 2026 | 16:00 | Pasquale Di Lena

Editoriali

Contrordine! Le miscele tra olio extravergine e olio vergine di oliva si possono fare, ma solo per l’export

Dopo la circolare del 16 luglio che, di fatto vietava le miscele tra olio extravergine e olio vergine di oliva, ecco il contrordine dell’11 agosto. Le miscele si possono fare e detenere, ma solo per l’esportazione. Circolari e controcircolari, confusione e un danno alla corretta cultura olearia

24 agosto 2026 | 11:00 | Alberto Grimelli

Editoriali

Deoleo-Coricelli-Dcoop: Teatro Naturale sta sempre campanilisticamente dalla parte dell’Italia

Si rianima la guerra tra guelfi e ghibellini in Italia sulla vendita Deoleo. Subito uno schierarsi in tifoserie: Coricelli sì o Coricelli no, Dcoop sì e Dcoop no. Due lettere, per far capire il clima che si respira. Impossibile fare un tentativo di analisi di un comparto oleario incapace di ragionare strategicamente

21 agosto 2026 | 18:43 | Alberto Grimelli

Editoriali

L’olio di oliva mondiale alla Spagna, l’Italia resta a guardare: il caso Deoleo-Coricelli

Il ricco bottino di Deoleo verso Dcoop, Coricelli fuori dalla partita: tra veti, rivalità e politica immobile, l’Italia rinuncia ancora una volta a costruire un campione nazionale dell’olio d’oliva. Nobile decaduta ormai capace solo di autocommiserarsi

13 agosto 2026 | 11:00 | Alberto Grimelli

Editoriali

Ecco come finisce l’olio extravergine di oliva italiano acquistato a 3,9 euro/kg. E’ la fine dell’olivicoltura nazionale

Ci sono imprenditori che fanno il gioco dell’Italia olivicolo-olearia e imprenditori che giocano la partita per sé. Se si acquista olio extravergine di oliva italiano a 3,9 euro/kg per rivenderlo a 5 euro/litro e posizionarlo a scaffale a 6 euro/litro, c’è chi piange e c’è chi ride. Le aziende imbottigliatrici italiane, già fallite, stanno facendo fallire anche l’olivicoltura nazionale

03 agosto 2026 | 13:00 | Alberto Grimelli

Editoriali

I Mastri Oleari si rilanciano con una missione politica: non c’è olivicoltura senza frantoiano

Il rinnovamento completo dei vertici della morente Associazione dei Mastri Oleari segna un punto di svolta. Il ricambio generazionale imprime slancio a iniziative politiche che contengono stereotipi ma anche una visione

27 luglio 2026 | 10:32 | Alberto Grimelli

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati