L'arca olearia
Perchè l'olio di sansa di oliva costa più dell'extra vergine a scaffale?
Si è sorpassato ogni limite di decenza. Come può la Grande Distribuzione presentarsi al consumatore con temi come sostenibilità, etica, territorio, tradizioni, parlare di alimentazione sana e poi comportarsi così con gli oli d'oliva?
13 marzo 2015 | Francesco Travaglini
Riportiamo le segnalazioni più significative arrivate nel mese di febbraio all'osservatorio dei prezzi dell’extra vergine nell’Annus Mirabilis.
L’osservatorio, come spiegato nel report di gennaio, non ha alcuna pretesa di offrire elementi di rilevanza statistica ma ha l’obiettivo di testimoniare il paradosso che interessa il mercato degli oli extra vergini italiani nella GDO in questo anno così particolare per l’olivicoltura italiana.
Che l’olio d’oliva sia considerato un prodotto civetta è una consuetudine che da tempo fa parte delle strategie di marketing della Grande Distribuzione Organizzata.
Il 66% dell’olio commercializzato in Italia è venduto attraverso questo tipo di offerte speciali.
L’andamento del mercato dell’extra vergine in quest’annata epocale ha messo in evidenza come questo tipo di promozione sembra non tener conto, ad oggi, dell’andamento delle quotazioni all’ingrosso dell’extra vergine e quindi della limitata produzione italiana dell’annata 2014.
Le rilevazioni del mese di febbraio confermano spread negativi (differenza tra prezzo dettaglio in bottiglia e prezzo ingrosso sfuso) spesso superiori ai 2 € al litro.
Al paradosso dei prezzi, poi, se ne affianca un altro forse più interessante: la politica del prezzo civetta ormai stride grossolanamente con le politiche di gestione del brand della GDO.
La semplice gestione dell’immagine di un marchio ha fatto il suo tempo e ora lo sforzo di quasi tutte le catene della Grande Distribuzione è quello di cercare di governare relazioni sociali avviando conversazioni con i propri clienti.
Per fare questo bisogna essere credibili altrimenti l’azione diventa controproducente.
La tendenza all'aumento del valore del carrello medio e quindi lo spostamento verso la qualità dei prodotti acquistati (in quantità minori ma di qualità più alta) sono un segnale inequivocabile di come le incoerenze e contraddizioni nella comunicazione, ben evidenti sugli scaffali degli oli d’oliva, siano fumo negli occhi per i vari uffici stampa e gestori (!) delle pagine social incaricati dalle catene.
Presentarsi al consumatore con temi come sostenibilità, etica, territorio, tradizioni, parlare di alimentazione sana con tanto di nutrizionisti on line e poi vendere per esempio, oli di sansa di oliva a prezzi più alti dell’extravergine, non offre nessuna giustificazione credibile da poter proporre al consumatore che, sempre più frequentemente, qualche domanda inizia a farsela.
"La crisi ha cambiato i consumi: chi non si adegua rischia di uscire dal mercato” lo ha ribadito, in un intervista a Repubblica, Francesco Pugliese amministratore delegato della catena Conad.
Prendendo ad esempio proprio il marchio Conad, è indicativa l’evoluzione che negli anni hanno avuto gli slogan utilizzati per promuovere il brand: dall’autoreferenziale “alla Conad ci si torna” al product oriented “la qualità lascia il segno” a quello attuale proiettato verso il cliente “persone oltre le cose” .
Lo stesso amministratore delegato parla di “catene inefficienti che saranno spinte fuori dal mercato”.
Quanto peserà per la GDO, all’interno di questo “concetto di efficienza”, il valore della reputazione pubblica e quindi della coerenza e della credibilità?
Potrà la GDO, con un consumatore che la crisi ha fatto diventare proattivo, continuare ad ignorare le incoerenze che sugli scaffali dell’extra vergini sono imbarazzanti ed ingestibili dal punto di vista comunicativo?
Questo passaggio è probabilmente epocale come il bug della campagna olivicola 2014-2015: un altro segnale dell'Annus Mirabilis.
Proprio in questi giorni ha iniziato a funzionare a regime Mirabilis USA l’osservatorio dei prezzi degli extra vergini italiani nella GDO americana.
E’ particolarmente rilevante il fatto che a contribuire alle rilevazioni su tutto il territorio degli Stati Uniti sia l’impegno diretto di 4 aziende importatrici di extra v ergini di qualità italiani coordinate dallo staff di Gustiamo Inc., che evidentemente pagano ogni giorno sulla loro pelle una situazione grottesca nella quale sembrano non esistere regole.
Il loro grande impegno è un ottimo segnale, anche questo una mirabilia dell’annata 2014-2015
Mirabilis USA lo trovate qui:
Ecco invece le rilevazioni più interessanti del mese di febbraio segnalate in Italia.
Vi ricordiamo che tutti possono inviare segnalazioni attraverso l’applicazione whatsapp al numero di telefono 329-6453882
OLIVINA
Olio Extra Vergine d’Oliva Olivina

prezzo € 3,15/litro
scadenza: giugno 2016
origine: unione europea
data di imbottigliamento: dicembre 2014
data di produzione: non presente
spread dal prezzo all’ingrosso dell’olio sfuso: - € 2,53
Rilevazione supermercati Auchan
EVO vs Olio d’OLIVA

Extra Vergine Classico De Santis
prezzo € 3,29/litro
scadenza: aprile 2016
origine: unione europea
data di imbottigliamento: ottobre 2014
data di produzione: non presente
spread dal prezzo all’ingrosso dell’olio sfuso: - € 2,43
Olio d’Oliva
Composto da Oli d’Oliva Raffinati e da Oli d’oliva Vergini
prezzo € 3,99/litro
scadenza: 4 febbraio 2016
data di imbottigliamento: 4 agosto 2014
data di produzione: non presente
spread prezzo olio oliva vs olio EVO: + € 0,70
Rilevazione effettuata nella catena Supermercati OASI
EVO vs OLIO DI SANSA

Olio di Sansa di Oliva De Santis
Olio contenente esclusivamente oli provenienti dal trattamento della sansa di oliva e oli ottenuti direttamente dalle olive.
prezzo € 3,69/litro
scadenza: 31 ottobre 2015
origine: non presente
data di imbottigliamento: 30 aprile 2014
data di produzione: non presente
spread prezzo olio di sansa vs olio EVO: + € 0,40
Olio Extra Vergine d’Oliva De Santis, Il classico
prezzo € 3,29/litro
scadenza: aprile 2016
origine: unione europea
data di imbottigliamento: ottobre 2014
data di produzione: non presente
spread dal prezzo all’ingrosso dell’olio sfuso: - € 2,43
Rilevazioni effettuate nella catena Auchan
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