Economia
Promozioni pazze sull’olio extravergine di oliva a scaffale: l’olio spagnolo costa più dell’italiano
Perché la GDO odia così tanto l’olio extravergine di oliva 100% italiano? Difficile capire la logica dietro alcune promozioni sull’olio della Grande Distribuzione, a meno di non pensar male. Si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Ecco come Coop e Conad sono scivolate sull’olio, comunitario e italiano
20 novembre 2025 | 12:00 | Alberto Grimelli
Perché la Grande Distribuzione odia così tanto l’olio italiano? Perché preferire il comunitario all’olio nazionale su una promozione del novello?
Può poi un olio extravergine di oliva comunitario, pure se novello, costare più di un 100% italiano? E’ successo.
Può, nello stesso punto vendita, trovarsi un olio extravergine di oliva comunitario e un 100% italiano, entrambi in promozione, alla stessa cifra? E’ successo.
Non c’è più alcuna razionalità e ragionevolezza nel comporre lo scaffale dell’olio di oliva, se non una cieca rincorsa alle rotazioni, al prezzo, al volantino, al contributo commerciale da parte del fornitore. Anche a costo di disorientare il consumatore.
Spiegare certe operazioni commerciali è già difficile a un addetto ai lavori, figuriamoci a un consumatore che si trova di fronte a un’offerta come quella presentata in Coop.
Partiamo dall’ABC: è olio comunitario, non italiano. Tradizionalmente le offerte sull’olio nuovo hanno sempre favorito l’extravergine nazionale perché la campagna olearia in Italia inizia prima che altrove e perché così si favorisce l’economia locale, o almeno quella nazionale. Con l’operazione sull’olio nuovo comunitario (prima di quella che avverrà sull’olio italiano) i soci Coop faranno scorte di olio spagnolo e lasceranno a scaffale l’olio italiano. Giustificazione in più per evitare, magari già dall’anno prossimo, promozioni sull’olio italiano. Meno extravergine italiano e più comunitario sugli scaffali Coop.
Soci felici? Forse no. L’offerta è iniziata il 6 novembre. Significa che doveva essere nei centri di distribuzione Coop dai primissimi giorni di novembre. Olio acquistato al massimo entro la metà di ottobre, considerando i tempi di trasporto e confezionamento. Alla metà di ottobre la Spagna aveva prodotto pochissimo olio nuovo, quasi nulla, il Portogallo e la Grecia pure. La Spagna non ha un registro Sian come l’Italia per garantire un minimo di tracciabilità. Proprio sicuri che fosse tutto olio nuovo?

Eccoli qui i due oli extravergini di oliva identici per caratteristiche: entrambi miscele di oli comunitari, entrambi grezzi o non filtrati, entrambi di nuovo raccolto, identico lo sconto proposto (-50%). L’unica differenza è il formato: uno (“Poggio alle Fattorie”) da 5 litri e uno (“Il Casolare Farchioni”) da 3 litri.
Poggio alle Fattorie costava 3,98 euro/litro e Il Casolare Farchioni 6,3 euro/litro.
Stante l’attento monitoraggio sui volantini tra insegne della GDO e concorrenti imbottigliatori, è impensabile che fosse stato ignorato che, contemporaneamente, sugli scaffali di più di un discount era presente l’olio extravergine di oliva Cirio (della scorsa campagna olearia) 100% italiano a 5,99 euro/litro.
Stesso posizionamento prezzo de Il Casolare Farchioni ma prodotti diversi, se il consumatore fosse attento all’etichetta… e spesso non lo è, per ignoranza o incuranza. Da un consumatore posso aspettarmelo, dai dirigenti Coop no!

A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca: sgambetto tra concorrenti con la benevolenza di Coop?
Finchè si trattasse solo di concorrenza tra aziende di imbottigliamento (o insegne GDO) saremmo nell’alveo della libertà di impresa, e non meriterebbe alcun commento, ma se la comunicazione nuoce alla comprensione del consumatore riguardo a prezzo, posizionamento e qualità dei diversi tipi di olio extravergine di oliva in commercio, in particolare alla distinzione tra 100% italiano e comunitario, allora occorre una riflessione.
Può un olio extravergine d’oliva italiano che costava all’ingrosso 9,4 euro/kg (pur in forte sconto per smaltimento delle scorte) avere lo stesso prezzo di un olio extravergine di oliva comunitario (spagnolo) che oggi costa all’ingrosso 5 euro/kg? Chi glielo spiega al consumatore che è solo tutta questione di politiche commerciali? Ovvio che scuota le spalle e compri quello meno caro… tanto sono tutti uguali.

Ed effettivamente uguali lo sono, non solo per Coop ma anche per Conad.
Nella stessa pagina volantino, della stessa promozione, quindi anche sullo stesso scaffale, potevamo trovare l’olio extravergine di oliva Conad 100% italiano a 7,9 euro/litro e Il Casolare Farchioni, olio comunitario, a 7,9 euro/litro. Formato identico, prezzo identico.
Tra l’altro, a peggiorare le cose, lo sconto su Il Casolare (33%) è superiore a quello del Conad 100% italiano (20%). Quindi è lecito per Conad che l’olio comunitario costi più, a prezzo pieno, dell’olio extravergine di oliva 100% italiano. In barba alle indicazioni di tutte le borse merci a me note. Ancora una volta: chi glielo spiega al consumatore?
Care Coop e Conad, avete davvero fatto un pessimo servizio all’olio extravergine di oliva italiano e agli olivicoltori nazionali, generando solo confusione in un consumatore che, sempre più legittimamente, è smarrito di fronte a volantini e scaffali.
Lo scaffale, così come i volantini, parlano, fanno comunicazione e cultura olearia forse più di tanti media e opinion leader di settore.
Care Coop e Conad, siete scivolate sull’olio extravergine di oliva… solo in ragione del profitto?
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