Editoriali

IL FLOP DEL CONDONO AGRICOLO

06 ottobre 2007 | Ernesto Vania

Ora lo possiamo affermare con ragionevole certezza, il condono agricolo è stato un clamoroso buco nell’acqua.
Era l’operazione bandiera del Ministro De Castro che vi ha prodigato molte energie, credibilità e peso politico.
La bandiera è finita nel fango, per utilizzare un eufemismo.
De Castro ha tentato di tutto, dove andava parlava di condono agricolo, ha emesso diversi comunicati stampa, ha fatto pressioni sull’Inps per accelerare le verifiche. Negli ultimi giorni ha scritto a Prodi e persino ai Presidenti regionali per chiedere appoggio. Una prostituzione politica vera e propria.
Mi fa quasi tenerezza il Ministro. Questo “caso” ha mostrato tutta la sua debolezza.
Sul condono agricolo ha lavorato da solo, in aperta ostilità con parte del Governo, Damiano e Padoa Schioppa non hanno gradito l’iniziativa, e con l’Inps che ha tentato di ostacolare in ogni modo tale cartolarizzazione “privata” dei crediti previdenziali pregressi.
Sarebbe probabilmente erroneo affermare che l’Inps ha mandato deliberatamente all’aria il piano di sanatoria dei crediti, ma non credo certo che l’abbia agevolato.
Dopo l’intervento del Collegio dei Sindaci dell’Istituto di previdenza si chiarì che l’Inps avrebbe corrisposto un accredito pensionistico proporzionale soltanto a quanto versato, rendendo meno appetibile l’adesione.
L’incredibile lentezza nel procedere agli accertamenti delle effettive posizioni debitorie delle imprese ha inoltre qualcosa di sospetto, anche se molte giustificazioni sono state addotte, tutte, almeno sul piano teorico, perfettamente valide e ragionevoli.
In preda alla disperazione De Castro ha anche scritto che lui e il suo Ministero non potranno far altro per gli agricoltori che saranno quindi assaliti da Equitalia, la società di riscossione crediti governativa, e che “questa è l’ultima possibilità … che non vi potranno essere in futuro soluzioni alternative.”
Il clamoroso flop a cui è destinata la cartolarizzazione dei crediti agricoli Inps, a meno di proroghe dell’ultimo minuto, che comunque non muterebbero il quadro politico, è quindi un fallimento personale di De Castro ma anche di alcuni poteri forti.
E’ infatti utile ricordare che Il Sole 24 Ore ha fortemente sostenuto l’iniziativa, vi ha dedicato molto spazio redazionale e tante pagine pubblicitarie sono comparse sulle testate del gruppo.
Si suppone che le banche, tra le lobby più influenti del nostro Paese, avendo un evidente interesse nell’operazione vi si prodigassero maggiormente, ma ciò non è avvenuto. Perché?
Anche le associazioni di categoria, che avrebbero dovuto promuovere questo condono agricolo e raccogliere le adesioni, in realtà vi si sono impegnate poco. Perché?
L’impressione è che il piano di De Castro fosse stato concepito e costruito al di fuori del “sistema agricolo” e del “sistema burocratico statale” che, quindi, hanno remato, manifestamente e occultamente, contro.
Povero Ministro, ha fatto la fine di Calimero: piccolo e nero…

Potrebbero interessarti

Editoriali

L'intelligenza nell'analisi sensoriale dell'olio di oliva e oltre

Partiamo, in modo provocatorio, per chi non le conoscesse, prima le tre rassicuranti leggi della robotica, di Isac Asimov pubblicate nel 1942 nel racconto “Circolo vizioso” poi ripubblicate nella famosa raccolta di racconti “Io robot”

23 luglio 2026 | 14:00 | Giulio Scatolini

Editoriali

Ecco quello che si nasconde dietro la circolare sulle miscele di olio di oliva vergine

Un vecchio detto dice che la gatta frettolosa fece i gattini ciechi. La circolare sulle miscele tra extravergine e vergine di oliva, per come è concepita, è facilmente impugnabile e così i suoi effetti. Ma bloccherà il mercato dell’olio vergine in Italia. E senza la collaborazione della Grande Distribuzione diventerà un’occasione persa

21 luglio 2026 | 15:30 | Alberto Grimelli

Editoriali

Il presente e futuro dell'olivicoltura vista dai sindaci delle Città dell'Olio

Dire “oliveti moderni” non deve significare “tutto e subito” e maggiore quantità a spese della qualità e biodiversità, del paesaggio, del suolo, delle piccole e medie aziende, dei mille e mille territori impressi dagli olivi autoctoni, siano essi giovani o secolari

20 luglio 2026 | 15:00 | Pasquale Di Lena

Editoriali

Meglio l'olio di semi di certi extravergini di oliva sugli scaffali

Possibile, caro consumatore, che tu non perrcepisca quella deliziosa "puzza" di rancido che ti aggredisce le narici quando apri certe bottiglie? E che dire dell'olio fermentato, che ti ricorda lo straccio bagnato dimenticato sul lavandino da giorni? O, peggio ancora, quel sentore di carne marcia e funghi? E poi c'è l'acetico

26 giugno 2026 | 11:00 | Piero Palanti

Editoriali

Adel Ben Romdhane di nuovo indagato in Italia: i riflessi del crack Bioliva sull’Italia dell’olio di oliva

Dal 21 maggio si sono riaperte ufficialmente le indagini a carico del tunisino Adel Ben Romdhane, patron di Bioliva, che col crack da 200 milioni di euro ha messo in ginocchio un intero Paese. I riflessi sull’Italia dell’olivo e dell’olio d’oliva

25 giugno 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli

Editoriali

Suolo agricolo sotto scacco tra data center ed energie rinnovabili

Stop alla deturpazione del paesaggio rurale dove ci sono denominazioni d'origine. Conta il contesto agricolo complessivo, il sistema produttivo, il paesaggio rurale, la reputazione dell’area

22 giugno 2026 | 14:00 | Pasquale Di Lena