Editoriali

ATTO DISPERATO

26 maggio 2007 | Mena Aloia

Con la chiusura, prevista per oggi, del sito di Riconte a Villaricca si aggrava ancora di più l’emergenza dei rifiuti in Campania.
Un’emergenza che, per chi la vive da fuori, resta quasi incomprensibile. Mentalità, camorra, inciviltà, a chi vogliamo addebitare la colpa questa volta?

In una terra dove non esiste il concetto del “nostro”, ma solo del “mio” si è disposti perfino a mettere a rischio la propria salute e quella dei propri figli pur di non cedere.

L’unico che, sembra, iniziare a cedere, è Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile nonché commissario straordinario per i rifiuti in Campania.
Quando Bertolaso si dimise per la prima volta dall’incarico di commissario straordinario pensai semplicemente che stesse chiedendo al Governo una nuova legittimazione a continuare il suo lavoro. Era infatti prevedibile che le dimissioni venissero respinte. Ora, invece, dopo ripetuti tentativi, credo che le dimissioni siano l’atto disperato di un uomo che ha voglia di fuggire.
Un uomo che non è fuggito davanti ad emergenze ben più gravi, un uomo che è abituato a fronteggiare la natura quando diventa ostile, vuole arrendersi davanti ad un cumulo di spazzatura!

Ma forse la natura è più onesta degli uomini, un vulcano è lì per eruttare prima o poi, non inganna nessuno; un terremoto non sconvolge, improvvisamente, la vita di tanti per far loro dispetto.
Gli uomini no, gli uomini non hanno l’onestà della natura, dev’essere per questo che quando ho conosciuto Guido Bertolaso durante i terribili giorni del terremoto del 31 ottobre 2002 in Molise, i suoi occhi mi sono sembrati molto più sereni di quelli che vedo oggi in televisione. Eppure, allora, avevano visto cose ben peggiori, ma non c’era nessuno da combattere, solo gente da aiutare.

In Campania, invece, sembra che più di voler risolvere il problema, tutti, dalle amministrazioni locali, ai cittadini, abbiano voglia di combattere, ma combattere contro chi? Si combattono, forse, le cause di questo degrado, occupando i siti di stoccaggio? Oppure, in questo modo, si stanno solo ostacolando tutte le possibili soluzioni?

Si è arrivati al punto di dover quasi auspicare un atto di forza non democratico per risolvere il problema e ciò rappresenta certamente una grande sconfitta per il popolo napoletano e campano che non è riuscito ad instaurare un dialogo con una delle pochissime persone veramente preparate, efficienti ed efficaci che l’Italia possa vantare nella sua amministrazione.

All’uomo Bertolaso non mancano nè le competenze, né la passione, né tantomeno la forza per far bene il proprio lavoro, ma troppe volte ha trovato davanti a sé un muro.
Un muro cementato dalla mentalità di chi è ancora abituato a difendere il proprio territorio, pur piccolo, a discapito di quello confinante e dalla camorra che immagino si senta “derubata” di un’azienda florida, come quella dei rifiuti, costruita in tanti anni di ininterrotto ed “onesto” lavoro.

Se Bertolaso dovesse davvero lasciare tutti nella monnezza fino al collo, toccherà chiamare o Maradona o la camorra!


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