Editoriali
Un laboratorio a cielo aperto per dare nuova vita all'agricoltura
Urgente e fondamentale è riappropriarsi della politica per tornare a essere popolo, ovvero punto di riferimento sociale, economico e culturale. Si tratta di saper governare i suoi beni comuni, quali il territorio, l’acqua e l’aria per continuare ad avere cibo sano, acqua potabile e aria pulita
08 gennaio 2026 | 15:00 | Pasquale Di Lena
Un’analisi della situazione che vive il Molise riporta ai limiti propri di noi molisani, aggravati da una classe politica e dirigente non all’altezza del compito, tant’è che, non a caso, naviga a vista in mancanza di un Piano Regionale di Sviluppo. C’è da aggiungere che a questi limiti propri, il Molise non può prescindere dai problemi globali causati dal sistema esistente, oggi strutturalmente in crisi, bloccato com’è dalle sue contraddizioni interne, quali il non senso del limite e del finito che lo portano ad un’accelerazione della sua azione di depredazione e distruzione. In pratica alla distruzione degli elementi essenziali della vita sul pianeta, Una premessa , questa, necessaria per capire il tempo che viviamo, una volta superato il quarto del terzo millennio
Per il neoliberismo, sistema predatorio e distruttivo, non esiste la società ma il mercato, non esiste il sociale ma l’individuo, non esiste la natura ma il capitale “naturale”, sempre più artificiale, tecnologico e virtuale. In pratica non c’è da sperare a una soluzione della crisi da parte del sistema che l’ha provocata e l’ha sta portando avanti. E, però, non c’è da sperare in un’”opposizione” ovunque addormentata e funzionale al sistema. Problemi che toccano da vicino anche l’Italia, in particolare quella parte che più ha dato spazio al sistema esistente, sopracitato, e più lo alimenta.
Il neoliberismo, strutturalmente in crisi, sta mostrando sempre più i suoi limiti e l’incapacità di fornire risposte alla crisi ne è la prova. Non è la distruzione della natura una risposta e, meno che mai, la guerra, l’azione che rende l’individuo che la promuove, la sostiene con il denaro o con le armi, un criminale. Il neoliberismo dei conflitti e delle guerre, dell’attacco alla natura e alla sua biodiversità, vuole, mediante le sue azioni di depredazione e distruzione della terra, sempre più ricchezza e potere e tutto a scapito della sicurezza della vita sul pianeta. È questa la conseguenza di un mercato globale senza una comunità globale, solidale e forte di valori. È anche la causa del cambiamento climatico in atto, che non trova pace per colpa di potenti finanziariamente e dell’inefficienza e irresponsabilità di chi governa e, anche, di chi si oppone, quando si oppone, solo a parole.
Al contrario, si vive un clima di crescente paura che alimenta l’insicurezza delle nuove generazioni, a causa della crisi del sistema e, anche, per la mancanza, da parte degli abitanti della terra, di un controllo del loro futuro. Urgente e fondamentale è riappropriarsi della politica per tornare a essere popolo, ovvero punto di riferimento sociale, economico e culturale. Per tornare a dare risposte concrete, semplici, in un momento in cui i governi e le istituzioni del sistema non sono in grado di farlo per colpa – non ci stanchiamo di ripeterlo - della crisi profonda di un sistema che vuole tutta la ricchezza e tutto il potere, non rendendosi conto che questa sua pretesa sta minando la sicurezza della vita sul pianeta. Il domani, a partire dai prossimi decenni, saranno decisivi per il futuro dell’umanità e vincenti solo se noi, abitanti di questa martoriata terra, siamo capaci di prendere consapevolezza della realtà e, di conseguenza, capaci di lottare per un nuovo domani che – sapendo che l’uomo è parte della vita e non il suo padrone - ha la capacità di esprimere la sicurezza della vita sul pianeta e di farla valere come un fondamentale bene comune. LOnu, è l’organismo istituzionale più pronto a diventare lo strumento di governo di quella comunità globale di cui l’umanità ha bisogno per vivere e godere del futuro.
Tornando alla premessa, il Molise, la Regione italiana più piccola dopo la Valle d’Aosta, ha tutto per diventare, se trasformato in laboratorio, un esempio per l’Italia e l’Italia per il mondo intero. Storia, cultura, tradizioni, e, grazie al suo piccolo mare, alle sue colline e alle sue montagne, ambienti e paesaggi inimitabili, tutti ancora da vivere. Non a caso la Regione più rurale e più ricca di biodiversità, valori e risorse di grande attualità. Come a dire “arretratezza” che diventa futuro, sviluppo nel suo vero significato e, come tale, progresso. Si tratta di saper governare i suoi beni comuni, quali il territorio, l’acqua e l’aria per continuare ad avere cibo sano, acqua potabile e aria pulita. In pratica salute, dando il ruolo che spetta agricoltura, quello centrale, e, affidando ad un turismo selezionato il compito di una valorizzazione in loco delle sue risorse e dei suoi valori. Agricoltura e Turismo, due settori fondamentali per rilanciare i suoi 136 paesi o, meglio, luoghi, ognuno dotato da uno spirito, noto come “Genius loci”. Sta qui la necessità e urgenza di un Piano di Sviluppo, comprensivo delle strategie che servono per cogliere un obiettivo facile per il Molise,, quello di laboratorio, esempio di uno sviluppo che, rispettando le regole della natura, apre e non chiude al domani.
Potrebbero interessarti
Editoriali
La grande truffa dell'olio d'oliva nei ristoranti: sei sicuro di non essere complice?
Meglio un olio di oliva che un extravergine di dubbia qualità e provenienza. Un extravergine commerciale non si avvicina minimamente a quello che dovrebbe essere. Si viene presi in giro due volte e, come se non bastasse, si offre un pessimo prodotto ai clienti
18 settembre 2026 | 12:00 | Piero Palanti
Editoriali
Da agricoltori a imprenditori agricoli, ecco quanto davvero ci abbiamo rimesso
Non siamo padroni del mercato, ma nemmeno garzoni: siamo visti solo come macchine da produzione, costretti a produrre a qualsiasi costo, mentre a noi resta soltanto un continuo, estenuante pagare le spese
16 settembre 2026 | 08:30 | Luana Guzzetti
Editoriali
Olio extravergine di oliva a 3,99 euro al litro: Monini è uguale a Coricelli, uno vale uno
Alta qualità? Ma non scherziamo! Nelle bottiglie a 3,99 euro al litro c’è tecnicamente lo stesso olio extravergine di oliva. I marchi dell’olio non esistono più, solo solo bancomat per i volantini della Grande Distribuzione
14 settembre 2026 | 11:00 | Alberto Grimelli
Editoriali
Abbattimento e sradicamento degli olivi come strategia di guerra
Nei territori palestinesi, la distruzione degli olivi è estesa e sistematica, associata anche alla costruzione della barriera di separazione israeliana in Cisgiordania e all’espansione degli insediamenti. Durante la raccolta, i contadini sono esposti al rischio di colpi d’avvertimento e di attacchi
09 settembre 2026 | 15:00 | Giosetta Ciuffa
Editoriali
Dal crack Bioliva può nascere un colosso tunisino dell’olio d'oliva controllato dallo Stato
Il tribunale di Ben Arous ha affidato al commissario giudiziale la gestione totale delle società riconducibili ad Adel Ben Romdhane. Il dissesto di Bioliva e della Borges Organic Olive Oil Company potrebbe trasformarsi nella nascita di un nuovo grande operatore internazionale dell’olio di oliva
03 settembre 2026 | 13:00 | Alberto Grimelli
Editoriali
Olio extravergine di oliva a 3,26 euro al litro: numeri stupefacenti
La morale invece che ci suggerisce il Sole24Ore è: l’olio extravergine d’oliva nel 2026 è aumentato troppo di prezzo rispetto a cinque anni prima. C’è necessità che esso venga ridimensionato
01 settembre 2026 | 08:15 | Giulio Scatolini
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o Registrati