Editoriali

IL BIO E’ MORTO, VIVA IL BIO

03 febbraio 2007 | Alberto Grimelli

Ci troviamo al capezzale di un morente.
Riuniti in circolo assistiamo impotenti a una lenta agonia.
Flebili suoni giungono dal moribondo: Federbio, finanziaria, ogm…
Scarni comunicati accompagnano la dipartita.
Crescono aziende e superfici a biologico ma…
La finanziaria ha stanziato 30 milioni di euro per il settore ma…
Il regolamento sulla coesistenza tra ogm e biologico sembra voler essere modificato ma…
Notizie centellinate, riflessioni e denunce raramente giungono sul tavolo di giornalisti e testate specializzate.
Qualche alfiere esiste ma la sua azione appare più come un disperato e donchichottesco tentativo di dar luce a un settore che invece sta vivendo sempre più di luce riflessa.
Di biologico in televisione, sui giornali si parla ma anche questo comparto è stato inghiottito dalle logiche folcloristiche che già avvolsero il mondo rurale.
Se anche il sottosegretario Tampieri ha sottolineato che occorre una politica di comunicazione per il bio, la situazione è veramente seria e grave. Se poi si parla di una deficienza di comunicazione istituzionale la faccenda si fa drammatica, perché chi altro se non Federbio, organismo unitario del biologico, dovrebbe occuparsene?
Caro collega Carnemolla, se si vuole avere peso economico, sociale e politico occorre disporre di un ufficio stampa e relazioni esterne efficace ed efficiente, tale che la voce forte e autorevole del mondo bio si diffonda in maniera capillare e incisiva.
Inutile dire che, al momento, non è così. C’è invece attorno al settore biologico uno strano silenzio, tombale.
E’ ora di voltare pagina.
Il bio è morto, viva il bio!

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