Editoriali

SEMPRE PIU’ POVERI

25 novembre 2006 | Alberto Grimelli

Ci scopriamo sempre più poveri.
Quando andiamo a fare la spesa i soldi non bastano mai.
Oggi in molti sono impegnati a farsi i conti in tasca, scoprendo che le tasche sono sempre più vuote.
Lo Stato vuole il suo obolo, a fine novembre è la volta dell’acconto Irpef, ma si può ancora definire acconto il 99% dell’importo totale?
L’Italia, di fronte all’ingordigia dello Stato, si è sempre difesa col “nero”. Dipendenti che, extra orario e nel tempo libero, si arrangiano elettricisti, idraulici o giardinieri, professionisti e imprese che, quando possono, cercano di non fatturare.
In entrambi i casi si tratta di un comportamento illegale, egoistico e apertamente contrastante col senso civico, cemento fondante di una collettività.
L’emersione del “nero” italiano è tuttavia storia molto antica. Tutti i governi, probabilmente dall’Unità d’Italia in poi, hanno cercato di contrastare l’economia sommersa, senza tuttavia mai riuscirci veramente. Ecco allora che una celebre frase di Andreotti, l’Italia è un Paese fondato sul lavoro nero, è più realistica delle promesse di Padoa-Schioppa che vorrebbe azzerare l’evasione fiscale in tre anni. Va bene l’ottimismo, caro Ministro dell’Economia, ma attenzione a non esagerare.
Nonostante il lavoro nero e il sommerso l’Italia si scopre ogni giorno più povera.
Un’indagine dell’Irpet Toscana, che non può certo essere accusata di essere vicina all’opposizione, fa emergere un quadro piuttosto preoccupante. In Toscana la povertà aumenta, le giovani coppie sono sempre più aiutate da contributi e regali del parentado, diminuisce la propensione al risparmio e si sta persino erodendo quanto accumulato dalle passate generazioni. Sono assolutamente certo che altre Regioni presentano situazioni analoghe o persino peggiori.
I consumi, secondo uno studio Censis-Confcommercio, sono destinati a diminuire anche per il Natale 2006. 699 euro, contro i 713 euro, dello scorso anno, è quanto in media le famiglie italiane spenderanno per le prossime festività.
L’Italia si copre quindi sempre più povera e la percezione è che il contesto peggiorerà. A fine ottobre alla domanda su quali effetti saranno i provvedimenti previsti dalla Finanziaria 2007, il sondaggio Censis-Confcommercio evidenzia che il 57,8% pensa che peggiorerà le capacità di spesa ed economiche della loro famiglia.
La Cenerentola, come d’abitudine, è l’agricoltura. Cala in maniera preoccupante la produzione lorda vendibile, diminuiscono i prezzi, gli investimenti e i redditi.
Gli agricoltori calano le braghe, alle cinture non è più possibile fare altri buchi.
A continuare a stringere la cinghia, tuttavia, può andare a finire che ci si può scoprire anoressici.
Come quel contadino che, volendo risparmiare, non diede più da mangiare al suo mulo. Quando la povera bestia alla fine perì, il contadino pianse lacrime amare: “ora che l’avevo ben abituato, m’è morto.”

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