Editoriali
I numeri non mentono, il panel test funziona
La presunta soggettività del metodo cozza con i risultati dei ring test organizzati dal Coi: su 79 panel mondiali partecipanti ben 74 ossia il 94% ha mostrato un grado di concordanza nei risultati conseguendo il relativo riconoscimento. C'è ancora chi non crede nel panel test? Si domanda il capo panel Matteo Storelli
08 giugno 2018 | Matteo Storelli
Nell’articolo precedente ( T.N. n.13 del 7 aprile 2018) si è discusso come il panel test sia una metodica robusta e in sostanza priva di alcun peccato originale tale da elevarla a rango di metodo ufficiale di analisi degli oli di oliva.
Tutto ciò rappresenta tuttavia una condizione necessaria ma non sufficiente per rispondere ad una semplice domanda : “ Il Panel Test nella sua reale applicazione funziona ?”
In campo organolettico è meglio non dare tutto per scontato.
La prova sul campo è quindi fondamentale.
Da ragazzi ci hanno insegnato come ricorrendo al quadrato magico detto prova del nove fosse possibile , senza ripetere elaborati calcoli ,controllare l’esattezza di alcune operazioni matematiche.
Per il panel test la prova del nove consiste nel verificare la risposta della metodica attraverso il confronto tra i laboratori sensoriali che la applicano ossia ricorrere alle c.d. prove valutative interlaboratorio.
Queste prove conosciute anche con il nome di ring test, sono strumenti utili e qualche volta indispensabili per garantire qualità e affidabilità dei metodi di analisi e di conseguenza dei risultati delle prove sia chimiche che organolettiche.
Rappresentano uno strumento di controllo di qualità esterno raccomandato sia da norme internazionali come la UNI CEI EN ISO 17043 che dalla Direttiva Europea 2009/90/CE.
In ogni circuito interlaboratorio i partecipanti effettuano una o più prove sul medesimo campione.
Tramite i ring test infatti si verifica la gestione e l’applicazione nell’esecuzione di una prova anche organ olettica sotto tutti gli aspetti e rappresentano un mezzo per garantire il corretto svolgimento delle analisi, l’affidabilità degli operatori e la qualità dei laboratori nel tempo.
I materiali di prova, oli vergini e lampanti, corrispondono in termini di matrice, misurandi e concentrazione alle tipologie di campioni esaminati nelle analisi di routine dei laboratori.
Sempre più spesso inoltre per quanto riguarda i ring test organolettici degli oli di oliva vengono inseriti campioni border line ossia con mediane del difetto al limite di separazione tra due categorie di oli es. extravergine/vergine e vergine/lampante .
La valutazione delle prestazioni analitiche dei laboratori partecipanti si effettuano attraverso statistiche prestazionali denominate z-scores.
Alla fine l’Ente organizzatore pubblica un rapporto finale che include informazioni dettagliate sul trattamento statistico dei risultati e sulla valutazione delle prestazioni dei partecipanti .
Per il panel test i circuiti di correlazione sono indispensabili per il riconoscimento ufficiale presso gli organismi internazionali e nazionali che garantiscono la qualità dei risultati delle prove.
Il ring test più significativo per partecipazione, rappresentatività e numero di campioni analizzati è sicuramente quello organizzato dal Consiglio Oleico Internazionale con sede a Madrid.
Ogni anno, in pratica da quando il panel test esiste, 10 campioni di oli vergini vengono analizzati in due sessioni da panel di decine di Paesi aderenti utilizzando la stessa metodica che è quella adottata anche a livello comunitario.
Cosa valutano questi ring test? Oltre la classificazione merceologica dell’olio su base organolettica, che è bene ribadire rappresenta “ il target “ per cui il panel test è stato creato , viene valutato il grado di concordanza sull’intensità dei difetti e di ogni singolo attributo sensoriale. L’insieme di tutti questi risultati contribuisce al riconoscimento o meno del panel e quindi al suo grado di affidabilità .
Orbene analizzando i risultati del 2017 tra l’altro in linea con quelli di tutti gli anni precedenti si evidenzia come su 79 panel mondiali partecipanti ben 74 ossia il 94% ha mostrato un grado di concordanza nei risultati conseguendo il relativo riconoscimento.
Sulla base di questi risultati oggettivi quindi, possiamo affermare che il panel test supera agevolmente anche la sua prova del nove o del novanta in questo caso.
Morale: smontare il panel test sulla base della sostanza (metodica) e dei fatti (risultati) non appare possibile. Per gli scettici resta ancora una terza possibilità: il confronto dei risultati organolettici con le analisi chimiche , ma di questo parleremo in una prossima volta!
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