Editoriali
Sulla Pac l'Italia si ritrova spaccata in due
02 maggio 2014 | Ernesto Vania
8, 15, 22, 33.
Sarebbe quasi da giocarseli al lotto se non fossero i numeri della disfatta italiana.
L'Italia spaccata in due. Non est-ovest né nord-sud.
Non è possibile pescare nel solito bacino di stereotipi, né la solita minestra riscaldata.
Dietro a quei numeri ci sono milioni di euro, il futuro di migliaia di agricoltori, le sorti politiche di amministratori nazionali e locali, nonché i destini delle principali organizzazioni di categoria.
Proprio le ultime due cifre indicate riguardano i sindacati agricoli. Secondo alcune fonti, citate da Confagricoltura Emilia Romagna, Coldiretti perderebbe, con la revisione della Pac, il 22% delle proprie pratiche Caa, e quindi di iscritti, contro il 33% di Confagricoltura.
Numeri talmente sostanziosi che hanno fatto ritenere utile alle associazioni un sereno confronto, non sappiamo quanto sollecitato, con gli assessori regionali proprio il giorno prima che questi sedessero al tavolo della Conferenza Stato-Regioni che doveva parlare di Pac.
E fu così che si arrivò alla fumata nera. Tutto rinviato all'8 maggio per una nuova discussione.
Fronte spaccato, in perfetta parità numerica, fra le regioni.
Due le ipotesi in gioco, presentate dal Ministero delle politiche agricole.
La prima vuole l'utilizzo dell'8% del plafond nazionale da destinare agli aiuti accoppiati per olio d'oliva e zootecnia.
L'altra proposta riguarda lasciare intoccato l'intero plafond nazionale ma destinare specifiche risorse a determinati comparti, come quelli al pomodoro da industria, barbabietole da zucchero, riso ed altri.
Le regioni a favore della prima ipotesi sono state la Puglia, la Toscana, la Sicilia e l’Abruzzo. Le regioni che preferiscono la seconda sono l’Emilia Romagna, la Calabria, la Sardegna e Bolzano e Trentino. A Lombardia e Veneto non piacciono né l'una né l'altra.
La spaccatura rifletteva esattamente le divergenze esistenti in senso alle organizzazioni agricole, con Coldiretti a favore della prima bozza e Cia, Confagricoltura, Copagri e cooperative la seconda.
L'Italia si trova spaccata in due ma stavolta a dividere non sono elementi sociali, economici, culturali, tradizionali. Solo meri interessi di bottega.
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