Editoriali
Olivi, monumenti da estirpare
05 novembre 2011 | Alberto Grimelli
La Regione Puglia aveva varato una legge regionale, la 14/07, che tutelava gli olivi secolari come patrimonio culturale. La legge, ancora in vigore, è molto stringente e prevede non solo forti sanzioni ma anche che gli olivi estirpati vengano piantati, a spese del trasgressore, nel comune luogo del sequestro.
La legge ammette l'espianto di olivi secolari soltanto in casi eccezionali, previa verifica da parte dell'ispettorato agrario, prima del via libera definitivo di apposita commissione regionale.
L'emendamento che è stato presentato mira a superare questo faraginoso sistema prevedendo tra i casi ammissibili per l'estirpazione sia ragioni economiche di redditività, prima escluse, sia un percorso burocratico più snello. Sarà il Comune a effettuare la verifica e dare l'autorizzazione ma entro 60 giorni dalla domanda, altrimenti scatterà il silenzio-assenso.
Un emendamento che sembra studiato apposta, secondo il Forum ambiente e salute del grande Salento, per dare il via libera alla creazione di grandi parchi fotovoltaici, ma anche strade e ampliamenti di zone industriali, che prevedano l'espianto di decine di ettari di oliveti secolari.
Guardando oltre la legittima rabbia dei comitati cittadini, cerchiamo di comprendere un po' meglio il percorso logico, culturale e politico che sta portando a una revisione così profonda dell'impianto normativo approvato solo quattro anni fa.
La tutela degli olivi secolari come monumenti vegetazionali è stato probabilmente un atto più istintivo che ragionato. Si tratta del genere di atti politici a costo zero che accontentano una larga platea di potenziali elettori, così assicurando ai proponenti ricandidature e voti.
Nessuna norma è però realmente a costo zero, perchè ogni legge implica, di per sé, un certo grado di burocrazia e quindi un aggravio per la pubblica amministrazione.
Inoltre è necessario considerare che se gli olivi secolari vengono considerati monumenti, ovvero soggetti a tutela pubblica, il pubblico (Stato, regione, enti locali) possono essere chiamati in qualsiasi momento a fornire un contributo al loro mantenimento.
In tempi di crisi e di ristrettezze economiche nulla spaventa di più un politico che essere costretto ad aprire il portafoglio per una legge che, ormai, ha perso ogni valenza elettorale e che non colpisce l'immaginario collettivo come al momento della promulgazione.
Si rende allora necessaria una scappatoia che salvi capra e cavoli.
La legge rimane in vigore, gli olivi secolari vengono nominalmente tutelati ma la norma viene tanto depotenziata da renderla priva di ogni effetto pratico.
Invariato il valore simbolico, salvata la faccia, si dà il via libera a iniziative e investimenti che oggi sono linfa vitale per le casse pubbliche.
Si è riflettuto poco al momento della promulgazione della legge regionale 14/07, si sta commettendo lo stesso errore ora con questo emendamento, con gli olivi secolari che perdono ogni valenza paesaggistica e culturale.
Cosa sono gli olivi secolari del Salento?
Sono monumenti da proteggere e preservare, indipendentemente dalla loro redditività economica?
Sono una coltura agraria come un'altra, da rinnovare o eliminare a seconda di giudizi di convenienza contingenti?
Oggi come oggi, specie se l'emendamento fosse approvato, sono solo monumenti da estirpare. Un ibrido, o forse peggio, un ossimoro.
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