Salute

Un olio extra vergine d'oliva ad alto contenuto fenolico è sempre da preferire

“Lascia che il cibo sia la tua medicina e la medicina il tuo cibo” disse Ippocrate. Sebbene l'olio extra vergine d'oliva non sia un farmaco, è pur vero che sono numerose le sue virtù salutistiche, legate anche alla concentrazione di fenoli biologicamente attivi

03 aprile 2015 | T N

L'olio extra vergine d'oliva amaro e piccante non è particolarmente amato dai consumatori ma fa bene alla salute.

Amaro e piccante infatti sono connotati organolettici legati al contenuto in fenoli biologicamente attivi. Si tratta di potenti antiossidanti che hanno molte proprietà salutistiche.

Tanto più un olio sarà amaro e piccante, tanto meglio farà alla salute.

Un'affermazione che provoca spesso accese discussioni, poiché la ricerca scientifica, trattando di olio extra vergine d'oliva, non ha raramente differenziato tra oli ad alto contenuto fenolico e oli a basso contenuto fenolico.

L'Università di Davis, in California, ha compiuto uno studio analizzando gli studi sull'argomento tra il 1998 e il 2014.

Ha così scoperto che l'assunzione di 25 ml di extra vergine di alta qualità, con un contenuto di fenolico superiore a 400 mg/kg può ridurre l'ossidazione delle Ldl in appena quattro giorni, mentre un olio con un contenuto di 150 mg/kg impiega ben quattro settimane. Non solo, un extra vergine di qualità alzerebbe anche in breve tempo, qualche giorno, i livelli di colesterolo Hdl, quello buono.

Mary Flynn e Selina Wang concludono quindi che è preferibile utilizzare un olio con un contenuto fenolico superiore a 300 mg/kg.

Il colesterolo, però, è ormai considerato un fattore di rischio superato per le malattie cardiovascolari e si preferiscono utilizzare marker infiammatori, sintomo di un'alterazione dell'equilibrio che può portare ad accumuli di tessuto connettivo nei vasi sanguigni (arteriosclerosi) o ad aterosclerosi. L'aterosclerosi è una forma di arteriosclerosi caratterizzata da infiammazione cronica delle arterie di grande e medio calibro con formazione di formazione di placche. Queste placche portano a una riduzione del flusso sanguigno con conseguente aumento del rischio di fenomeni ischemici acuti o cronici, che colpiscono principalmente cuore, encefalo, arti inferiori e intestino.

E' quindi importante tenere sotto controllo lo stato infiammatorio e i polifenoli dell'olio di oliva, antiossidanti naturali, sembrerebbero i candidati ideali per questo scopo.

Una ricerca dell'Università di Siviglia ha tuttavia scoperto che, nella progressione delle placche aterosclerotiche, non vi è differenza tra un olio extra vergine d'oliva ad alto contenuto fenolico e uno a basso contenuto fenolico. L'extra vergine, comunque e in quanto tale, probabilmente in virtù dell'elevato tenore di acidi monoinsaturi, è in grado di controllare la progressione infiammatoria della placca ateroscerotica.

Gli stessi ricercatori, tuttavia, hanno rilevato che i fenoli dell'extra vergine sono in grado di ripristinare la funzione endoteliale e ridurre l'accumulo di lipidi all'interno della lesione aterosclerotica.

Strade diverse tra il review dell'Università di Davis e lo studio scientifico dell'Università di Siviglia ma un'unica conclusione: è sempre comunque meglio consumare extra vergini ad alto contenuto fenolico.

Ma come la mettiamo con l'amaro e il piccante? Può essere sufficiente anche solo un corretto abbinamento con il cibo. E' infatti sufficiente sapere che le proteine, quindi carni e legumi, riducono sensibilmente i connotati di amaro e piccante di un olio.

Vi è poi sempre la possibilità di esaltare la nota amara in una preparazione gastronomica ispirata alla tradizione e con un tocco di novità.

Bibliografia

Mary Flynn, Selina Wang - Olive oil as medicine: the effect on blood lipids and lipoproteins – Report Uc Davis, Marzo 2015

Carmen Claro, Elena Ogalla, Rosalía Rodriguez-Rodriguez, María Dolores Herrera, María Alvarez de Sotomayor, Phenolic content of extra virgin olive oil is essential to restore endothelial dysfunction but not to prevent vascular inflammation in atherosclerotic lesions of Apo E deficient mice, Journal of Functional Foods, Volume 15, May 2015

Potrebbero interessarti

Salute

Gomma da masticare zuccherata dopo barbabietole e spinaci: uno studio rivela un inatteso effetto sulla pressione arteriosa

Uno studio del King's College di Londra mostra che masticare una gomma contenente zucchero dopo aver consumato alimenti ricchi di nitrati aumenta temporaneamente la produzione di nitriti, favorendo una lieve riduzione della pressione sanguigna

22 luglio 2026 | 16:00

Salute

Ecco come la dieta mediterranea protegge cuore e cervello

Ecco un nuovo meccanismo biologico che potrebbe spiegare parte dei benefici della dieta mediterranea. Al centro della ricerca ci sono due minuscole proteine prodotte dai mitocondri, capaci di ridurre lo stress ossidativo e favorire un invecchiamento più sano

22 luglio 2026 | 14:00

Salute

Nanoplastiche e batteri: un'alleanza silenziosa che minaccia l'acqua del rubinetto

Uno studio internazionale guidato dalla Virginia Tech rivela che le particelle invisibili di plastica possono rendere i batteri più resistenti ai disinfettanti, complicando la gestione degli impianti di trattamento idrico e mettendo a rischio la salute pubblica

21 luglio 2026 | 16:00

Salute

Le foglie di olivo sono un aiuto naturale per cuore e metabolismo, ma senza illusioni

Chi sta valutando l’utilizzo di un estratto di foglia di olivo dovrebbe parlarne con il proprio medico o farmacista, soprattutto se assume farmaci per la pressione, il cuore o il metabolismo. La qualità degli integratori può variare molto e non tutti i prodotti disponibili sul mercatosono uguali

21 luglio 2026 | 15:00

Salute

Dolcificanti e farmaci sono un mix che mette a rischio i batteri buoni dell'intestino?

Uno studio britannico mette in guardia: l'effetto dei dolcificanti sul microbioma cambia radicalmente se assunti insieme ad antidepressivi o altri composti. Gli esperti: "Attenzione alle combinazioni, ma servono studi sull'uomo"

20 luglio 2026 | 16:00

Salute

Olio d'oliva extravergine: il tesoro della dieta mediterranea per la tua salute

Partendo dalla sua composizione chimica unica, ricca di acidi grassi monoinsaturi e preziosi polifenoli uno sguardo all'affascinante interazione con il microbioma intestinale, che trasforma l'olio extravergine in un vero e proprio alleato del benessere generale

19 luglio 2026 | 12:00

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati