Formazione
Le esigenze di formazione degli olivicoltori siciliani, anche a Pantelleria
Negli unici oliveti di Pantelleria, attenzione primaria è stata dedicata alla possibilità di contrastare, attraverso una razionale potatura, l’alternanza di produzione, fenomeno che caratterizza gli oliveti panteschi
06 febbraio 2020 | C. S.
Nella meravigliosa Sicilia, sono stati tenuti due Corsi di potatura dell’olivo a Castelvetrano (21-22 gennaio 2020) e a Pantelleria (23-24 gennaio 2020), organizzati da Sicilia Service srl – Trapani, grazie in particolare all’impegno profuso dalla Presidentessa Dott.ssa Paola Consolini. Preziosa è stata la collaborazione di Stefano Amabile e dell’Ente Parco di Pantelleria, il cui Direttore, Dott. Antonio Parrinello, ha inaugurato il corso Pantesco sottolineando le molteplici e preziose valenze dell’olivo nell’ambito del Parco.
I corsi sono stati tenuti da Primo Proietti e Mirco Boco del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia, Dipartimento che vanta una lunga tradizione d’eccellenza nelle materie legate alla filiera olivicolo-olearia e che da quest’anno attiverà un corso di Laurea magistrale in Olivicoltura ed elaiotecnica.
Gli incontri in aula e le dimostrazioni in campo hanno consentito di integrare le conoscenze e le esperienze locali con i moderni principi di una razionale potatura, in una logica di sostenibilità economica e ambientale e di tutela del paesaggio.
Entrambi i corsi sono iniziati con un incontro in aula in cui, in una forma interattiva, si è trattato sia dei principi della potatura in relazione alle esigenze dell’olivo e a quelle dell’olivicoltore, sia delle tecniche e attrezzature per semplificare e velocizzare la potatura, senza sacrificarne la correttezza, ma anzi cercando di esaltare il potenziale produttivo degli alberi e la qualità del prodotto pur limitando i costi. In oliveti con diverse tipologie di alberi, sono quindi seguite dimostrazioni di potatura.
Nelle dimostrazioni a Castelvetrano è stata evidenziata, in particolare, l’esigenza di ridurre fortemente i tempi necessari per la potatura. A tal fine, nella potatura di piante delle cultivar Nocellara del Belice e Biancolilla, l’attenzione è stata focalizzata sull’impiego di strumenti ad asta, sia manuali sia elettronici, onde abolire l’impiego di scale, con riduzione anche dei rischi di infortuni per gli operatori.
Durante la dimostrazione di varie attrezzature elettroniche di potatura, in funzione della destinazione del prodotto (olive da olio o da tavola), si è puntualizzata l’importanza di ridurre, in molti contesti, l’intensità di potatura per non mortificare inutilmente la potenzialità produttiva dell’albero. Infine, sono state ristrutturate piante non potate da diversi anni, anche con eventuale trasformazione, ove ritenuto possibile e opportuno, a vaso policonico. Un’attenzione particolare è stata dedicata alla gestione dei succhioni, anche con un loro impiego per rivestire parti di branche rimaste spoglie o per sostituire/ricostituire, quando necessario, elementi strutturali della chioma.
Nei suggestivi e straordinariamente unici oliveti di Pantelleria, attenzione primaria è stata dedicata alla possibilità di contrastare, attraverso una razionale potatura, l’alternanza di produzione, fenomeno questo che spesso caratterizza gli oliveti panteschi. Ciò può essere perseguito favorendo un adeguato equilibrio fra attività vegetativa e riproduttiva, soprattutto modulando opportunamente l’intensità di potatura in funzione del carico produttivo atteso. È stato precisato che al raggiungimento di un buon equilibrio vegeto-produttivo può concorrere anche il ripristino di vegetazione produttiva (a partire da succhioni non vigorosi) sulle porzioni basali di branche rimaste spoglie e quindi soggette a forte emissione di vigorosi succhioni con un conseguente squilibrio verso un’eccessiva attività vegetativa. Ovviamente, si è tenuto conto delle particolari esigenze degli olivi panteschi in riferimento alla forte ventosità che caratterizza l’isola, contenendo l’altezza degli alberi al di sotto di ca.120 cm. Nel contempo, si è cercato di creare condizioni favorevoli alla funzionalità dell’albero e utili ad agevolare la potatura stessa e, soprattutto, la raccolta, sia eliminando branche soprannumerarie, o comunque ostacolanti l’ingresso degli operatori nella chioma, sia alzando, per quanto possibile, la chioma da terra onde poter posizionare le reti e gestire il terreno. Anche in queste condizioni, è stato promosso l’impego di attrezzature, quali cesoie elettroniche e motoseghe leggere, volte a ridurre sia l’affaticamento degli operatori sia i tempi operativi. Sono state illustrate anche le tecniche per il recupero di olivi abbandonati da molti anni, con interventi volti soprattutto ad abbassare e diradare le chiome e a ripristinare una vegetazione produttiva, anche attraverso l’impiego di adeguati succhioni opportunamente piegati. In ogni situazione, attenzione è stata rivolta anche alla necessità di tutelare la straordinaria valenza paesaggistica di questi oliveti.
In entrambi i corsi c’è stata una sorprendente partecipazione numerica di operatori professionisti e amatoriali (ca 105 a Castelvetrano e quasi 50 a Pantelleria), anche con una significativa presenza di donne e di ragazzi/e. I partecipanti hanno mostrato un notevole interesse, anche attraverso una lodevole e costante interazione con i docenti. Tutto ciò attesta un rinnovato interesse verso l’olivicoltura e fa ben sperare per una positiva evoluzione del settore olivicolo-oleario.
Alla fine dei corsi, con notevole soddisfazione degli organizzatori e dei docenti, sono stati rilasciati i diplomi di partecipazione ai corsisti che, entusiasticamente, hanno chiesto ulteriori occasioni di formazione.
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