L'arca olearia

L'attività antimicrobica degli oli essenziali da olivo selvatico

L'attività antimicrobica degli oli essenziali da olivo selvatico

Le caratteristiche dell'olio essenziale di due sottospecie di olivo selvatico: Olea europaea L.var. sylvestris e Olea europaea subsp. laperrinei. Proprio l’olio essenziale di subsp. laperrinei ha una maggiore attività antibatterica

30 aprile 2025 | 14:00 | R. T.

Oltre a Olea europaea, ovvero l'olivo coltivato, nel Mediterraneo sono diffuse diverse specie di olivo selvativo, la più nota delle quali è la sylvestris.

L’olivo selvatico, noto anche come olivastro si trova comunemente in tutta l’area del Mediterraneo, spesso nei boschi, nelle macchie e lungo i pendii rocciosi. In natura assume l'aspetto di una pianta cespugliosa o piccolo albero, con tronco contorto e rami spinosi.

Capita che talvolta qualcuno utilizzi le olive degli olivi selvatici per estrarre olio ma generalmente tali prassi è rara e limitata ad aziende che vogliano presentare una novità sul mercato. Più spesso semenzali di olivi selvatici vengono utilizzati come portainnesto.

Ma gli olivastri possono essere anche una fonte di molecole preziose.

Una ricerca algerina ha studiato due sottospecie di olivo selvatico: Olea europaea L.var. sylvestris e Olea europaea subsp. laperrinei. Nonostante il loro valore ecologico, la composizione chimica dell'olio subsp. laperrinei rimane sconosciuta.

L'analisi della cromatografia-masgrafia dei gas (GC-MS) e l'analisi della rilevazione della cromatografia-fiamma-indolazione dei gas (GC-FID) di Olea europaea L. var. isinglvestris ha permesso l'identificazione di 29 composti con olio con Nonanal (11,82%), theaspiranea A (9,81%), 3-hexen-1-olbenzoato (9,31%) come componente principale.

I risultati del metodo di diffusione del disco hanno mostrato che i due oli essenziali hanno un’attività antibatterica efficiente ma, l’olio essenziale di subsp. laperrinei ha una maggiore gamma di inibizione, in cui P. aeruginosa e B. subtilis hanno mostrato un’estrema sensibilità, mentre il batterio K. pneumoniae mostra una grande resistenza ai due oli essenziali.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Olivo e cambiamento climatico: quanto calore può sopportare la pianta simbolo del Mediterraneo?

Uno studio condotto su dieci cultivar di olivo italiane ha analizzato la resistenza al calore di foglie e germogli, individuando differenze significative tra varietà e fornendo indicazioni utili per la gestione agronomica

09 giugno 2026 | 12:00

L'arca olearia

Il modello Sicilia per l’olio extravergine di oliva italiano

C’era una volta il modello olio Toscano, con la sua capacità evocativa e forza comunicativa. La Sicilia ha saputo ben ispirarsi creando, dal 2017, un modello di successo per il sud Italia che deve crescere in valore aggiunto

08 giugno 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli

L'arca olearia

Intelligenza artificiale in oliveto: possibile la diagnosi dell'occhio di pavone dell'olivo

Un gruppo di ricercatori turchi ha sviluppato un metodo ibrido che riduce del 95% i dati necessari per riconoscere l'occhio di pavone sulle foglie di olivo, mantenendo un’accuratezza del 99,7%. L’obiettivo? Portare l’intelligenza artificiale direttamente in campo, su dispositivi a batteria ed economici, senza dover passare per il cloud

08 giugno 2026 | 14:00

L'arca olearia

La vulnerabilità economica degli oliveti tradizionali

Il termine “oliveto tradizionale” è largamente impiegato ma privo di una definizione scientifica condivisa. I parametri agronomici, come pendenza, densità di impianto, regime pluviale o irriguo, e le implicazioni per le politiche pubbliche e la certificazione degli oli di qualità

08 giugno 2026 | 12:00

L'arca olearia

Effetti dell’irrigazione con acque reflue non trattate sull’accumulo di plastificanti su olivo

Gli olivi hanno mostrato un’assorbimento limitato, con concentrazioni nei tessuti vegetali ben al di sotto delle soglie di sicurezza internazionali. I coefficienti di bioaccumulo ridotti suggeriscono una traslocazione scarsa dalla radice alle foglie

07 giugno 2026 | 11:00

L'arca olearia

Foglie longeve e frutti pesanti: cosa ci insegna l’olivo sulla variabilità tra cultivar

Un ampio studio condotto su 52 varietà di olivo, sia coltivate che selvatiche, ha misurato per quattro anni durata delle foglie, fenologia e peso dei frutti. Ne emerge che la longevità fogliare varia fino al doppio tra le varietà. Foglie e frutti seguono logiche funzionali in gran parte indipendenti

06 giugno 2026 | 11:00