Editoriali

Guerra commerciale all’olio d’oliva

04 settembre 2010 | Alberto Grimelli

Stavolta è l’Università della California a declassare gli oli extra vergini d’oliva dei principali marchi commerciali.
Coinvolti lo sono un po’ tutti: Carapelli, Bertolli, Colavita e Filippo Berio. Sia che si tratti di brand italiani sia che siano passati di mano nessuno sconto, il 69% dei campioni è stato bocciato.

La notizia ha fatto molto scalpore negli Stati Uniti, tanto da aver provocato la reazione anche di alcuni studi legali, pronti ad intentare class action contro questi marchi rei di aver “truffato” gli acquirenti.

La prova ha visto analizzare 19 campioni d’olio venduti come extra vergini: 10 californiani e 9 d’importazione. Dopo gli esami chimici, tra cui sono stati posti i contestatissimi di gliceridi e le pirofeofitine, metodi mai approvati dal Coi, sono stati posti al giudizio di due panel test, l’uno californiano e l’altro australiano.
Il difetto più comunemente ritrovato in questi oli è il rancido, dovuto soprattutto all’uso di materia prima matura, magari mal stoccata e mal conservata anche dopo l’imbottigliamento.

Da segnalare che questi test sono stati finanziati dai produttori statunitensi e solo 1 dei 10 campioni d’olio californiani esaminati è stato bocciato.

Sebbene i principali mass media italiani non si siano occupati della notizia, che quindi non avrà ricadute sul nostro mercato, gli Stati Uniti rappresentano uno sbocco fondamentale per la produzione nazionale ed europea ma proprio la California non ha fatto mistero, negli ultimi anni, di voler puntare in alto, divenendo uno di principali Paesi produttori d’olio d’oliva per acquisire, soprattutto, il mercato interno.

Non si può quindi escludere a priori alcuna ipotesi.

Non è possibile escludere che i 9 campioni esaminati, per i più diversi motivi, presentassero effettivamente dei difetti.
Non è possibile escludere che questa mossa rientri in una più ampia strategia di denigrazione degli oli stranieri per far salire le quotazioni degli extra vergini locali.

In casi come questo è difficile capire dove sta la verità.
Certamente il numero di campioni esaminato è troppo limitato per poter affermare che si tratti di un’indagine sugli oli in commercio negli Stati Uniti.
L’Istituzione coinvolta, ovvero l’Università di Davis, è seria e merita rispetto ma le modalità con cui è stata condotta questa ricerca prestano il fianco a molte, forse troppe, critiche.

In ogni caso, con un mercato internazionale sempre più competitivo, con il mondo della produzione oliandola che si sta allargando, di una cosa è possibile essere certi: episodi come questi sono destinati a ripetersi con una certa frequenza.

La guerra commerciale all’olio d’oliva è cominciata e gli attori non sono più solo Spagna, Italia e Grecia.

Potrebbero interessarti

Editoriali

I controlli dell’olio extravergine di oliva sugli scaffali dei supermercati sono un flop? Occorre guardare oltre i numeri

Sequestrate 4380 bottiglie e bloccate 120 mila. Questi i numeri dati dal Ministro Francesco Lollobrigida. Numeri deludenti per una grande operazione sugli scaffali. Dietro le quinte dell’ICQRF si muove qualcosa, potendo diventare un toccasana per il settore. Ma la GDO deve assumersi le proprie responsabilità

23 ottobre 2026 | 12:00 | Alberto Grimelli

Editoriali

Cara Giorgia Meloni, tassiamo gli extraprofitti della Grande Distribuzione sull'olio extravergine di oliva

Dopo il price cap su benzina e gasolio, applichi un price cap, al contrario, sull'olio extravergine di oliva a scaffale. Se poi si potesse mettere davvero in galera qualche buyer della GDO che fa strozzinaggio, insieme con qualche imbottigliatore truffatore e alcuni olivicoltori e frantoiani magheggioni, allora i miracoli sarebbero due. E potrei persino credere che sa camminare sulle acque

22 ottobre 2026 | 13:00 | Alberto Grimelli

Editoriali

Olio extravergine di oliva italiano a 3,99 euro al litro a scaffale: l’Italia olivicola è morta

Cara Gros, l’offerta in corso è immorale. Va ritirata! Permettere di vendere olio italiano a 3,99 euro/litro significa voler male all’Italia. E soprattutto, cari olivicoltori e frantoiani, il giusto posto per protestare non sono più né i porti né le piazze ma i supermercati

14 ottobre 2026 | 09:32 | Alberto Grimelli

Editoriali

Difendere la Cucina Italiana e la Dieta Mediterranea, non solo a parole

Meno paesaggio, meno biodiversità, meno Italia con l’abbandono definitivo delle aree interne, che sono tanta parte dei luoghi, segnati soprattutto da piccoli paesi, dove ancora è possibile sentire il Genius loci e raccontare millenni di storia, cultura, bellezza, sapori e profumi

13 ottobre 2026 | 14:00 | Pasquale Di Lena

Editoriali

Olio di oliva contraffatto in magazzino e quel prezzo che nessuno vuole vedere

Due latte di olio sofisticato sigillate in magazzino non sono bastate per una condanna: il Tribunale ha stabilito che “il fatto non sussiste”. Resta però una domanda scomoda per tutta la filiera: perché nella ristorazione l’extravergine continua a essere considerato un costo da tagliare anziché un ingrediente da valorizzare?

07 ottobre 2026 | 16:00 | Giosetta Ciuffa

Editoriali

Most Wanted: Adel Ben Romdhane, il re dell’olio di oliva tunisino è ormai solo un fuggitivo

Manca solo una taglia, come era in voga nel selvaggio West. E chissà che qualcuno dei numerosi creditori di Bioliva o Borges Organic Olive Oil Company non ci pensi davvero, anziché fargli solo accumulare condanne penali. A un anno dall’inizio dell’inchiesta su Teatro Naturale

04 ottobre 2026 | 08:45