Editoriali

Un ponte tra passato e presente

24 aprile 2010 | Gualtiero Marchesi



La mostra che mi hanno dedicato, in corso a Milano, al Castello Sforzesco, serve a fare un bilancio, a disegnare un ponte tra passato e presente, verificandone la stabilità e, magari la bellezza.

O anche, come è successo, a farci transitare sopra dei ricordi e delle persone. Da una di queste ho ricevuto un bellissimo regalo.
Si tratta di un vecchio ragazzo, un collaboratore che allora, al tempo dell’Albergo Ristorante “Al Mercato” in via Bezzecca, lavorava in sala.

Ci siamo rivisti, io ottantenne e lui fresco dei suoi settantadue anni, offrendomi come sorpresa la copia di un menu che ha più di cinquant’anni.
È stato tale e quale come aprire un diario o togliere l’elastico ad un pacco di vecchie lettere, riscoprendo intatto, a mano a mano che la lettura proseguiva, la forza giovanile di certi pensieri e di certe scelte.

Mi stupisco, con tutti i se e i ma che ci distanziano dall’anno 1960, di come cercassi, in un continuo riferimento alla cucina francese - anche se trovo più giusto dire alla cultura culinaria ereditata attraverso Caterina de’Medici dai cuochi di corte e delle famiglie nobili francesi - quel tocco di eleganza, di non promiscuità, contrario all’accondiscendenza verso il grossolano, il facile, lo scontato.

Sento, continuamente, parlare di denunce e appelli per una cucina all’altezza dei tempi, con la frequenza che accompagna le crisi economiche. Ma il bello delle crisi è che, poi, passano e se si compromette l’altezza dei nostri propositi, vuol dire che sono state devastanti.

Io credo che chi si abbassa è abbassato e se nel 1960 cercavo di fare meglio e di più del trattore è perché quella cosa lì, l’arte di cucinare, me la sentivo dentro, imperiosa.

Tra la magra realtà, tra la realtà in crisi e la bravura, ti salva tanto la capacità di resistenza, per la quale piegarsi non significa mai abbassarsi, quanto la volontà di alzare il tiro.
Lo puoi fare anche solo continuando a pensare un pensiero forte.

Il menù di cinquant'anni fa


GLI ALTRI EDITORIALI DI GUALTIERO MARCHESI

link esterno

link esterno

link esterno

link esterno

link esterno

Potrebbero interessarti

Editoriali

Abbattimento e sradicamento degli olivi come strategia di guerra

Nei territori palestinesi, la distruzione degli olivi è estesa e sistematica, associata anche alla costruzione della barriera di separazione israeliana in Cisgiordania e all’espansione degli insediamenti. Durante la raccolta, i contadini sono esposti al rischio di colpi d’avvertimento e di attacchi

09 settembre 2026 | 15:00 | Giosetta Ciuffa

Editoriali

Dal crack Bioliva può nascere un colosso tunisino dell’olio d'oliva controllato dallo Stato

Il tribunale di Ben Arous ha affidato al commissario giudiziale la gestione totale delle società riconducibili ad Adel Ben Romdhane. Il dissesto di Bioliva e della Borges Organic Olive Oil Company potrebbe trasformarsi nella nascita di un nuovo grande operatore internazionale dell’olio di oliva

03 settembre 2026 | 13:00 | Alberto Grimelli

Editoriali

Olio extravergine di oliva a 3,26 euro al litro: numeri stupefacenti

La morale invece che ci suggerisce il Sole24Ore è: l’olio extravergine d’oliva nel 2026 è aumentato troppo di prezzo rispetto a cinque anni prima. C’è necessità che esso venga ridimensionato

01 settembre 2026 | 08:15 | Giulio Scatolini

Editoriali

L’illusione dell’oro verde: i numeri di un’economia agricola che non chiude i conti

La resa dei conti nelle campagne italiane: tra aumenti del 40% sui costi in campo, la morsa del clima e le speculazioni dei grandi distributori, produrre olio extravergine è diventato un azzardo finanziario. Ecco cosa c’è dietro la bottiglia che portiamo in tavola

31 agosto 2026 | 13:00 | Antonio G. Lauro

Editoriali

Innovazione in agricoltura solo se fa rima con identità

Non tutta l'innovazione è positiva e va abbracciata senza una valutazione preventiva. Quando una tecnologia nasce già con una sperimentazione limitata e presenta un elevato rischio di rapido superamento, il pericolo è immobilizzare capitali importanti in strumenti che, nel giro di pochi anni, potrebbero risultare difficili da aggiornare, riparare o integrare con nuove soluzioni

28 agosto 2026 | 09:00 | Angelo Bo

Editoriali

Vendite e prezzo dell’olio di oliva italiano nelle mani di Coricelli o Dcoop: la vendita di Deoleo ci interessa tutti

Che mi importa se la partita per Deoleo la vince Dcoop o Coricelli, tanto per me non cambierà nulla! E’ la sintesi dell’atteggiamento italico di fronte a questo passaggio cruciale. Comunque vada si riscriverà la geografia dell’olio di oliva mondiale e l’Italia ne pagherà le conseguenze

27 agosto 2026 | 10:26 | Alberto Grimelli