Editoriali

Mai demordere

20 marzo 2010 | Luigi Caricato



Occorre crederci e andare fino in fondo. Insistere in continuazione e non demordere mai.
La strada maestra è già segnata. E' quella della cultura. Non ci sono altre vie per uscire dal guado.

Venerdi 18 marzo, alla conferenza stampa di presentazione del nono volume della collana “Coltura & Cultura” di Bayer CropScience dedicato al carciofo e al cardo, tale necessità è emersa in maniera netta e inequivocabile, con urgenza: senza cultura non si va da nessuna parte.

Certo, non si dice nulla di nuovo rispetto a quanto è stato più volte detto. Può forse sembrare eccessivo ricordarlo, ma giova ripeterlo ad ogni occasione. Perché in tanti non si curano di prendere in considerazione tale invito, e d'altra parte il pietoso stato della realtà in cui versa il settore ne è la evidente testimonianza.

Eppure, è solo attraverso una forte e decisiva spinta culturale che questo Paese può ripartire. Più di altri settori, l'agricoltura sta registrando ancora una lacerante carenza di contenuti culturali, purtroppo. E d'altra parte senza contenuti tutto si rivela depotenziato, non sarà certo l'economia, state pur certi, a salvare da sola l'agricoltura dall'abisso in cui sta precipitando.

L'iniziativa editoriale di Bayer CropScience è per molti aspetti lodevole e va sostenuta.
A maggior ragione perché manca in Italia una editoria che abbia il coraggio di investire rischiando in proprio.
Si pubblicano circa 35 mila titoli l'anno – e sono davvero un'enormità in un Paese di non lettori – ma, incredibilmente, tra le tante pubblicazioni si trascurano in maniera volontaria e consapevole le tematiche agricole. E' un disastro!

Occorre però essere onesti, anche perché in parte si comprende benissimo il motivo di tale resistenza: il mondo agricolo purtroppo non legge e si oppone di fatto ai libri quasi fossero materia contaminante. Le case editrici rinunciano così a investire, visto che non ha senso pubblicare libri di materia agricola senza che vi sia per questi una collocazione sul mercato.

E' una situazione raccapricciante, ed è per questo motivo che bisogna insistere e non demordere. Una collana come “Coltura & Cultura”, realizzata da Script di Bologna con l'importante contributo di Bayer CropScience, deve obbligatoriamente essere pubblicizzata, ma prima ancora acquistata in blocco, in tutti i suoi nove volumi e in quelli di prossima pubblicazione, e questo affinché gli stessi librai inizino a credere nei libri per l'agricoltura accogliendoli nei propri punti vendita.

Occorre uscire il prima possibile da questo stato di impasse. Per farlo è opportuno che si sensibilizzino tutti gli agricoltori e i tecnici. Se costoro continueranno a non acquistare libri inerenti la propria professione, sarà la morte sociale per il mondo agricolo. Non ci si può d'altra parte lamentare dell'assenza di attenzioni qualificate se poi i primi a mostrare indifferenza sono proprio coloro che si lamentano.

Con l'augurio che il mecenatismo di Bayer CropScience venga imitato da altre grandi società, con l'obiettivo di creare le condizioni per dare nuovo impulso alla zoppicante editoria agricola, c'è da sperare che anche le case editrici, nonché gli stessi librai, dimostrino di avere anche loro più coraggio nelle proprie scelte future.

L'attesa svolta può avvenire solo se d'ora in avanti si leggerà di più, ma questo dipende in via esclusiva dal buon senso di agricoltori e tecnici. Diversamente, se questi continueranno a non leggere e a non acquistare libri, non c'è da meravigliarsi se tutto viene a sfaldarsi precipitando verso un abisso senza fondo: solo la cultura può salvare l'agricoltura.


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