Editoriali

LA PAURA DEL NUOVO

29 maggio 2004 | Alberto Grimelli

Le incognite rappresentate dal nuovo, da ciò che non è conosciuto o che non rientra in schemi mentali e culturali affermati e condivisi, ha sempre agitato l’animo umano.
Queste pulsioni, questi fermenti sono stati forieri tanto di rivoluzioni e innovazioni quanto di movimenti oscurantisti e reazionari. L’ignoto non lascia mai indifferenti, la reazione può essere paura e timore, come nella maggior parte dei casi, o entusiasmo ed euforia.
I progressi tecnico-scientifici dell’ultimo secolo hanno pervaso la società e hanno avuto un impatto rilevantissimo sulla crescita culturale ed economica di tutto l’Occidente. Molti tabù sono stati abbattuti, il divario tra le generazioni si è accresciuto, si sono moltiplicate le occasioni di incontro e scontro tra Stati e popoli. Mai, nella storia dell’Uomo, si sono visti siffatti balzi in avanti in così poco tempo.
Naturalmente questi sconvolgimenti, questi mutamenti così repentini hanno portato anche notevoli problemi etici, morali ma anche estremamente pratici e pragmatici. Continuamente si impongono scelte strategiche su argomenti estremamente complessi, pensiamo solo al tema delle biotecnologie. Decisioni che devono essere prese con una fretta innaturale considerando le innumerevoli possibili ripercussioni sull’ecosistema terrestre o sulla vita quotidiana di tutti noi.
Non vengono ammessi rallentamenti, la società, e con essa governo e parlamento, non possono fermarsi troppo a lungo a pensare, a riflettere, a dibattere. Il sistema economico, e con esso il benessere di tutti i cittadini, dipendono strettamente dalla ricerca e dai risultati che questa porta. La scienza chiede di avere le mani libere, carta bianca per poter generare quei progressi che portano prosperità e ricchezza. Un mandato fiduciario assoluto che pone, per l’appunto, problemi di natura etica e morale.
Tali questioni, che toccano la sfera più intima e privata di ciascuno di noi, generano reazioni opposte, o di rifiuto per una presunta prevaricazione della scienza e della tecnica sull’uomo, sulla sua essenza spirituale, o di piena condivisione per un modello di crescita basato sull’erudizione, con una vera propensione verso l’ignoto e tutte le insidie che comporta.
Uno scontro di filosofie, di approccio che non è solo all’interno della società ma che viviamo nell’intimo quotidianamente, pretendendo cibo genuino, tipico, “come si faceva una volta”, e nel contempo l’ultimo modello di telefonino con servizi tecnologici sempre più evoluti.
Siamo giunti ormai all’Era della Contraddizione e dell’Incoerenza, senza veri contradditori, senza pensare, senza meditare. Non c’è tempo, chi si ferma è perduto.

Potrebbero interessarti

Editoriali

Meglio l'olio di semi di certi extravergini di oliva sugli scaffali

Possibile, caro consumatore, che tu non perrcepisca quella deliziosa "puzza" di rancido che ti aggredisce le narici quando apri certe bottiglie? E che dire dell'olio fermentato, che ti ricorda lo straccio bagnato dimenticato sul lavandino da giorni? O, peggio ancora, quel sentore di carne marcia e funghi? E poi c'è l'acetico

26 giugno 2026 | 11:00 | Piero Palanti

Editoriali

Adel Ben Romdhane di nuovo indagato in Italia: i riflessi del crack Bioliva sull’Italia dell’olio di oliva

Dal 21 maggio si sono riaperte ufficialmente le indagini a carico del tunisino Adel Ben Romdhane, patron di Bioliva, che col crack da 200 milioni di euro ha messo in ginocchio un intero Paese. I riflessi sull’Italia dell’olivo e dell’olio d’oliva

25 giugno 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli

Editoriali

Suolo agricolo sotto scacco tra data center ed energie rinnovabili

Stop alla deturpazione del paesaggio rurale dove ci sono denominazioni d'origine. Conta il contesto agricolo complessivo, il sistema produttivo, il paesaggio rurale, la reputazione dell’area

22 giugno 2026 | 14:00 | Pasquale Di Lena

Editoriali

L’olivicoltura italiana muore mentre si gioca allo scaricabarile

Le frodi esistono ma i controlli ci sono. L’extravergine non si vende, figuriamoci l’olio italiano. Il calo dei prezzi è tutta colpa dell’aumento dell’offerta internazionale. E mentre gli imbottigliatori si autoaccusano di vendere olio spagnolo per italiano la barca affonda. Il teatrino del tavolo di filiera

05 giugno 2026 | 12:00 | Alberto Grimelli

Editoriali

Seconda Chance: riportare l’umanità al centro del Creato

I concetti di perdono e seconda occasione sono fortemente legati non solo al cristianesimo ma proprio all’essere umano, capace di cadere, rialzarsi e imparare dai propri errori. Da Magnifica Humanits di Papa Leone XIV a Seconda Chance

26 maggio 2026 | 11:55 | Alberto Grimelli

Editoriali

Amaro e piccante dell'olio di oliva non piacciono? Il mercato lo fa il consumatore

L’olio extravergine è l’unico mercato al mondo in cui il “panel” è fatto da esperti che analizzano i prodotti, per quello che sono: in tutti gli altri mercati, in tutto il mondo, il “panel” è fatto dai consumatori che valutano i prodotti, per quello che fanno

22 maggio 2026 | 12:00 | Gigi Mozzi

new