Editoriali

Ricominciare

06 settembre 2008 | Luigi Caricato

“L'estate sta finendo, e un anno se ne va”, cantavano alcuni anni addietro i Righeira, un duo di cantanti d'alta classifica poi scomparsi definitivamente dalla circolazione dopo qualche estate sulla cresta dell'onda. Ma, nonostante i Righeira, quel refrain resta a tutt'oggi fortemente impresso nella memoria collettiva. Anche perché l'implacabile scorrere del tempo è una realtà che va solo constatata e accettata, senza fare tante storie. Nulla infatti può arrestare l'inevitabile corso degli eventi.

E così, ripensando a quel magnifico 6 settembre 2003, rifletto ancora con soddisfazione - mia e di tutta la Redazione, oltre che del nutrito gruppo di collaboratori - sul grande momento dell'esordio di “Teatro Naturale”, con l'entrata in scena nel grande magma del web.

Da allora sono trascorsi sei anni, e circostanza vuole che riprendiamo proprio il 6 settembre le pubblicazioni dopo la pausa agostana. Con la stessa carica emotiva dell'esordio, pensando sempre a nuove soluzioni, a temi da affrontare e problematiche da mettere sulla pubblica piazza, affinché ci si renda conto punto per punto dello stato in cui versa l'agricoltura italiana.

Non è cambiato nulla, ieri come oggi. I nodi da affrontare sono tanti e restano i medesimi di un tempo; e così, puntualmente, quelli irrisolti ritornano al pettine con una più aggravata urgenza, anche se nessuno, in particolare tra le Istituzioni (uso ancora la maiuscola, in forma di rispetto) sembra di fatto accorgersene.

Noi comunque andremo avanti, e vedrete che non mancheranno le occasioni per informare in maniera dettagliata e lucida, con imparzialità, senza l'inutile e infruttuoso appesantimento delle appartenenze e delle pastoie ideologiche.

“Teatro Naturale” è nata d'altra parte in qualità di rivista di pensiero, prima ancora che di informazione e formazione; perché sui temi agricoli, come è ben evidente, è calato ormai da decenni un silenzio stordente e remissivo, che si moltiplica negli anni.

L'idea che il primo quotidiano nazionale, lo storico “Corriere della Sera”, non disponga più di una pagina agricola, lascia sgomenti e disorientati: è il segno di un preciso piano, quello ordito da chi ha intenzione di affossare l'agricoltura italiana, relegandola ai margini dell'economia e della società.

La colpa, sia ben chiaro, non è da addebitare esclusivamente ai grandi media, e di conseguenza ai poteri che vi stanno dietro. Sarebbe invece da attribuire anche agli stessi agricoltori, oltre che agli imprenditori agricoli e ai professionisti del ramo, agronomi, periti agrari e agrotecnici, i quali appunto tendenzialmente non leggono, ma soprattutto non acquistano volentieri giornali, tranne una sparuta minoranza, rendendo così inevitabilmente meno centrali e degni d'attenzione i loro ambiti d'azione; ma questa è una storia vecchia, cui siamo abituati.

Noi, in controtendenza, stiamo progettando qualcosa di nuovo per i prossimi mesi. Restate dunque in attesa di alcune sorprendenti novità, anche perché “Teatro Naturale” è nata per guardare avanti.
Per intanto, a partire da questo numero prende corpo una nuova rubrica, dal titolo “Rosso&Blu”, in cui si evidenzieranno tutte le anomalie inerenti le tre A di cui ci siamo fatti carico: agricoltura, alimentazione e ambiente.

Finite le vacanze, si tratta di ricominciare. Vi auguro di farlo con i ritmi giusti e con uno spirito per quanto possibile propositivo.

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