Editoriali
Oltre il marketing: i sensi guidino nell'acquisto, anche dell'olio extravergine di oliva
L'olio extravergine d'oliva di frequente selezionato in base al costo piuttosto che per le sue intrinseche qualità. E' nostro dovere essere informati su ciò che ingeriamo
03 aprile 2026 | 15:30 | Piero Palanti
In un mondo dove le scelte di consumo sono spesso un gioco d’azzardo, è fondamentale riappropriarci dei nostri sensi per operare scelte più consapevoli. Troppo spesso, infatti, ci troviamo a essere pedine passive del marketing e delle mode effimere, inclini a idolatrare il prodotto del momento anziché privilegiare ciò che è realmente più adatto alle nostre esigenze e al nostro benessere.
L'olio extravergine d'oliva, ad esempio, è di frequente selezionato in base al costo piuttosto che per le sue intrinseche qualità o i benefici che un consumo consapevole potrebbe apportare. Per molti, purtroppo, l'olio non rappresenta altro che una voce di spesa.
È interessante osservare le nostre diverse reazioni e i comportamenti adottati nella selezione dei vari prodotti alimentari. La frutta, per esempio, viene esaminata con cura: la tastiamo, la manipoliamo, ne annusiamo il profumo e la valutiamo quasi con una lente d'ingrandimento immaginaria, attingendo al nostro bagaglio di conoscenze generiche. Questo accade anche quando si tratta di frutta fuori stagione o proveniente da paesi esotici, che pur potendo mancare di alcune qualità o essere esteticamente accattivante, viene comunque sottoposta a un’attenta valutazione.
La carne, d'altro canto, è sottoposta a un esame altrettanto severo, dove si valutano il colore e la quantità di grasso. Troppo spesso, tuttavia, il grasso viene percepito negativamente, ignorando la sua fondamentale importanza per il sapore e l'apporto calorico. Personalmente, provo un certo disagio quando sento richiedere in gastronomia del prosciutto crudo con poco grasso, poiché gran parte del suo sapore sta proprio lì.
Sebbene io non ritenga di aver mai basato una scelta d'acquisto esclusivamente sul packaging, non posso escludere di essere stato influenzato inconsciamente da esso.
È innegabile che non sia praticabile assaggiare ogni singolo prodotto al momento dell'acquisto. Un tale approccio si trasformerebbe in un tour gastronomico interminabile, impraticabile per i prodotti crudi e insostenibile dal punto di vista economico.
In definitiva, è solo al momento del consumo che le nostre valutazioni trovano una concreta conferma.
È chiaro che una profonda conoscenza dei prodotti sia imprescindibile. L'affermazione "non posso conoscere tutto" risulta inaccettabile; è nostro dovere essere informati su ciò che ingeriamo.
È inevitabile che le nostre diverse conoscenze ed esperienze convergano nella formazione di un senso critico affinato, capace di guidarci nella valutazione dei prodotti. Si tratta di sviluppare una sorta di "rapporto qualità-prezzo" che, per il bene della nostra salute, sia decisamente più orientato verso la qualità.
La capacità di comprendere correttamente le etichette rappresenta indubbiamente un progresso significativo. Tuttavia, è un dato di fatto che, specialmente nel settore dell'olio extravergine, le diciture siano frequentemente distorte o manipolate dalle strategie di marketing.
Rinunciare al piacere tipico dell'interazione con il cibo, dall'annusarlo all'attesa della conferma al momento del consumo, è impensabile. Pertanto, la capacità di assaggiare con buonsenso si rivela cruciale per forgiare un consumatore autenticamente consapevole.
A fronte di queste considerazioni, sorge spontanea una domanda: perché l'attenzione dedicata a un prodotto di tale importanza è spesso così esigua?
Tra le mie più grandi passioni – che, fortunatamente, coincide anche con la mia professione – l'assaggio dell'olio occupa un posto d'onore nel mio cuore. Riuscire a individuare il percorso compiuto dalle olive fino alla bottiglia che tengo tra le mani è un'esperienza impagabile. L'emozione di gustare un prodotto trasformato con tale perizia e cura è inestimabile, un'emozione davvero unica. Saper assaggiare significa vivere pienamente il racconto di quel prodotto, percependo le emozioni e la dedizione di chi lo ha creato con amore e maestria.
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