Editoriali

Affezionare il consumatore internazionale all'olio extravergine di oliva di eccellenza: missione possibile

Affezionare il consumatore internazionale all'olio extravergine di oliva di eccellenza: missione possibile

Una serie di incontri per presentare e soprattutto per commercializzare i grandi oli e non solo, che questi contadini/eroi, si meritano di far conoscere e soprattutto di vedersi remunerati in maniera vera e soddisfacente

15 maggio 2026 | 12:00 | Fausto Borella

Da 25 anni, con la mia Accademia Maestrod’olio, comunico il vero mondo dell’olio extravergine dei bravi e onesti contadini, per usare due termini tanto amati da Luigi Veronelli, che con sudore e sforzo, creano prodotti di altissima qualità.

Ovviamente si parla di oli che, hanno seguito una filiera rigorosa e minuziosa, per arrivare a dare nel volto del consumatore, quell’espressione di stupore e beatitudine, che lo porta ad esclamare: “Questo sì che è un grande olio!”

Una volta che il produttore ha seguito tutto l’iter dal campo, al frantoio all’abbigliaggio della bottiglia, parola poco elegante, ma che spiega bene che anche l’occhio del compratore vuole la sua parte; arriva per tutti il momento più difficile: a chi lo vendo?

Il mercato italiano, soprattutto l’Ho.re.ca, fa fatica ad acquistare oli da 10/12€ per mezzo litro, che dovrebbe essere rivenduto a quasi il doppio. Allora possiamo aspettare l’arrivo degli stranieri nel nostro bel paese, da sempre più pronti e attenti alla qualità e disponibili a spendere anche 25€ per una bottiglia di “vero” olio italiano, meglio se biologico, dop e igp o con la storia dietro della famiglia, riconoscibile e di cui l’acquirente si possa fidare e con seguentemente, affezionare.

Sono tutti passaggi necessari, ma inevitabilmente lenti, e complicati.

Allora dopo cinque lustri di comunicazione Maestrod’olio, attraverso corsi, concorsi, guide e quotidiane degustazioni; insieme al mio team, diretto con esemplare e infaticabile dedizione dalla mia direttrice Ginevra Midali, abbiamo deciso di aiutare e avviare le aziende che lo richiedono, a una commercializzazione attenta, efficace e duratura, nei paesi esteri sensibili alla dieta mediterranea e amanti della cucina italiana.

E così, da quattro anni, andiamo puntualmente negli Emirati Arabi Uniti, dove l’Ambasciatore Italiano ad Abu Dhabi, Lorenzo Fanara, ci accoglie a braccia aperte, creando degustazioni ad hoc, lanciando la nostra carta degli oli nelle centinaia di ristorazioni, hotellerie e luoghi, dove migliaia di nostri connazionali, tengono alta la bandiera della qualità e della filiera consapevole. Grazie all’ambasciatore, abbiamo avuto l’onore di creare una consulenza con il sovrano dell’Emirato di Ras Al Khaimah a nord di Dubai, per rendere ancora più buono e performante, l’olio proveniente dalle oltre tre mila piante situate nel monte Jabel Jis di proprietà della famiglia Bin Saqr al Qasimi.

Questo impulso, ci ha solleticato talmente, tanto da aprire una società di esportazione di oli Evo di altissima gamma, con tutte le derivazioni che i bravi produttori, hanno voglia di far conoscere, sempre con l’olio come protagonista.

Nell’attesa che le turbolenze commerciali e di politica estera, possano una volta per tutte terminare nell’area del Golfo Persico, nella settimana della festa della Repubblica Italiana dal 1 al 5 giugno, avremo l’onore di presentare presso l’Ambasciata Italiana all’Aja in Olanda,

dodici aziende selezionate, dalla Toscana alla Sicilia, passando per Sardegna, Puglia, Molise, Lazio, Umbria e Calabria, per far conoscere agli oltre mille e novecento ospiti presenti il 2 giugno, l’arte dell’olio di eccellenza. Non sono serate o feste fini a se stessi, in cui uno volta apprezzato l’olio o il vino o il tartufo toscano; poi si ritorna a casa. Da lì abbiamo instaurato un lavoro meticoloso con gli importatori e tutta la ristorazione italiana presente in Olanda e nel Benelux. Artefice di questo miracolo e a cui va un grazie di cuore per la sua attenzione per i prodotti italiani e l’amicizia che ripone in me è l’Ambasciatore Augusto Massari, che da anni mi invita e mi esorta a far conoscere l’eccellenza made in Italy. Come si dice spesso, da un invito ne nasce un altro, da una cena, a base di olio, nasce un’altra cena e allora il giorno 3 giugno saremo presso l’Ambasciata Brasiliana all’Aja dove cinquanta selezionati ospiti, potranno comprendere la differenza tra un’Itrana o una Nocellara, con sentori di pomodoro, o una Coratina, amara e decisa, ricchissima di polifenoli. Questo incontro sarà di grande rilievo, perché come anticipato dall’Ambasciatore Brasiliano, grazie agli accordi con il Mercosur, i dazi per il vino e l’olio italiano sono pari a zero. Un’allettante proposta, per esportare i nostri oli in questi paesi oramai emergenti da anni. Il giorno dopo, per chiudere in bellezza, andremo dall’Ambasciatore Jo Popolo che dirige la diplomazia Statunitense all’Aja.

Una serie di incontri per presentare e soprattutto per commercializzare i grandi oli e non solo, che questi contadini/eroi, si meritano di far conoscere e soprattutto di vedersi remunerati in maniera vera e soddisfacente.

Perché l’olio è una cosa seria.

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