Editoriali

Frodare con l’olio extravergine di oliva, con la complicità dello Stato. E farla franca?

Frodare con l’olio extravergine di oliva, con la complicità dello Stato. E farla franca?

Immaginiamo un dialogo tra due imbottigliatori, rigorosamente immaginari, in Toscana davanti a un bottiglia di Chianti Classico. Come trasformare la sciagura di un sequestro nell’opportunità di trasformare extravergine tunisino in italiano

31 marzo 2026 | 13:00 | Alberto Grimelli

E’ la fine di marzo e questa scena è ambientata in una bella trattoria toscana, giusto a metà strada tra i due commensali, che si ritrovano per parlare d’affari, lontani da orecchie indiscrete.

Non sanno, poveri sciagurati, che le orecchie di Teatro Naturale posso arrivare ovunque, anche in luoghi immaginari.

Davanti a una bistecca alla fiorentina e una bottiglia di Chianti Classico si ritrovano due imbottigliatori, per parlare di un problema e scoprire che si può trasformare in un’opportunità.

Dopo i convenevoli e un paio di calici a iniziare la conversazione professionale è D’Orianone, come viene amichevolmente chiamato dagli amici: “Belìn, hanno fermato il carico dalla Tunisia per un campionamento ed è un problema, sai bene cosa ti stavo portando su.”

Immediatamente si rabbuia il volto di Petit, che risponde con la sua tipica erre moscia: “Mon ami, chi ha fermato le cisterne?”

D’Orianone risponde sconsolato: “L’Agenzia delle Dogane…”

Petit: “Quelle che mi sono arrivate ieri in azienda dunque. E scopriranno che non è extravergine come dichiarato.”

D’Orianone: “Le analisi arriveranno tra una settimana ma intanto non si può utilizzare.”

Petit sorride e fa l’occhiolino al compare: “Certo che non si può utilizzare, per ora…” 

Ma a Petit sovviene un’idea. Crearsi un alibi per la frode perfetta con la complicità dello Stato. Idea veramente diabolica.

Petit: “Non ti agitare, aspettiamo le analisi. Intanto dimmi un buon fornitore che può farmi avere in fretta del vergine o lampante italiano ma deve dichiarami che è extravergine. Prezzo massimo 4,5 euro/kg”

D’Orianone non ci deve pensare molto, ha già in mente tutti i nomi delle aziende con le quali certi traffici sono un’abitudine: “Ce l’ho ma per quando ti serve?”

Petit: “Ma tra una settimana…” E va così a spiegare al compare l’idea ingegnosa.

Il carico di olio tunisino, una volta declassato dall’Agenzia delle Dogane, sarà sotto sequestro amministrativo in azienda. Contemporaneamente arriverà il carico di “extravergine” italiano. E’ sufficiente uno scambio degli oli nelle cisterne.

D’Orianone è preoccupato, il rischio è alto: “Ma ci saranno i sigilli dappertutto, romperli è reato.”

Petit: “Non mi dire che non sai come risolvere questo piccolo problema, mon ami. E’ un gioco da ragazzi. Fatto lo scambio accetteremo il declassamento. Manderò l’olio che mi hai procurato dal sud Italia in raffineria e l’olio tunisino diventa italiano.”

D’Orianone non è convinto: “Ma se poi fanno controlli? Basta un’analisi e siamo tutti nei guai”

Petit replica: “Controllo di cosa? Di un olio già sequestrato? E poi declassato? O di quello che va in raffineria? Quanto all’olio “italiano” so già dove venderlo. Non ne rimarrà una goccia entro un mese. Poi cosa controlleranno?”

D’Orianone ormai è convinto: “Mi piace proprio, potremmo persino replicare l’idea con qualche prossimo carico…”

I due ridono e ordinano un’altra bottiglia di Chianti. Se lo possono permettere. Due chiacchiere davanti a una bistecca alla fiorentina hanno fruttato qualche decina di migliaia di euro…  

Nel mentre, poco lontano, un olivicoltore toscano sta bestemmiando, come solo i toscani sanno fare: il gasolio agricolo è arrivato a 1,5 euro al litro. Tra un po’ varrà più dell’extravergine. Davvero!

E’ un racconto di pura fantasia. Qualsiasi riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale. 

Potrebbero interessarti

Editoriali

Energia rinnovabile solo con salvaguardia e tutela del paesaggio

L'assalto delle energie rinnovabile può ferire il territorio con la perdita di vegetazione e di suolo, nel caso degli impianti solari a terra, o, peggio, lo distruggono con i 50 metri cubi e più di calcestruzzo alla base dei pali eolici

25 agosto 2026 | 16:00 | Pasquale Di Lena

Editoriali

Contrordine! Le miscele tra olio extravergine e olio vergine di oliva si possono fare, ma solo per l’export

Dopo la circolare del 16 luglio che, di fatto vietava le miscele tra olio extravergine e olio vergine di oliva, ecco il contrordine dell’11 agosto. Le miscele si possono fare e detenere, ma solo per l’esportazione. Circolari e controcircolari, confusione e un danno alla corretta cultura olearia

24 agosto 2026 | 11:00 | Alberto Grimelli

Editoriali

Deoleo-Coricelli-Dcoop: Teatro Naturale sta sempre campanilisticamente dalla parte dell’Italia

Si rianima la guerra tra guelfi e ghibellini in Italia sulla vendita Deoleo. Subito uno schierarsi in tifoserie: Coricelli sì o Coricelli no, Dcoop sì e Dcoop no. Due lettere, per far capire il clima che si respira. Impossibile fare un tentativo di analisi di un comparto oleario incapace di ragionare strategicamente

21 agosto 2026 | 18:43 | Alberto Grimelli

Editoriali

L’olio di oliva mondiale alla Spagna, l’Italia resta a guardare: il caso Deoleo-Coricelli

Il ricco bottino di Deoleo verso Dcoop, Coricelli fuori dalla partita: tra veti, rivalità e politica immobile, l’Italia rinuncia ancora una volta a costruire un campione nazionale dell’olio d’oliva. Nobile decaduta ormai capace solo di autocommiserarsi

13 agosto 2026 | 11:00 | Alberto Grimelli

Editoriali

Ecco come finisce l’olio extravergine di oliva italiano acquistato a 3,9 euro/kg. E’ la fine dell’olivicoltura nazionale

Ci sono imprenditori che fanno il gioco dell’Italia olivicolo-olearia e imprenditori che giocano la partita per sé. Se si acquista olio extravergine di oliva italiano a 3,9 euro/kg per rivenderlo a 5 euro/litro e posizionarlo a scaffale a 6 euro/litro, c’è chi piange e c’è chi ride. Le aziende imbottigliatrici italiane, già fallite, stanno facendo fallire anche l’olivicoltura nazionale

03 agosto 2026 | 13:00 | Alberto Grimelli

Editoriali

I Mastri Oleari si rilanciano con una missione politica: non c’è olivicoltura senza frantoiano

Il rinnovamento completo dei vertici della morente Associazione dei Mastri Oleari segna un punto di svolta. Il ricambio generazionale imprime slancio a iniziative politiche che contengono stereotipi ma anche una visione

27 luglio 2026 | 10:32 | Alberto Grimelli

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati