Editoriali
Olio extravergine di oliva di alta qualità: strumento di marketing per gli imbottigliatori per vendere gli oli amari e piccanti
Il consumatore fatica ad accettare l’olio extravergine di oliva amaro e piccante, considerate caratteristiche negative. Appoggiarsi al concetto di alta qualità per identificare l’olio amaro e piccante per vendere gli oli di qualità
18 settembre 2025 | 12:05 | Alberto Grimelli
Alta Qualità può diventare un utile claim, un veicolo di marketing per vendere gli oli extravergini di oliva amari e piccanti.
E’ quanto è emerso nel corso del panel mercato del convegno Unifol, dove Zefferino Monini, Giovanni De Santis e Nicola Pantaleo, amministratori delle omonime aziende, hanno fatto ritornare in auge il tema di un marchio Alta Qualità.
Idea lanciata in sede di Ministero dell’agricoltura italiano oltre 15 anni fa ma mai realizzata. Era pronto anche il disciplinare di produzione, con parametri chimici e organolettici più stringenti, ma poi tutto abortì. L’obiettivo era migliorare la produzione nazionale e proporla al consumatore come bandiera per difendere l’olio italiano in un contesto sempre più competitivo. Alta Qualità – Made in Italy serviva a difendere il valore dell’extravergine italiano di fronte alla standardizzazione voluta da altre nazioni, tra cui Spagna e Tunisia.
Oggi il tema ritorna di attualità ma non per definire l’italianità ma, più in generale, per valorizzare l’olio extravergine di oliva che fatica sul mercato: quello amaro e piccante.
“Riceviamo molte più lettere di reclamo per oli amari e piccanti, definiti acidi – spiega Zefferino Monini – piuttosto che per difetti organolettici veri e propri o per altre problematiche. Serve un’operazione culturale.”
Mettere il cappello alta qualità sull’olio extravergine di oliva amaro e piccante significa dare uno strumento di marketing che eviti investimenti ingenti per le aziende dell’olio per trasferire al consumatore proprio il concetto basilare: olio extravergine di oliva amaro e piccante = alta qualità, indipendentemente dalla provenienza.
Ha un senso farlo diventare allora uno strumento legislativo, definendo una nuova categoria più elevata dell’olio extravergine di oliva (consapevoli che la missione appare quasi impossibile a livello internazionale), oppure vogliamo farlo diventare un ulteriore bollino (il Consorzio CEQ ci ha già provato) che richiede però copiosi investimenti in comunicazione e marketing per poter essere apprezzato sul mercato?
Un tema affrontato anche da Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura e COPA, che ha separato il modello di etichettatura tra informativo e competitivo. Modelli di etichettatura competitivi, come l’etichettatura a semaforo, servono solo in una logica di impresa, spesso multinazionale, per indirizzare i consumi, non sempre in una logica utile alla società, alla salute pubblica e anche ai conti dello stato. Un modello di etichettatura informativa invece serve non a indirizzare ma a rendere consapevole il consumatore, permettendogli una libera scelta.
Alta Qualità vuole essere una etichettatura informativa o competitiva?
Potrebbero interessarti
Editoriali
Meglio l'olio di semi di certi extravergini di oliva sugli scaffali
Possibile, caro consumatore, che tu non perrcepisca quella deliziosa "puzza" di rancido che ti aggredisce le narici quando apri certe bottiglie? E che dire dell'olio fermentato, che ti ricorda lo straccio bagnato dimenticato sul lavandino da giorni? O, peggio ancora, quel sentore di carne marcia e funghi? E poi c'è l'acetico
26 giugno 2026 | 11:00 | Piero Palanti
Editoriali
Adel Ben Romdhane di nuovo indagato in Italia: i riflessi del crack Bioliva sull’Italia dell’olio di oliva
Dal 21 maggio si sono riaperte ufficialmente le indagini a carico del tunisino Adel Ben Romdhane, patron di Bioliva, che col crack da 200 milioni di euro ha messo in ginocchio un intero Paese. I riflessi sull’Italia dell’olivo e dell’olio d’oliva
25 giugno 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli
Editoriali
Suolo agricolo sotto scacco tra data center ed energie rinnovabili
Stop alla deturpazione del paesaggio rurale dove ci sono denominazioni d'origine. Conta il contesto agricolo complessivo, il sistema produttivo, il paesaggio rurale, la reputazione dell’area
22 giugno 2026 | 14:00 | Pasquale Di Lena
Editoriali
L’olivicoltura italiana muore mentre si gioca allo scaricabarile
Le frodi esistono ma i controlli ci sono. L’extravergine non si vende, figuriamoci l’olio italiano. Il calo dei prezzi è tutta colpa dell’aumento dell’offerta internazionale. E mentre gli imbottigliatori si autoaccusano di vendere olio spagnolo per italiano la barca affonda. Il teatrino del tavolo di filiera
05 giugno 2026 | 12:00 | Alberto Grimelli
Editoriali
Seconda Chance: riportare l’umanità al centro del Creato
I concetti di perdono e seconda occasione sono fortemente legati non solo al cristianesimo ma proprio all’essere umano, capace di cadere, rialzarsi e imparare dai propri errori. Da Magnifica Humanits di Papa Leone XIV a Seconda Chance
26 maggio 2026 | 11:55 | Alberto Grimelli
Editoriali
Amaro e piccante dell'olio di oliva non piacciono? Il mercato lo fa il consumatore
L’olio extravergine è l’unico mercato al mondo in cui il “panel” è fatto da esperti che analizzano i prodotti, per quello che sono: in tutti gli altri mercati, in tutto il mondo, il “panel” è fatto dai consumatori che valutano i prodotti, per quello che fanno
22 maggio 2026 | 12:00 | Gigi Mozzi
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o Registrati