Editoriali
Biodiversità fonte di vita e di bellezza: ridiamo spazio alla convivialità
Stanno togliendo all’umanità intera, senza che uno se ne accorga, i piaceri della vita, a partire dallo stare insieme in allegria; mangiare il cibo che a uno più piace
01 aprile 2025 | 14:00 | Pasquale Di Lena
Il tempo sembra mutar con maggior velocità di prima. L’aumento delle disuguaglianze provoca una crescita delle paure. Diventa, in Italia come nel mondo, sempre più difficile esprimere liberamente il proprio pensiero. Sta per saltare, un po' ovunque, la cornice democratica di un quadro che porta tutti indietro nel tempo, quello dell’obbligo, dell’ordine, del comando. Di fronte al ventennio di un triste passato c’è da aggiungere una novità: quella dell’assalto di un salutismo che, di fatto, nega la salute. Una novità introdotta dal sistema imperante, il neoliberismo, che ha scelto il cibo coltivato in laboratorio, ultimamente anche artificiale, ovvero il cibo che cancella ogni rapporto con la terra e chi il suolo lo coltiva perché esprima la fertilità.
Tutto va verso la uniformità e ciò mette ancor più in risalto.la crescita delle disuguaglianze di chi, grazie al dio denaro - il dio nemico dell’umanità e, prim’ancora, della natura e della biodiversità che ne è la vita - accumula sempre più ricchezza e, viceversa, di chi perde anche quel poco che ha.
Tutto va verso la cancellazione della storia perché venga, così, cancellato il passato e, con esso, i ricordi di ognuno, che sono legami di affetto, fuochi di memoria, rivoli di apprendimento. Non si è più liberi di cosa mangiare, cosa bere, cosa e chi amare,Non siamo più liberi, neanche di stare seduti con gli occhi chiusi e sognare. Non più liberi di pensare, mangiare o digiunare, camminare, correre , stare seduti o sdraiati. Non più liberi di amare, ma solo di odiare gli altri per vedere come infilzarli, ferirli, ammazzarli. Non più liberi di desiderare una fetta di pane e olio, un bicchiere di vino perché non contemplato dall’intelligenza artificiale, e non solo, vietato dal dio denaro delle banche e delle multinazionali, che è, anche, l’espressione della prepotenza condita di malvagità, Stanno togliendo all’umanità intera, senza che uno se ne accorga, i piaceri della vita, a partire dallo stare insieme in allegria; mangiare il cibo che a uno più piace; amare chi si vuole amare; fare sesso; correre e non solo camminare; parlare alla luna o alle stelle; sognare di toccare il cielo con un dito o essere a bagno dentro una nube che sta ombreggiando vigne e gentili olivi; vestire la maglia del Toro e non quella della Juve e stare su una delle gradinate di uno stadio insieme con sconosciuti e non in una curva che spruzza odio da ogni parte; correre su una vecchia giardinetta scassata e non su una Ferrari tutta laminata; pensare alla salute, che è speranza di vita e di domani, e rifiutare il salutismo che uniforma il vissuto di ogni individuo.
Il neoliberismo - come sopra scritto - delle banche e delle multinazionali è un invito crescente a consumare, non a caso è il sistema che, in mancanza del senso del limite e del finito, depreda e distrugge la terra. Questo suo non senso della vita, ma della morte, lo esprime con la miseria dell’odio e il crimine delle armi, dando spazio a propri similari, ovvero criminali che godono del sangue che scorre e dei territori distrutti. Ed è così che si sentono potenti, forti. Stanno lavorando per un governo globale e tu lo senti ascoltando le parole di chi vuole allargare i confini della propria nazione o vuole rendere abitabile Marte. Esaltati che si avvalgono di servi pronti ad eseguire ordini. Donne e uomini che non hanno alcuna possibilità di essere salvati da questo loro delirio di megalomania. La sola possibilità di renderli innocui è ridare voce alla natura che questi sacerdoti del dio denaro continuano a maltrattare. Ridare ad essa la possibilità di sviluppare il proprio ruolo di fonte di vita e di bellezza (biodiversità), con l’umanità riconoscente che la rispetta e la sostiene con l’amore, la poesia, la musica, la letteratura, l’arte, la cura della salute. Il solo modo per bloccare il processo di mcdonaldizzazione in atto e ridare spazio alla convivialità espressa dalla tavola e che il cibo anima e alimenta con i suoi colori, i suoi profumi e i suoi sapori. Nel segno del piacere e del gusto, che solo la diversità riesce a donare.
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