Editoriali

Olio extravergine di oliva di qualità: scelta consapevole o lusso superfluo?

Olio extravergine di oliva di qualità: scelta consapevole o lusso superfluo?

Uno dei maggiori problemi è lo sfruttamento dell'ignoranza sull'olio extravergine di oliva, che facilita una speculazione vergognosa. La scarsa informazione porta molti consumatori a non saper distinguere un olio di qualità da uno mediocre

28 marzo 2025 | 16:00 | Piero Palanti

Negli ultimi anni, il consumo di olio extravergine di oliva è diventato un tema sempre più dibattuto. Da un lato, la Grande Distribuzione propone offerte a prezzi stracciati; dall’altro, i produttori di qualità continuano a sottolineare l’importanza di un prodotto superiore, sia per la salute che per il gusto. Ma è davvero solo una questione di prezzo?

Per comprendere meglio la dinamica del consumo di olio extravergine, proviamo a confrontarlo con altre spese quotidiane.

  • Il caffè: Gli italiani sono grandi consumatori di caffè, con una spesa media che varia tra 0,80€ e 1,50€ per un espresso al bar. Rinunciare a una decina di caffè al mese basterebbe per acquistare un litro di olio extravergine di qualità.
  • L'acqua in bottiglia: Molti italiani acquistano acqua minerale, con una spesa media mensile di circa 20-30€ per famiglia. Optare per l’acqua del rubinetto potrebbe liberare risorse economiche per investire in un olio migliore.
  • Le sigarette: Un pacchetto di sigarette costa tra i 5 e i 6€. Ridurre anche solo di pochi pacchetti al mese permetterebbe di acquistare un olio extravergine di alta qualità.
  • I prodotti industriali superflui: Merendine, snack e bevande zuccherate hanno un peso significativo nella spesa alimentare. Eliminandoli si potrebbe investire in un alimento basilare e salutare come l’olio extravergine.
  • Gratta e vinci e giochi d'azzardo: Molti italiani spendono cifre considerevoli in lotterie e giochi d’azzardo. Evitare qualche acquisto impulsivo potrebbe garantire il budget per un olio extravergine superiore.

Il problema è davvero solo il costo?

La realtà dimostra che l'olio extravergine di qualità potrebbe essere alla portata di molti, se solo ci fosse una maggiore consapevolezza delle priorità alimentari. Spendere tra i 15 e i 18€ per un litro di olio eccellente è davvero un sacrificio così grande se paragonato ad altre spese quotidiane? O si tratta piuttosto di abitudini e scelte?

Molti produttori di qualità si tengono alla larga dal mercato delle offerte a 4,90€ al litro. Spesso questi oli si trovano al limite della legalità in termini di qualità, con difetti organolettici e caratteristiche ben lontane dagli standard di eccellenza.

Il problema principale è che questa fascia di prodotto rappresenta il 65% delle vendite di olio extravergine in Italia. Non possiamo ignorare questa realtà.

Se la grande maggioranza dei consumatori sceglie oli di bassa qualità, è solo una questione di prezzo o esiste una carenza di cultura alimentare?

Uno dei maggiori problemi è lo sfruttamento dell'ignoranza (intesa come mancanza di conoscenza) di questo prodotto, che facilita una speculazione vergognosa. La scarsa informazione porta molti consumatori a non saper distinguere un olio di qualità da uno mediocre, permettendo il proliferare di prodotti che, pur essendo venduti come extravergini, spesso non rispettano i reali standard qualitativi.

A tutto questo si aggiunge un altro problema fondamentale: si specula troppo in questo settore. Non solo a danno del consumatore, ma anche dei produttori di qualità, spesso soffocati da dinamiche di mercato sleali, ricatti velati. Il tutto avviene senza un vero pensiero rivolto a una crescita organica e sana della filiera, che possa garantire sostenibilità economica e ambientale a lungo termine.

Siamo tornati alla situazione di due anni fa: scaffali pieni di offerte che promettono extravergini a prezzi stracciati. Abbiamo giocato? Stiamo giocando?

La realtà è che il consumatore ha il potere di scegliere, ma deve essere educato a farlo. Un olio extravergine di qualità non è un lusso ma un investimento per la salute e per il piacere della tavola. Serve più informazione, più cultura dell’olio e, forse, qualche spesa superflua in meno per poter scegliere con consapevolezza.

Una bottiglia di vino in meno...

Una serata a cena fuori in meno...

E una bottiglia di olio extravergine di qualità in più sulla nostra tavola.

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francesco ajello

29 marzo 2025 ore 09:07

Condivido pienamente.

Gaetano AGOSTINI

29 marzo 2025 ore 09:30

Noi del settore lo sappiamo ed anch'io condivido pienamente l'articolo, solo l'informazione del consumatore ci potrà salvare . Ma perchè il Ministero della Salute e quello della Sovranità Alimentare (paroloni altisonanti) poi permettono queste truffe a scapito dell'ignaro consumatore ? non è meglio tutelare il Made in Italy e l'olio di qualità fare una campagna di informazione spietata sulle qualità salutistiche dell'olio extra vergine di oliva di alta qualità!!!!!!!!! Oppure i Ministeri hanno paura di danneggiare i soliti noti ????

Piero Argentero

31 marzo 2025 ore 11:22

Ma se perfino in Puglia non trovate un oste che frigga con evo! D’ altronde chi farebbe un fritto spendendo solo di olio 10-15 euro? Olio ormai viene riservato per condire a crudo….