Editoriali

L'omologazione delle multinazionali contro i valori di tradizione, qualità, identità dell'agricoltura

L'omologazione delle multinazionali contro i valori di tradizione, qualità, identità dell'agricoltura

Il glocale della qualità e della diversità che si misura con il globale della quantità e uniformità, come dire Davide contro Golia, abilità e intelligenza contro forza e malvagità

10 febbraio 2025 | 16:00 | Pasquale Di Lena

Tradizione, qualità, identità sono i termini per niente amati dal neoliberismo delle banche e delle multinazionali, che. ogni giorno, lavorano per cancellarli perché rallentano, quando non bloccano, i loro programmi, le loro azioni che puntano tutto sulla quantità. La tradizione che si scontra con l’innovazione rappresentata dall’intelligenza artificiale; la qualità con la quantità; l’identità con la mancanza di ogni rapporto con il territorio, che della qualità è l’origine. Elemento fondamentale questo bene, un tempo comune, quando si parla di agricoltura e sostenibilità, ossia di cibo e di alimentazione. Termini di grande attualità che coinvolgono oltre 7,5 miliardi di consumatori, l’intero pianeta e, come tali, fondamentali per dare: al passato la continuità del presente e al presente quella del domani, permettendo al tempo di camminare con i suoi passi;  ai luoghi, soprattutto quelli abbandonati, la possibilità di rinascita per tornare ad esprimere la propria identità e, insieme, qualità e diversità proprie delle nostre eccellenze Dop e Igp e,  non solo, anche degli oltre 5mila prodotti tradizionali o tipici riconosciuti in Italia.

I luoghi, con i loro spiriti (genius loci), che, da qualche decennio, si sono solo addormentati per colpa della globalizzazione espressa da un sistema, il neoliberismo, che, nei suoi cinquant’anni di vita poco più, ha già mostrato di avere un solo obiettivo, quello di distruggere e depredare le risorse messe a disposizione dalla terra. Un attacco costante e sempre più violento alla natura. Spiriti, si diceva, addormentati da un tipo di sviluppo, ma sempre  pronti a dare tutto il loro contributo nel momento in cui si decide di mettere in gioco il “glocale” e renderlo protagonista di un confronto con il “globale”. Protagonista con i suoni e i canti della natura e della sua biodiversità, essenziale, quest’ultima, per non ridurre la musica a una sola nota; l’arcobaleno a un solo colore, cancellando, così, la bellezza, a partire da quella espressa dai  paesaggi e dagli  orizzonti. Diversità per non trasformare una comunità di persone in una comunità di manichini e il cibo in un panino del fast food o in un  pezzo di carne elaborato in laboratorio da un’intelligenza, non a caso artificiale, visto  che non sa cosa sono i battiti del cuore e, meno che mai, le emozioni espresse dall’anima propria di ogni essere vivente. 

Il glocale della qualità e della diversità che si misura con il globale della quantità e uniformità, come dire Davide contro Golia, abilità e intelligenza contro forza e malvagità. Il coltivatore che si avvale di minuti strumenti per curare il campo e il trattore gigante che utilizza strumenti possenti per violentare il suolo e privarlo via via della fertilità, cioè della possibilità di produrre energia pulita, la sola vitale, il cibo. Torna in mente, pensando a come tratta il suolo il neoliberismo, la figura  di Mida, il re della Frigia, che, grazie a Dioniso, trasformava in oro tutto quello che toccava, anche il cibo da mangiare e l’acqua da bere. C’è da sperare, con Giambattista Vico, nei “corsi e ricorsi storici”per agire e credere nella Rinascita che pone fine ai  processi di depredazione e distruzione propri del sistema, il neoliberismo del dio denaro. Si continua a distruggere suolo con ogni mezzo per trasformarlo in oro e tutto questo grazie ai governi succubi delle scelte neoliberiste. Grazie anche a quanti – il riferimento è al nostro Paese dove ogni secondo che passa sono due i metri quadri di suolo, pari a una ventina di ettari al giorno, che si perdono e definitivamente - si vantano, quali protagonisti del mondo agricolo e alimentare, dei successi di questo fondamentale settore dell’economia italiana e non spendono mai una parola a difesa del territorio. Un silenzio che dura dal 2012, quando, con la caduta del governo Monti, non è stato approvato il disegno di legge sul contenimento del consumo del tesoro dei luoghi, bene comune,  il territorio, proposto dall’allora Ministro Catania. Il Ministro che si oppose, senza successo, alla proposta della commissione europea di una distribuzione degli aiuti comunitari agli agricoltori in base alla superficie agricola dei paesi membri. Una scelta che ha  stravolto la realtà della nostra agricoltura con l’abbandono, non solo in Italia ma in Europa, delle piccole e medie aziende e lo sviluppo dell’agricoltura industrializzata, responsabile di quel 50% dei suoli europei a rischio di aridità. In questi 13 anni nessuno ha avuto l’ardire di sostenere la riproposizione del ddl Catania e la conseguenza è quella di dovere assistere a uno spreco di migliaia di ettari ogni anno di territorio. Uno spreco  del bene comune rappresentativo del glocale che, con i suoi valori e le sue risorse  (Storia, cultura, ambiente, paesaggio, agricoltura, tradizioni) è il  solo tesoro nelle mani di una comunità.  Uno spreco di attività e di professionalità, di cibo e, nel contempo, uno scempio di ambiente e paesaggio, cioè dei valori che rendono l’Italia un paese unico al mondo per bontà e bellezza. 

Potrebbero interessarti

Editoriali

La piaga dell'olio EVO non EVO: non solo repressione ma cultura dell'extravergine

Il punto sta nel portare il consumatore alla consapevolezza di ciò che acquista e cioè il saper comprendere se l’olio in oggetto sia o meno difettato. Le risorse ci sono ma bisogna utilizzarle bene per formare milioni di consumatori

04 novembre 2026 | 12:00 | Gino Celletti

Editoriali

Sequestrati 160 quintali di olio non dichiarato: sospetta triangolazione dalla Tunisia

Nuovo intervento dell’ICQRF in uno stabilimento toscano: l’olio, assente dal registro Sian, è stato sottoposto a sequestro amministrativo e inviato alle analisi. A luglio, la stessa azienda era stata coinvolta in un sequestro di 30 tonnellate di olio dichiarato extravergine ma risultato lampante

29 ottobre 2026 | 10:40 | Alberto Grimelli

Editoriali

Agricoltura, non bastano le mance: servono filiere forti, prezzi equi e una politica europea all’altezza delle sfide

Non servono altre misure tampone, ma una precisa scelta politica: spostare il baricentro dell’intervento pubblico dall’assistenza alle imprese in difficoltà alla costruzione di un sistema agricolo più forte, equo e autonomo sul mercato

27 ottobre 2026 | 12:00 | Giacomo Sanavio

Editoriali

I controlli dell’olio extravergine di oliva sugli scaffali dei supermercati sono un flop? Occorre guardare oltre i numeri

Sequestrate 4380 bottiglie e bloccate 120 mila. Questi i numeri dati dal Ministro Francesco Lollobrigida. Numeri deludenti per una grande operazione sugli scaffali. Dietro le quinte dell’ICQRF si muove qualcosa, potendo diventare un toccasana per il settore. Ma la GDO deve assumersi le proprie responsabilità

23 ottobre 2026 | 12:00 | Alberto Grimelli

Editoriali

Cara Giorgia Meloni, tassiamo gli extraprofitti della Grande Distribuzione sull'olio extravergine di oliva

Dopo il price cap su benzina e gasolio, applichi un price cap, al contrario, sull'olio extravergine di oliva a scaffale. Se poi si potesse mettere davvero in galera qualche buyer della GDO che fa strozzinaggio, insieme con qualche imbottigliatore truffatore e alcuni olivicoltori e frantoiani magheggioni, allora i miracoli sarebbero due. E potrei persino credere che sa camminare sulle acque

22 ottobre 2026 | 13:00 | Alberto Grimelli

Editoriali

Olio extravergine di oliva italiano a 3,99 euro al litro a scaffale: l’Italia olivicola è morta

Cara Gros, l’offerta in corso è immorale. Va ritirata! Permettere di vendere olio italiano a 3,99 euro/litro significa voler male all’Italia. E soprattutto, cari olivicoltori e frantoiani, il giusto posto per protestare non sono più né i porti né le piazze ma i supermercati

14 ottobre 2026 | 09:32 | Alberto Grimelli

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati