Editoriali

10 euro al litro per l'olio di oliva italiano è troppo: parola di Zefferino Monini

10 euro al litro per l'olio di oliva italiano è troppo: parola di Zefferino Monini

Conti in affanno e allora continua la campagna per spingere in basso il prezzo dell'olio extravergine di oliva da parte del signor Zefferino Monini che fa i conti in tasca agli olivicoltori: il giusto prezzo? 5-6 euro al chilo

06 dicembre 2024 | 15:45 | Alberto Grimelli

Il signor Zefferino Monini continua a pontificare e dopo aver clamorosamente sbagliato le previsioni produttive e di prezzo per l'olio extravergine di oliva italiano e di quello a scaffale a fine anno, ora ci riprova.

Dando i numeri.

Il patron della Monini Spa cerca di far parlare il più possibile di sè e della sua azienda, quindi indirettamente dei suoi prodotti.

Sarà quindi felice anche della pubblicità gratuita su Teatro Naturale, visto che l'azienda Monini Spa è in forte difficoltà non da oggi ma almeno dal 2021 quando l'utile netto aziendale si è dimezzato pur a fronte di un lieve aumento del fatturato. E poi l'utile si è nuovamente dimezzato nel 2022.

Il signor Monini, però, si permette di fare i conti in tasca agli olivicoltori affermando e cito l'intervista rilasciata a IlSole24Ore: "Se prodotto in pianura, con l’ausilio della raccolta meccanica, l’olio non dovrebbe essere venduto dagli olivicoltori a più di 5-6 euro al chilo. Riconosco però che in collina, dove serve la raccolta manuale, produrre olio costa di più e il prezzo in questo caso è giusto che arrivi anche a 10 euro".

Voglio sorvolare sulle cifre assolute indicate, ormai non più attuali, stante che l'inflazione ha colpito duramente anche l'agricoltura con aumenti considerevoli su tutte le voci di spesa.

E' evidente che il prezzo di 5-6 euro al chilo è in linea con quanto da lui dichiarato e auspicato, allora su Il Corriere della Sera, a settembre. Il prezzo doveva calare del 40%. Non è accaduto. Tentativi di abbassare il prezzo dell'olio italiano, lo sappiamo, ce ne sono ben stati ma, alla fine, sono stati fermati e il prezzo dell'extravergine italiano è tornato sopra i 9 euro/kg.

Quindi il signor Monini altro non ha fatto che ribadire, con altra formulazione, quanto ha affermato qualche settimana fa.

Perchè?

La ragione è un'autoassoluzione: non è colpa mia se ho sbagliato previsione: "qualcuno già parla della peggiore campagna dal 1940 a oggi. E questo porta i prezzi dell’olio italiano a crescere." ma soprattutto un tentativo, assai maldestro, di scaricare le colpe dei rincari sugli olivicoltori il cui olio "non dovrebbe essere venduto a più di 5-6 euro al chilo."

Insomma, il povero signor Monini, rivolgendosi ai consumatori, dice che lui voleva vender l'olio a poco prezzo ma che non gli è riuscito per colpa degli olivicoltori che, sull'extravergine, ci vogliono straguadagnare.

Insomma, i veri speculatori della filiera olivico-olearia italiana, oggi, sono gli olivicoltori che dovrebbero vendere a 5-6 quello che oggi invece vendono a 9-10 euro al chilo.

Fossi un olivicoltore sarei arrabbiato e non poco... Da che pulpito viene la predica.

Ma quale è la filosofia di Monini è lo stesso Zefferino a spiegarlo: "In Portogallo l’efficienza raggiunta è tale che, pur producendo olive solo da 20 anni, sono capaci di fare un chilo di olio a soli 2,5 euro di costi. Un prodotto di massa e non di nicchia, ma dignitosissimo. Del resto, io credo che l’obiettivo debba essere quello di fare un prodotto democratico e darlo a tutti quanti, visto che l’olio extravergine d’oliva è fondamentale per la salute e ha proprietà antitumorali".

La domanda, provocatoria, al signor Monini è: l'olio di cui parla, il magico olio portoghese a 2,5 euro/chilo, è quello con parametri fuorilegge per eccesso di eritrodiolo? Quello che non si può neanche definire extravergine? E' quello con fenoli a 100 ppm? E' questo l'olio che definisce "antitumorale"?

Il vero problema è che il modello di business degli imbottigliatori italiani è rimasto lo stesso da 40 anni o forse più: olio commodity a poco prezzo per alzare volumi e fatturato, anche a scapito del'utile. Oggi è un modello, forse, efficace per alzare il valore di vendita dell'impresa ma niente più. Per il resto, è un business che perde pezzi e sta fallendo, anno dopo anno. Lo dimostrano i bilanci delle aziende di imbottigliamento, con poche eccezioni.

E' allora lecito chiedersi se la politica olivicolo-olearia di questo Paese, per i prossimi decenni, deve essere scritta da chi continua a professare modelli di business e mercato morenti.

Caro signor Monini, faccia pure i suoi affari, ma per favore ci risparmi le lezioncine agli olivicoltori italiani.

Non le sa fare nè le può fare.

Ne vuole un esempio? "Dobbiamo creare - afferma lei su IlSole24Ore - una categoria stringente per fare oli di alto livello, con una resa dal frutto dell’8% anziché del 15-20%."

Errore da matita blu quello di legare resa e qualità dell'olio extravergine di oliva.

Si occupi di vendere olio. Le riesce, forse, meglio.

Potrebbero interessarti

Editoriali

Oltre il marketing: i sensi guidino nell'acquisto, anche dell'olio extravergine di oliva

L'olio extravergine d'oliva di frequente selezionato in base al costo piuttosto che per le sue intrinseche qualità. E' nostro dovere essere informati su ciò che ingeriamo

03 aprile 2026 | 15:30 | Piero Palanti

Editoriali

Frodare con l’olio extravergine di oliva, con la complicità dello Stato. E farla franca?

Immaginiamo un dialogo tra due imbottigliatori, rigorosamente immaginari, in Toscana davanti a un bottiglia di Chianti Classico. Come trasformare la sciagura di un sequestro nell’opportunità di trasformare extravergine tunisino in italiano

31 marzo 2026 | 13:00 | Alberto Grimelli

Editoriali

Il dialogo tra sordi tra Italia e Tunisia dell’olio di oliva: da peggiori nemici a migliori amici

La dimensione geopolitica delle relazioni diplomatiche tra Italia e Tunisia deve applicarsi anche in campo oleicolo. Basta partite a scacchi, è arrivato il momento di ribaltare il tavolo, con il riconoscimento dei rispettivi interessi strategici

18 marzo 2026 | 15:00 | Alberto Grimelli

Editoriali

L’eutanasia del mondo contadino e le nostre responsabilità. Che fare?

La terra sta cambiando natura. Non è più considerata prima di tutto un ecosistema che produce cibo, ma un asset finanziario. La terra agricola viene messa sotto pressione da nuovi interessi economici. Uno dei più evidenti è quello energetico

15 marzo 2026 | 09:00 | Gianni Fabbris

Editoriali

L’imbroglio di Iper sull’olio di oliva Cirio a 3,99 euro

Olio extravergine di oliva in svendita? Peggio, l’olio in questo caso proprio non c’è. Le offerte speciali e i sottocosto non fanno più notizia ma quando la bottiglia sbandierata in volantino non c’è, allora qualche domanda è necessario porsela

10 marzo 2026 | 15:00 | Alberto Grimelli

Editoriali

Olio extravergine di oliva italiano a 4,99 euro: l’offerta speciale è servita

La bottiglia di olio 100% italiano da Carrefour per un prezzo al litro di 6,65 euro. La lotta senza esclusione di colpi sugli scaffali dei supermercati è appena iniziata mentre gli organi di controllo e il mondo olivicolo-oleario si limitano ad assistere a uno spettacolo desolante. Se l’extravergine costa quanto un condimento, nel silenzio generale, allora il settore è alla frutta

25 febbraio 2026 | 11:00 | Alberto Grimelli

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati

LA NOTTE PASQUALE

07 dicembre 2024 ore 06:26

GRAZIE, veramente di cuore, Direttore GRIMELLI per aver difeso, a spada tratta, la categoria degli OLIVICOLTORI che con con il loro sudore, il loro sacrificio, la loro abnegazione, le loro lotte contro le avversità atmosferiche, la loro competenza si sono adoperati a tenere ALTO NEL MONDO l'extra vergine ITALIANO. Senza MAI vendere a scaffale una bottiglia da litro ad € 4 - 5,00 (o meno ancora!) con la denominazione di OLIO EXTRA VERGINE D'OLIVA e la gloriosa BANDIERA TRICOLORE accanto al 100%!!
Sono certo che tutta la categoria degli OLIVICOLTORI italiani é con Lei, fiera di averla come unico difensore dello loro storia, esperienza e cultura secolare, che risalgono ad epoca assai remote, prima ancora che fosse inventata la bottiglia a "SCAFFALE".