Editoriali

L’olio extra vergine di oliva di Coratina non vale nulla

L’olio extra vergine di oliva di Coratina non vale nulla

La battaglia sul limite degli steroli è uno scontro commerciale tra Italia e Spagna, con l’ottimo olio extra vergine di oliva di Coratina che vorrebbe essere ridotto al rango di un buon vergine. Un salto indietro nel tempo

03 marzo 2023 | Alberto Grimelli

Negli ultimi mesi Teatro Naturale ha dedicato molto spazio e attenzione al limite degli steroli dell’olio extra vergine di oliva, attualmente fissato in 1000 mg/kg anche se molti oli nazionali, come quello di Coratina, ma anche Nocellara del Belice, non riescono a rispettare tale soglia, a causa dei cambiamenti climatici e non solo.

Nessuna frode, nessuna adulterazione. Solo la natura.

Certe disquisizioni tecnico-scientifiche, ancor meno quelle politico-normative, appassionano poco gli olivicoltori e i frantoiani che sono però molto sensibili a quelle sul portafoglio.

Cambiamo quindi la prospettiva.

Avere un limite degli steroli a 1000 mg/kg abbassa il valore dell’ottimo olio extra vergine di oliva di Coratina, ma anche Nocellara del Belice, di 1 euro/kg, portandolo al livello dell’extra vergine spagnolo o meno.

Avere un limite degli steroli a 800-850 mg/kg torna a far salite il valore aggiunto.

Dirò di più.

In una logica di medio-lungo periodo, tenere il limite degli steroli a 1000mg/kg rischia di far scomparire l’olio extra vergine di oliva italiano dagli scaffali.

L’olio di Coratina, che rappresenta il 50-60% della produzione nazionale, non può essere venduto quale extra vergine qualora, e capita sempre più spesso, il limite di 1000 mg/kg di steroli non venga rispettato. E’ la legge.

L’olio di Coratina, dunque, va miscelato con un altro olio extra vergine di oliva, che abbia un alto valore di steroli, affinchè venga rispettato il limite di legge.

L’olio di Coratina è insomma un olio di serie B, quasi fosse un vergine. Un incredibile salto indietro nel tempo, di trent’anni e più, quando i commercianti oleari lo trattavano, appunto, come olio da taglio. Con la differenza che allora veniva utilizzato per arricchire di amaro e piccante oli più dolci.

Considerando che l’olio di Coratina rappresenta il 50-60% dell’olio nazionale, non è sempre semplice trovare oli italiani, in quantità, per fare blend da vendere come olio nazionale. Il risultato è che la Coratina va a finire nelle miscele di oli comunitari, ovviamente con una diminuzione di valore aggiunto.

Se l’olio di Coratina serve per le miscele di oli comunitari ce ne sarà inoltre meno per gli scaffali del 100% italiano. Con sempre meno olio italiano in commercio il consumatore, nazionale e internazionale, rischia di disaffezionarsi a questo prodotto.

Chi ci perde è chiaro.

Chi ci guadagna?

Ovviamente i produttori spagnoli che vedono ridursi il divario di prezzo tra l’olio italiano e quello iberico, rafforzando la loro immagine e la loro posizione sui mercati.

Non è un caso che, secondo quanto risulta a Teatro Naturale, proprio la Spagna si sta preparando a dar battaglia sul limite degli steroli, nel nome della difesa della purezza dell’olio extra vergine di oliva.

L’olio extra vergine di oliva di Coratina non vale nulla e agli olivicoltori italiani non importa nulla.

Contenti loro…

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