Editoriali

SENZA IDEE

17 marzo 2007 | Luigi Caricato

Quello che viviamo è un mondo senza idee. C’è la fatica di pensare che costituisce un grosso limite per molti. Con risultati disastrosi piuttosto evidenti, dal momento che non si costruisce più nulla di buono e di solido se viene a mancare, alla base di ogni possibile azione, un’idea forte e portante.

In realtà, non è che manchino idee, queste ci sono, ma vengono depredate da una comunità di non pensanti capaci solo di concepire una vita espressamente fondata sul guadagno facile e svelto.

In tal modo, si porteranno avanti solo progetti senz’anima, vuoti e inconcludenti. L’unico obiettivo, d’altra parte, è quello di far apparire qualcosa che in verità non c’è. Ciò che si vede, è tutto scorza e niente sostanza.

Un’idea, seppure vincente, ha bisogno per estrinsecarsi di esecutori che abbiano elaborato quella idea. Sono proprio i creatori di idee, difatti, gli unici in grado di farle vivere e agire.

Accade, invece, che le idee formulate da qualcuno che pur ne ha da vendere, siano al solito copiate dai ladri di idee, professionisti dell’opportunismo che in genere agiscono nei palazzi del potere, agitandosi come tanti fiacchi spermatozoi nel magma perverso della politica.

Ecco una buona ragione per riconoscere la causa principale della decadenza in cui siamo precipitati.
Nessuno, al momento, chiede e sente la necessità di una svolta; anche perché queste fasi di stallo in cui ci stiamo adagiando fanno comodo a molti.

I “senzaidee” non intendono rinunciare al potere e affidano piuttosto ai propri amici, parenti e compagni di merende, i ruoli guida della società.

Così vanno le cose. Penso comunque che le idee migliori possano venire solo da chi è rimasto da sempre in disparte, perché non allineato con il potere. Per questo i soggetti migliori sono quelli lasciati forzatamente inoperosi: hanno sicuramente qualcosa da dire, e tanto da fare. Nessuno se ne accorge, e a tutti in fondo va bene mantenere lo stato delle cose.

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