Editoriali
Raccolta delle olive ad agosto? E' solo una prova
Ha avuto una grande eco mediatica la prova di raccolta delle olive il 27 agosto. Non un inizio di campagna olearia ma, forse, un nuovo inizio per il Salento. Andiamo oltre all'effetto scenografico e spettacolo per capire cosa c'è dietro l'evento che ha fatto il giro di giornali e telegiornali
29 agosto 2019 | Alberto Grimelli
La campagna olearia non è iniziata, è bene essere chiari ed espliciti, ma la raccolta delle olive del 27 agosto scorso, al di là dell'effetto spettacolo, è carica di forti simbolismi.
Dare speranza a un territorio martoriato come il Salento è certamente doveroso. Il dramma Xylella ha colpito in profondità, minando fiducia e sicurezze di tantissimi agricoltori. Non si può lasciare indietro un territorio che, nel bene e nel male, ha rappresentato e rappresenta un pezzo di storia dell'olivo e dell'olio nostrani. Se Parigi e Londra sono state illuminate, nei secoli passati, lo si deve anche al lampante salentino. Rinnegare il passato, ivi compresi gli errori compiuti su Xylella, è dannoso tanto quanto negarsi un futuro. Ben venga la rinascita del Salento.
So anche bene che l'effetto spettacolo andato in onda nei servizi televisivi ha fatto storcere il naso a più di un olivicoltore e frantoiano del resto d'Italia, quasi fosse iniziata una rincorsa a chi comincia per primo la campagna olearia, a chi per primo apre i frantoi. Dall'operazione di marketing fino a uno spregiudicato uso della comunicazione, le critiche non sono mancate. Coldiretti ci ha abitato a “coup de théâtre” volti ad anticipare tutti sul tempo o a cavalcare l'onda del momento. E' anche così che si conquistano spazi sulla stampa.
C'è sempre un purtroppo. Purtroppo i media, spesso e volentieri non specializzati, banalizzano e semplificano, arrivando a diffondere anche fake news. Penso, come esempio, al titolo Ansa: “In Salento ottenuto il primo olio da ulivi immuni alla Xylella”. Non esistono al momento piante o varietà immuni da Xylella. Esistono due cultivar: Leccino e FS17 che sono tolleranti a Xylella, ovvero pur se infettate dal batterio riescono a conviverci, almeno stando ai dati scientifici pubblicati fino ad ora.

I molti errori ed orrori legati alla notizia non tolgono nulla al forte significato simbolico dell'evento, che nessuno disconosce, ma impongono una riflessione su quanto la spettacolarizzazione possa essere un'arma a doppio taglio nella comunicazione: può dare molta visibilità ma toglie anche correttezza e precisione, fino a diventare erronea. E' un rischio serio, come dimostra l'esempio del titolo Ansa citato, e merita una riflessione.
Andando oltre l'effetto spettacolo e il carico simbolico, che sono facce della stessa medaglia, ho cercato di scavare nella notizia, a partire da una domanda: perchè iniziare a raccogliere il 27 agosto?
Grazie alla disponibilità di Giovanni Melcarne ho avuto modo di comprendere che si è trattato di una semplice prova tecnica.
La varietà in esame, che non è il Leccino, è nota per essere una cultivar a maturazione precoce e non ha mai trovato particolare diffusione nel Salento. Seppure esista una certa bibliografia sull'andamento di maturazione di questa varietà, non sono state condotte sperimentazioni specifiche nell'areale salentino. La prova tecnica, che non rientra nel protocollo scientifico legato agli esperimenti di innesto e ai semenziali in collaborazione col CNR di Bari, non è oggetto di finanziamento pubblico e non ha la pretesa di avere valenza scientifica, era il primo step di un percorso di microoleificazioni aziendali per valutare caratteristiche chimiche ed organolettiche, oltre a parametri tecnologici ed agronomici, della varietà sotto esame. Analogamente a quanto hanno fatto e fanno altri olivicoltori e frantoiani in Italia e all'estero, Giovanni Melcarne ha voluto e vuole, tecnicamente e imprenditorialmente, valutare l'opportunità e la convenienza di una raccolta anticipata al fine di valorizzare e dare valore aggiunto al proprio prodotto.
Basta scavare oltre le apparenze per arrivare alla sostanza.
Potrebbero interessarti
Editoriali
La fragilità della Calabria è uno specchio dell’Italia: così l’agricoltura muore
Oggi ci sono oltre 3000 ettari devastati, di cui 900 completamente sommersi in Calabria. Avere paura di dormire nelle proprie case non è normale e la fragilità della Regione è nota fin dal 1900. Ecco l’Appello alla Carità Laica della Politica
18 febbraio 2026 | 12:00 | Luana Guzzetti
Editoriali
Fitofarmaci in agricoltura: uso e non abuso
L'UE prevede il dimezzamento dei fitofarmaci entro il 2030. Serve ed è urgente dare spazio all’economia circolare, che conosce le ferite della terra e sa come curarle. Serve mantenere integro il territorio
13 febbraio 2026 | 11:00 | Pasquale Di Lena
Editoriali
L'orizzonte degli eventi per un olio extravergine di oliva di qualità
La singolarità della mosca dell'olivo, e del difetto di verme, in questa campagna olearia per diversi oli è una singolarità. Dall’orizzonte degli eventi dell’olio di qualità, non si può tornare indietro
13 febbraio 2026 | 10:00 | Giulio Scatolini
Editoriali
Il suicidio della Grande Distribuzione è l’omicidio dell’olio di oliva italiano: 3,99 euro/litro
Carrefour contro Esselunga. Mors tua, vita mea: fino a quando il mondo dell’olio di oliva tollererà che la Grande Distribuzione lo soffochi lentamente tra le sue spire? Ricomincia la guerra a suon di 3,99 euro al litro per l’extravergine di oliva a scaffale, dove tutti perdono
11 febbraio 2026 | 11:00 | Alberto Grimelli
Editoriali
Salvare la biodiversità dell'olivo per salvare il futuro
La biodiversità olivicola si afferma come tema strategico, poiché con oltre 540 cultivar censite l’Italia custodisce la più grande varietà al mondo. Salvaguardare tale ricchezza significa proteggere le identità locali, garantire qualità e distintività all'olio extravergine di oliva
10 febbraio 2026 | 12:00 | Pasquale Di Lena
Editoriali
Serve un atto di civiltà contro la barbarie del cibo
Due mondi opposti, con il primo, il mangiare veloce espressione del ristorante McDonald’s, che non ha niente a che vedere con la grande tradizione del patrimonio culturale dell’Umanità, la Cucina italiana, con i prodotti a indicazione geografica, Dop e Igp, che devono ai mille e mille territori l’origine della loro qualità
03 febbraio 2026 | 14:00 | Pasquale Di Lena
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o Registrati