Editoriali
NE’ PARTICOLARISMI NE’ APPARTENENZE
25 ottobre 2003 | Luigi Caricato
L'errore di molti tra coloro che orbitano intorno al mondo agricolo - che siano i capi, carismatici o meno, dell'associazionismo di categoria, o quei decani del giornalismo che si autoeleggono "maestri" - è di essere visibilmente di parte. Alcuni sono vicini agli interessi dei grandi gruppi industriali e ne sostengono in maniera puntuale le ragioni di fondo. Altri, al contrario, sono a favore esclusivo delle piccole aziende, parte debole del sistema produttivo e bisognose perciò di una maggiore considerazione. Ma in un dualismo che sembra non lasciare spazi a eventuali alternative, sono pochi coloro che hanno realmente a cuore l'agricoltura. E piuttosto rari, in un simile contesto, sono quei momenti aperti a una visione d'insieme unitaria, sganciata da particolarismi e appartenenze. Restano dunque rigidamente fisse e immutate le rispettive posizioni. Non esistono vie di mezzo. O con le aziende di marca o con i produttori. Come se il confronto dialettico fosse da evitare perché inutile e inopportuno. Come se affrontare il futuro dell'agricoltura con una visione nuova e più omogenea fosse l'ultimo dei pensieri possibili. Così, si preferisce nel frattempo lanciare degli strali contro un nemico immaginario. La globalizzazione, per esempio. O la grande distribuzione organizzata. E si perdono intanto quegli utili momenti di coesione e di sinergia tra le parti, pur necessari per far fronte comune nei mercati e vincere in concorrenzialità e immagine. Mentre gli schieramenti si fanno sempre più netti, le piccole realtà produttive, quelle che si pensavano deboli - perché in gran parte strutturalmente lo sono - si dimostrano al contrario più sollecite del previsto al cambiamento; aperte alle evoluzioni del mercato, si presentano al fianco delle grandi imprese senza per questo perdere in dignità e identità .
Potrebbero interessarti
Editoriali
Due metri quadri al secondo vengono sottratti all'agricoltura e alla natura

Anche nel 2024, come nell’anno precedente, oltre 70 chilometri quadrati di territorio sono diventati artificiali. La necessità e urgenza di un azzeramento sta nel suo significato di una vera e propria svolta, politico-culturale, che riconsidera il territorio bene comune.
29 agosto 2025 | 12:00 | Pasquale Di Lena
Editoriali
La grande squadra del vino italiano

Tornando a viaggiare ed a fare promozione, posto all’attenzione della Fidal e della sua Casa Italia Atletica, il primo impegno è stato quello di attivare le sinergie come quelle messe in campo nei nove anni di promozione, in Italia, e nel mondo, con L’Enoteca italiana di Siena
08 agosto 2025 | 10:00 | Pasquale Di Lena
Editoriali
Grazie ai dazi di Trump anche nuove opportunità di promozione e comunicazione

Dal 7% della quota di mercato in Canada che l’Italia dei vini allora, deteneva con prodotti, nella generalità dei casi, scadenti, è passata, agli inizi del terzo millennio, a oltre il 30%, soprattutto grazie a una forte spinta iniziale nel campo della comunicazione
01 agosto 2025 | 12:00 | Pasquale Di Lena
Editoriali
L’olio d'oliva non lo fa il frantoio, ma si fa con il frantoio

Il frantoio va utilizzato e inteso quasi come uno strumento musicale che ha i suoi accordi da tarare a seconda della varietà delle olive e del loro grado di maturazione. Superiamo gli anacronismi del passato: l'olio non si compra più nell'elaiopolio
25 luglio 2025 | 12:00 | Giulio Scatolini
Editoriali
Addio cara Aifo: manca una proposta politica olearia che guardi al futuro

Niente confronto e nessuna visione: la storica associazione dei frantoiani olearia avrebbe bisogno di un radicale rinnovamento. Il passo indietro come Presidente dei Mastri oleari e da Aifo
21 luglio 2025 | 11:00 | Giampaolo Sodano
Editoriali
Difenderci dall’olio di oliva che sa di pipì di gatto: la scelta a scaffale

Fino a un paio d’anni fa il 75% dell’olio di olvia consumato in Italia era venduto nella GDO. E gran parte di quell’olio aveva un denominatore comune: il sentore di “pipì di gatto”
18 luglio 2025 | 12:00 | Piero Palanti