Editoriali
Tocca a voi, a nessun altro
Chi può salvare il settore olivicolo? Le sigle sindacali non più rappresentative? Gli opinion leader egocentrici e con manie di protagonismo? Enti e istituzioni senza più autorevolezza? Sveglia! Il Messia dell'olio non arriverà, i miracoli non accadranno
23 febbraio 2018 | Alberto Grimelli
Sbandati e in cerca d'autore.
Così vedo gli olivicoltori e i frantoiani oggi.
Quasi non avessero consapevolezza della propria posizione e del proprio ruolo all'interno della filiera e della società.
Un po' arrabbiati e un po' scoraggiati.
Un po' volitivi e un po' rassegnati.
Certamente disorientati.

Ascolto lamentele di ogni tipo: dalla ricezione di spamming selvaggio per la partecipazione a guide, eventi e concorsi, fino alla mancanza di rappresentanza delle sigle sindacali esistenti, dal vizietto di protagonismo degli opinion leader di settore fino ai blogger, finti buyer e alle truffe commerciali che senza sosta cercano di accaparrarsi qualche bottiglia d'olio. Per non parlare di enti e istituzioni, contro cui gli strali sono spesso tanto accesi da rasentare la violenza.
Lamentele condivisibili e spunti di riflessione anche interessanti, se non fosse che rimangono fini a sè stesse.
Ci si ferma alla protesta, senza passare alla proposta.
La proposta deve arrivare da altri.
Già, ma da chi?
Dalle sigle sindacali non più rappresentative?
Dagli opinion leader egocentrici e con manie di protagonismo?
Da enti e istituzioni senza più autorevolezza, benchè dotati ancora di autorità?
E se la proposta, invece, arrivasse dai produttori? Se fossero olivicoltori e frantoiani a mobilitarsi per disegnare, progettare e delineare il comparto come lo vogliono e lo desiderano?
E' quanto accaduto, in fondo, in molti altri settori dove produttori, industriali o artigiani si sono caricati sulle spalle la responsabilità di trascinare, a volte con fatica, un pezzo del proprio settore, per far compiere poi il salto di qualità.
Nel mondo dell'olio, anche nella scassata e povera nicchia dei produttori di eccellenza, invece domina l'individualismo, condito con una buona dose di egoismo: chi vuole mi segua, ma io vado per la mia strada.
Qualche esempio di produttore illuminato c'è, debbo riconoscerlo, ma si tratta di persone che raramente mettono in rete le proprie esperienze.
I pazzi, quelli buoni, esistono ma lavorano in solitario, addirittura in silenzio, convinti che basti “coltivare” il proprio orticello, il proprio territorio per far tremare i pilastri del sistema olivicolo-oleario imperante.
Sono spesso i più disillusi, perchè sono coloro che si sono impegnati di più, senza vedere nessun cambiamento.
Nessuno, da solo, può cambiare un sistema.
Si possono provocare delle scalfitture, che possono essere facilmente riparate.
Il sistema protegge sè stesso.
Per buttare giù i muri occorre provocare crepe, non scalfitture.
E' tempo per i produttori di eccellenza di parlarsi di più, non di agronomia e di elaiotecnica, ma di strategia e politica di settore, di comunicazione e di consumatore.
Ognuno nella propria azienda e nel proprio territorio ma con una sola voce, con idee e prospettiva.
C'è da vendere le bottiglie, c'è da potare, da concimare e raccogliere.
C'è anche qualcos'altro che dovete fare, se volete sopravvivere, se volete lasciare un valore ai vostri figli e nipoti.
Sveglia!
Il Messia dell'olio non arriverà, i miracoli non accadranno.
Il potere è nelle vostre mani e soprattutto nelle vostre teste. Usatele bene, superate gelosie e individualismi. Fate rete, informalmente e spontaneamente, senza creare infrastrutture.
Parlate, incazzatevi, picchiatevi se necessario, ma prendete per mano questo settore.
Tocca a voi, a nessun altro.
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24 febbraio 2018 ore 17:01sto grimelli non lo conosco ma ci a azzecatto in pieno è riuscito a focalizzare qual'è il problema vero di noi olivicoltori di qualità
Antonio Cervellera
24 febbraio 2018 ore 09:10Mi auguro che la leggano in tanti e si lanci la prima vera pietra per dialogare e iniziare un vero confronto.
Sono disponibile per iniziare e prenderci per mano per non far morire un settore cosi incantevole e antichissimo. .
Donato Galeone
08 marzo 2018 ore 15:28Sono proprio i produttori direttamente e in condivisione con frantoiano e confezionatore - tramite l'OP Le Badie - Organizzazione Produttori che hanno avviato in area Fondi-Lenola-Vallecorsa-Boville Ernica del basso Lazio una crescente intesa di filiera olio EVO qualificando le varietà locali "ITRANA - prevalentemente - e CARBONCELLA impiantate e rinnovate nelle macere terrazzate di Itri, Lenola e Vallecorsa. Le caratteristiche dell'olio da oliva Itrana (DG) sono in corso di divulgazione tra produttori e consumatori direttamente con la oplaziolebadie@libero.it