Editoriali

La ricetta italiana per la felicità: un filo di olio extra vergine d'oliva

L’olio extra vergine italiano di qualità come metafora della vita autentica e felice è il risultato di una serie di interviste ai protagonisti dell’olio italiano di qualità: produttori, gestori di oleoteche, nuove figure professionali e altri portavoce del settore che con impegno e tenacia, nonostante le difficoltà hanno raggiunto l’eccellenza e ottenuto il riconoscimento dell’olio italiano a livello internazionale in un’annata particolarmente difficile. Un regalo di Natale e augurio per il nuovo anno di Ylenia Granitto

15 dicembre 2017 | Ylenia Granitto

Il segreto svedese per una vita equilibrata e felice; Il metodo danese per vivere felici; Il metodo giapponese. Trovare il senso della vita per essere felici: in libreria, uno dopo l’altro leggo questi titoli messi a decoro di copertine intriganti - esche appetibili nel mare magnum del self-help marketing - ed automaticamente immagino un variegato trio di guru dell’auto-motivazione composto da un belloccio scandinavo, un samurai con la fisionomia del Maestro Miyagi di Karate Kid e un tizio con la camicia da boscaiolo che mangia uno smørrebrød (cioè la tipica fetta di pane di segale danese di color marrone scuro imburrato, condito con preparazioni a base di carne o di pesce tipo aringhe).

C’è però qualcosa che non mi quadra perché ho la sensazione che la felicità non sia qualcosa che si possa spiegare e quindi apprendere in poche decine di pagine, bensì che avvenga come uno slancio dell’anima o abbia le sembianze incorporee di un tappeto volante fatto di sogni, oppure che sia tante piccole cose dolci e attimi di leggerezza e squarci di calore e respiri a cuore aperto, o forse che abbia le note di un canto e di una danza sublimi o, come mi suggerisce un amato scrittore, sia il poema ininterrotto della creazione che solo pochi riescono ad udire… Insomma, non mi faccio di certo venire a spiegare la felicità e l’equilibrio da uno che pensa che lo smørrebrød sia più buono di un piatto di bucatini alla matriciana! Questa è la questione fondamentale. (Scherzo ovviamente e i danesi perdonino la mia battutaccia.) Ma a questo punto della faccenda, di fronte a quei libri, avevo già deciso che volevo conoscere la ricetta italiana della felicità e se possibile svelarla a tutti!

Allora ho ripensato alle persone che ho incontrato nel corso dell’ultimo anno e ho realizzato di avere avuto a che fare con un numero crescente di esseri umani che si sentono molto soddisfatti, anzi a dire il vero sono proprio gioiosi nonostante le difficoltà incontrate sul loro cammino e insomma…. Sì, sono dichiaratamente felici! Alcune di queste persone mi hanno confessato di aver smesso di fare cose che nel profondo non amavano, nonché di frequentare persone che fondamentalmente non stimavano, ma che pensavano di apprezzare solo perché spinti da preconcetti e falsi miti, e di aver quindi cambiato abitudini e aver finalmente trovato l’equilibrio. Altri mi hanno raccontato di aver abbandonato eventi e situazioni che le arricchivano da un punto di vista esclusivamente materiale ma che le impoverivano a livello interiore, compiendo scelte rivoluzionarie sia professionali che esistenziali. Altri ancora mi hanno confessato di provare nuova soddisfazione nello svolgere lo stesso lavoro di sempre, ma di metterci adesso maggiore passione e determinazione perché nonostante l’attività sia sempre più difficile tra aumento delle tasse e del carico di ore, tagli e sacrifici, sono riusciti a modificare la propria prospettiva di osservazione e di conseguenza la visione degli eventi e delle difficoltà. Insomma la maggior parte delle persone con cui ho parlato ha preso la propria vita in mano e ha iniziato a viverla con coraggio. E, come ha già detto qualcuno, ci vuole coraggio per essere felice.

Ed è proprio quello che ho raccontato recentemente a dei bambini di Latina, quando Gisa, una delle persone di cui sopra, felice per aver seguito la propria passione, mi ha invitata nella sua oleoteca per incontrarne un gruppo che fra poco dovrà scegliere la scuola superiore da frequentare e mi ha proposto di usare l’olio extra vergine di oliva per stimolare la loro scelta. Allora io ho invitato i ragazzi ad avanzare fiduciosi nella direzione che viene indicata loro dal cuore anche se è una cosa che richiede coraggio, perché proprio e solamente su quella strada potranno trovare il successo autentico. Li ho esortati a non farsi influenzare dalla convenienza o dal mero guadagno ma solo dalle loro passioni profonde, anche se difficilmente verranno comprese dagli altri. E a sostegno del mio invito ho raccontato loro di Claudia, Giovanni, Fabio e tutti gli altri, tutti quelli che ho incontrato nella mia attività con l’olio (nata anch’essa da un atto di coraggio), quelli che in un momento difficile sono tornati alle radici, quelli che hanno rivoluzionato la propria vita o l’hanno semplicemente affrontata con uno sguardo diverso, con autenticità e audacia, e soprattutto finalmente seguendo il cuore – quelli che adesso nelle interviste mi raccontano le loro avventure con il sorriso sulla faccia e migliorano giorno dopo giorno questo Paese tanto bello e spesso difficile ma unico al mondo.

E così ho cercato di raccontare la felicità ai bambini come se fosse un filo d’olio extravergine italiano, quello che nelle annate peggiori di sempre ha raggiunto la qualità più alta di sempre. Ho dato alla gioia il volto dell’olio evo italiano d’eccellenza, che ha sbaragliato tutti gli altri concorrenti ai concorsi internazionali, ha vinto tutto quello che c’era da vincere contro i giganti della produzione con le sue mille buonissime sfumature di gusto e di profumo, con il suo carattere e le sue peculiarità – e tutto questo nonostante i problemi, il brutto tempo, la burocrazia, l’aumento dei prezzi, le tasse… E di questo passo sta guadagnando la fiducia dei consumatori ed è sempre più amato globalmente e sempre più presente sulle tavole degli italiani e dei cittadini del mondo, nelle cucine dei bravi cuochi e nelle merende nutrienti.

Ho fatto notare ai ragazzi che le esistenze felici sono autentiche come un filo d’olio extravergine d’oliva. Sono ricche come questo frutto prelibato della nostra terra e hanno la potenza luminosa del succo dell’oliva quando sgorga novello dal frantoio. Con la loro essenza pura e senza compromessi forgiata solo dal lavoro delle mani e del cuore, sono buone e vere così come lo è l’autentico olio extra vergine di oliva italiano di qualità che non ha bisogno di altro per farsi riconoscere, e si basano sul rispetto per se stessi e per gli altri.

E quindi adesso sono in grado di svelare anche a voi gli ingredienti e i passaggi fondamentali della ricetta italiana per la felicità: versate un filo d’olio extra vergine di oliva su quello più vi piace e mescolate il tutto con un bel po’ d’amore. Fatelo tante volte e preparatevene una bella scorta per il 2018! Auguri!

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Francesco Donadini

16 dicembre 2017 ore 08:20

Grazie degli auguri! Confermo la felice intuizione e Contraccambio di Cuore la comune convinzione che l'olio EVO possa essere l'alleato prezioso e visitante per l'evoluzione di ognuno! EVO EVO EVO è unico!