Editoriali

Mi presento, sono l'olio extra vergine d'oliva italiano

31 marzo 2017 | Alberto Grimelli

Chi è l'olio extra vergine di oliva italiano?
Non cos'è, proprio chi è?
Tutti a farne la carta d'identità, a mettergli timbri e bollini vari.

Mai nessuno, però, che si sia preso la briga di chiederglielo.
Allora ho deciso di andarlo a trovare a casa sua, in frantoio.

Scusi, lei è olio extra vergine di oliva italiano?
Cominciamo subito con le domande stupide? Cosa c'è scritto sul cartello che ho appiccicato addosso?

Olio extra vergine di oliva italiano...
E allora sono italiano

Beh, sa con tutte le frodi che ci sono...
Tutti malfidati questi giornalisti

Può sempre convincermi raccontando un po' di sé
Io sono quello che vogliono che sia

Quindi non sa chi è?
Mi è capitato pure un giornalista ignorante. Si legga “Uno, nessuno e centomila” di Pirandello e poi torni

Lei mi sta dicendo che sta ancora cercando la sua identità?
No, sto dicendo che so adattarmi. Mi vuole dolce? Carolea e Ogliarola e avrà il suo olio dolce italiano. Mi vuole amaro e piccante? Coratina e Moraiolo e sarò intenso per lei.

Quindi lei non esiste...
Certo che esisto, mi faccio concavo e convesso a seconda delle circostanze, degli umori e degli assaggiatori. Sono lo specchio dell'Italia.

Mi vuole dire che l'Italia non ha un'identità?
L'Italia ha un'identità malleabile e flessibile. Siamo servi di mille padroni, quindi di nessuno. La Storia, quella con la S maiuscola, ci ha fatti concavi e convessi. Capaci di piegarci fino all'inverosimile per poi spiccare un balzo come una molla.

Senta, come la spiego io tutta questa filosofia al consumatore internazionale?
Non si deve spiegare, non si deve capire ma amare o odiare. Se lascio indifferenti, stiano tranquilli che non sono vero olio italiano.

E la qualità dove la mettiamo?
La qualità è parola d'ordine recente. L'olio italiano è molto più antico. Prima di me c'era il mio cugino povero, il lampante, grazie al quale sono state illuminate le strade di mezza Europa. Certo, con altri nomi ho sempre accompagnato i patti delle tavole di nobili e regnanti.

Mi saluta e fischietta: son concavo, son convesso...

Dopo questa chiacchierata sono confuso, lo ammetto.

Sul treno, abbandonata sul sedile, trovo una guida turistica d'Italia, in cinese. La sfoglio, non capisco una parola ma le immagini parlano da sole. E' un'Italia da amare.

Ma l'Italia è anche la spazzatura a Napoli, l'abusivismo nella Valle dei Templi in Sicilia, il degrado di Roma, le fregature ai turisti. E' un'Italia da odiare.

Tutto questo in un Paese tanto piccolo, capace di regalarti l'emozione di una sublime bruschetta accanto a un olivo millenario e poi di venderti olio rancido e difettato (quando va bene).

L'Italia è il Paese delle mezze misure, delle mezze verità, delle mezze riforme, del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto.

L'Italia e l'olio italiano non lasciano indifferenti. Possono essere amati follemente, quando sanno mantenere le promesse, o essere odiati intensamente, quando le infrangono senza speranza.

Ciascuno di noi, nel proprio operare quotidiano, può scegliere se essere amato o essere odiato.

L'Italia ci ha fatto il dono più importante: la libertà di scegliere.

Concavi o convessi?

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Enzo Giardino

01 aprile 2017 ore 05:36

Complimenti dott Grimelli,
Lei con questo articolo ancora una volta in maniera pungente, ironica esplicativa e molto lineare a reso un sevigio " Nobile, leale ecc" all'olio extra vergine d'oliva. Da vero ed autentico conoscitore della materia non solo al settore ma soprattutto alla salute e all'immagine vera del prezioso " ORO GIALLO" della nostra salute e della tanta decantata "DIETA MEDIDERRANEA" . Così renede un servizio fedele non solo alla seria informazione ma anche uno dei "BRAND" che dovrebbe portare sempre in alto l'immagine della nostra grande tradizione italiana dell vero "Olio Extra Vergine D'Oliva". Un piccolo Frantoiano Enzo Giardino.