Editoriali

UN SENSO DI INADEGUATEZZA

17 dicembre 2005 | Franco Bonaviri

E’ Natale, bisogna essere tutti più buoni, è vero. Occorre lasciarsi trasportare dal lieto evento per rinascere dentro, puliti e spogli da scorie, da rabbie e insoddisfazioni.

A Natale lo sforzo va fatto, è anche una necessità interiore di silenzio che il nostro essere al mondo richiede, anzi: reclama.

Eppure non si può sospendere totalmente la nostra capacità di vigilare e prestare attenzione a ciò che accade intorno a noi. La nostra mente non è più in grado di fare una pausa, e pensa, si agita in continuazione.

Pensa, per esempio, ai problemi del Paese, alle paure per i rischi, mai del tutto sopiti, di possibili attacchi terroristici anche nei luoghi a noi più vicini, sotto casa.

Pensa, questa mente che mai vuole cedere, a ciò che di buffo e di stravagante accade nella quotidianità: all’esuberanza sfacciata delle TV, alle inconsistenze di certi modelli trasmessi dai media.

Pensa, soprattutto, ai tanti elementi di grottesco che caratterizzano il comparto agroalimentare, uno tra tutti: la magra figura di Sicilia e Campania nel promuovere i propri prodotti tipici a New York.

Una figuraccia terribile, a ben pensarci. Cosa accade?
Nello stesso giorno, il 12 dicembre scorso, il made in Italy alimentare è stato proposto all’attenzione della grande America con due eventi analoghi collocati in due distinte sedi, alla presenza dei rispettivi governatori.

Antonio Bassolino, presidente della Regione Campania, con i suoi al Rockfeller Center.
Totò Cuffaro, presidente della Regione Sicilia, con i suoi all’Empire State Building.

Cosa è accaduto in certi casi?
E’ accaduto che gli invitati sono sempre gli stessi, autorità, buyer, giornalisti, e avranno fatto la spola da un luogo all’altro.
E’ accaduto che di certo i soldi spesi sono tanti, anzi tantissimi, ma non si sa bene con quali risultati.

E allora, che dire, visto che il Natale ci rende tutti più buoni, almeno per convenzione?
Diciamo che sopraggiunge in noi un senso di tristezza per tutto ciò che accade.
Diciamo che il Natale può costringerci ad essere più buoni, è vero, ma la nostra mente resta sempre vigile. E ciò che accade nessuno può cancellarlo.

C’è un senso di inadeguatezza che coinvolge la nostra classe politica...
C’è un senso di inadeguatezza che coinvolge i cittadini...
C’è un senso di inadeguatezza generale che lascia senza parole.

Questo Natale sarà come al solito il Natale di sempre, ma sarà vissuto con la consapevolezza di trovarci di fronte a un a società civile che sta scomparendo.

Esistono corpi senz’anima in una società che conosce una lenta e inesorabile decadenza morale e civile.
E Natale sia, ma con poche speranze di rinascita interiore e sociale. Non illudiamoci. Dobbiamo prenderne atto.

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