Editoriali
Il valore dell'olio. Il valore del cibo
08 maggio 2015 | Giampaolo Sodano, Mario Pacelli
I due volumi "il valore dell'olio", editi da Agra, che abbiamo uno compilato e l'altro curato, sono il risultato di un lungo percorso di conoscenza e di approfondimento dei problemi connessi alla produzione e alla commercializzazione dell'olio dalle olive.
Quando uno di noi ha trovato in un supermercato una pubblicazione promozionale dei prodotti del territorio che per quanto riguardava l'olio di frantoio riproduceva una parte di un testo pubblicato in un volumetto divulgativo edito dall'Aifo, ci siamo resi conto che il livello delle conoscenze di quei problemi era molto scarso, tanto da indurre il distributore ad attingerle da una pubblicazione che certamente non aveva pretese di completezza.
Era l’ennesima prova della carenza di cultura che circonda questo prodotto e della scarsa informazione a proposito dell'olio d'oliva: esiste per il vino, si va sviluppando per il pane, è a buon punto per la pasta secca, ma per l'olio d'oliva finora è stato il buio.
Abbiamo ritenuto che questa carenza culturale potesse iniziare ad essere colmata, in particolare a proposito dell'olio prodotto dai frantoi artigiani.
Una corretta conoscenza della filiera produttiva e della distinzione tra il cibo confezionato dall'industria e quello prodotto dagli artigiani è presupposto indispensabile per un discorso più ampio riguardante tutto il settore della trasformazione agro-alimentare.
È certo che al momento attuale per il consumatore non è chiaro, quando acquista un prodotto per la sua alimentazione, quale sia la filiera produttiva: la normativa attuale consente addirittura di non indicare in etichetta lo stabilimento di produzione, sostituito dal marchio del distributore.
Così il prodotto artigiano annega nel grande mare di una produzione anonima, seriale, inserita in aree geografiche che, come avviene ad esempio per i gelati, superano di gran lunga i confini nazionali ignorando le peculiarità del territorio.
Riteniamo che questa sia una conseguenza ineluttabile del processo di industrializzazione e della globalizzazione dei mercati, ma riteniamo anche che, nel rispetto delle scelte consapevoli del consumatore, debba essere salvaguardata quella filiera produttiva che, nel caso dell'olio d'oliva come in tanti altri casi, affonda le sue radici nella professionalità del produttore, nella sua creatività a proposito della definizione delle caratteristiche del prodotto, nel legame con il territorio attraverso l'uso della materia prima locale.
Questa professionalità può essere garanzia anche della genuinità di ciò che il consumatore acquista: il responsabile della produzione è una persona fisica e nel prodotto, per usare un'espressione corrente, ci mette la faccia: la frode diventa molto più difficile, i trucchi e trucchetti sicuramente più rari (anche per il timore delle conseguenze).
Ecco così delinearsi un disegno strategico al quale i due volumi ora pubblicati vogliono offrire un contributo: stimolare e riconoscere la professionalità del responsabile della produzione (la legge n. 9 della Regione Puglia che identifica la figura del mastro oleario è un passo in questa direzione), legare il riconoscimento della qualificazione "prodotto artigianale" non solo alle caratteristiche specifiche dell'azienda produttrice ma anche al rispetto di precisi canoni produttivi (attraverso l'adesione volontaria del produttore ad un codice etico) quando si tratti di prodotti destinati all'alimentazione umana, rivedere il sistema sanzionatorio delle frodi alimentari (come sta facendo il ministero della giustizia), rendere il consumatore consapevole dei danni o dei benefici per la salute conseguente alla utilizzazione di questo o quel prodotto: è un disegno aperto al contributo di tutti, sostenuto da una utopia di pochi (per ora), una provocazione nei confronti di coloro che nulla vorrebbero cambiare.
Tutto questo abbiamo voluto dire con "il valore dell'olio": Massimo Troisi avrebbe chiesto scusa per il ritardo.
Potrebbero interessarti
Editoriali
L’eutanasia del mondo contadino e le nostre responsabilità. Che fare?
La terra sta cambiando natura. Non è più considerata prima di tutto un ecosistema che produce cibo, ma un asset finanziario. La terra agricola viene messa sotto pressione da nuovi interessi economici. Uno dei più evidenti è quello energetico
15 marzo 2026 | 09:00 | Gianni Fabbris
Editoriali
L’imbroglio di Iper sull’olio di oliva Cirio a 3,99 euro
Olio extravergine di oliva in svendita? Peggio, l’olio in questo caso proprio non c’è. Le offerte speciali e i sottocosto non fanno più notizia ma quando la bottiglia sbandierata in volantino non c’è, allora qualche domanda è necessario porsela
10 marzo 2026 | 15:00 | Alberto Grimelli
Editoriali
Olio extravergine di oliva italiano a 4,99 euro: l’offerta speciale è servita
La bottiglia di olio 100% italiano da Carrefour per un prezzo al litro di 6,65 euro. La lotta senza esclusione di colpi sugli scaffali dei supermercati è appena iniziata mentre gli organi di controllo e il mondo olivicolo-oleario si limitano ad assistere a uno spettacolo desolante. Se l’extravergine costa quanto un condimento, nel silenzio generale, allora il settore è alla frutta
25 febbraio 2026 | 11:00 | Alberto Grimelli
Editoriali
L'olio extravergine di oliva di eccellenza dappertutto: il mondo deve conoscere il gusto del vero evo
Faccio finta di non aver visto giusto oggi, che un litro di olio spagnolo viene scambiato a 4,5 euro/kg e cerco di raccontare un’altra storia. Ottimo prodotto, bel packaging ma senza vendite: che fare? Le enormi opportunità in tre grandi città-stato quali Dubai, Abu Dhabi e Ras al Khaimah
20 febbraio 2026 | 12:00 | Fausto Borella
Editoriali
Negli accordi internazionali di libero scambio l'agricoltura europea è la vittima
I dazi di Trump, il cambiamento degli assetti geopolitici globali e una deglobalizzazione che sta ridisegnando gli equilibri commerciali. L'agricoltura rappresenta in termini numerici una quota relativamente piccola dell’economia complessiva ed è sacrificabile
19 febbraio 2026 | 11:00 | Angelo Bo
Editoriali
La fragilità della Calabria è uno specchio dell’Italia: così l’agricoltura muore
Oggi ci sono oltre 3000 ettari devastati, di cui 900 completamente sommersi in Calabria. Avere paura di dormire nelle proprie case non è normale e la fragilità della Regione è nota fin dal 1900. Ecco l’Appello alla Carità Laica della Politica
18 febbraio 2026 | 12:00 | Luana Guzzetti
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o RegistratiEnzo Giardino
09 maggio 2015 ore 02:29Gent.mi autori, peccato per il ritardo ma credo che è importante partire con un testo che rimette a centro L'OLIO. Che dovrebbe essere considerato come la DEA della salute non solo nell'area mediterranea ma nel mondo intero. Ricordandoci che nella civiltà Cattolica l'albero di Ulivo è tanto antico da essere usato per la Crocifissione di Gesù ed il suo prodotto l'OLIO viene usato dal Battesimo alla Estrema Unzione. Grazie per la pubblicazione.
Enzo Giardino modesto frantoiano
Francesco Donadini
09 maggio 2015 ore 09:14un gran bella opera, ottima raccolta sistemica di tutto quello che si può raccontare sull'olio extravergine d'oliva. Da consumatore rilevo due sole carenze importanti: 1) la terminologia e lo stile che rimangono da addetti ai lavori, 2) la mancanza di analisi sulla comunicazione sull'olio. Pensate, se avesse avuto un titolo del genere: "L'olio ha valore?" Passare da un'ottica di prodotto a un'ottica di marketing avrebbe aperto un dibattito e un'attenzione maggiori. Come consumatore, quando penso all'olio, tendo a ragionare differenziando tra vera spremuta di olive (cibo sano / frantoio artigiano) e lubrificanti rettificati (cibo costruito chimicamente) e privilegiando il primo. Sbaglio?