Editoriali
Olio italiano? Ma quale olio italiano!
07 febbraio 2014 | Alberto Grimelli
“L’industria italiana dell’olio di oliva – cito dal New York Times - poggia da tempo su un’illusione. I consumatori vogliono quell’olio perché ricorda la dolce vita. In realtà però l’Italia non produce abbastanza olive nemmeno per il soddisfare il mercato interno”.
Non è una frase ripresa dalle vignette di Nicholas Blechman pubblicate il 24 gennaio 2014 ma quanto pubblicato dal quotidiano americano il 7 maggio 2004.
Cos'è cambiato negli ultimi dieci anni? Assolutamente nulla. Qualche legge in più, in parte anche utile, ma l'equivoco dell'olio italiano è rimasto assolutamente immutato.
E allora perchè ci lamentiamo che il New York Times ci schiaffeggi di nuovo?
Oggi Nicholas Blechmanm, rispetto a dieci anni fa, ha aggiunto un po' di particolari e dettagli, in parte sbagliati, alla ricostruzione. Ha calcato la mano sulle frodi con oli di semi e clorofilla.
Sostanzialmente ha però ribadito la stessa accusa: ci vendete dell'olio di cattiva qualità e ce lo spacciate pure per italiano, truffandoci.
La novità più significativa è nell'ultima vignetta, passata pressochè inosservata ai più. Si dice che, perseverando lungo questa strada, il settore si suicida.
Il monito non è rivolto solo ai “producers”, ovvero agli imbottigliatori, ma anche ai “growers”, ovvero ai veri produttori.
Avrei auspicato che le vignette del New York Times fossero motivo di riflessione per l'intero comparto.
I più, invece, hanno avuto solo reazioni viscerali: chi sei sporco yankee per attaccarmi in questo modo? Guarda a casa tua, pensa ai tuoi hamburger.
In alcuni si è scatenato il panico: quel Blechman mi fa perdere degli ordini dagli Usa! E poi io come vivo? Vada alla malora!
Nel migliore dei casi ha preso il sopravvento una rabbia irrazionale, attaccandosi ai dettagli per screditare l'intero messaggio.
Blechman ha corretto i particolari. Il quadro generale è rimasto immutato, così come rimarrà invariato l'equivoco sull'olio italiano che, come ha affermato Blechman, ci sta portando al suicidio.
E' olio italiano quello confezionato dall'industria olearia nostrana, ivi compresi i marchi in mano spagnola, esattamente come lo è quello degli olivicoltori e frantoiani italiani?
E' l'equivoco che ci portiamo dietro da decenni, con gli industriali che vantano know how nel blend e capacità commerciale, rivendicando l'italianità del loro prodotto, e i frantoiani e gli olivicoltori che ribattono: sì, ma il Made in Italy è nostro. Come se “product of Italy” o “imported from Italy”, o mille altri trucchi simili, non dessero la netta impressione che quell'olio è italiano.
Vi è un'ingenuità disarmante, a voler essere generosi, nell'atteggiamento di olivicoltori e frantoiani, che, anziché distinguersi dagli imbottigliatori, anche in questa circostanza, ne hanno usato parole, toni e linguaggio.
Tutti uniti in difesa del suolo patrio contro l'attacco dello straniero.
Qual'è il risultato finale dell'equazione? Tutti colpevoli, nessun colpevole e si può continuare come prima, appena si saranno calmate le acque.
La reazione del settore olivicolo-oleario all'ennesimo schiaffo del New York Times testimonia la sua immaturità e l'incapacità di autoriformarsi.
Almeno evitiamo di far finta di scandalizzarci la prossima volta, perchè ci sarà una prossima volta, quando qualcuno ci darà un altro bello schiaffo.
Conserviamo almeno la dignità di incassare in silenzio.
Potrebbero interessarti
Editoriali
Il dialogo tra sordi tra Italia e Tunisia dell’olio di oliva: da peggiori nemici a migliori amici
La dimensione geopolitica delle relazioni diplomatiche tra Italia e Tunisia deve applicarsi anche in campo oleicolo. Basta partite a scacchi, è arrivato il momento di ribaltare il tavolo, con il riconoscimento dei rispettivi interessi strategici
18 marzo 2026 | 15:00 | Alberto Grimelli
Editoriali
L’eutanasia del mondo contadino e le nostre responsabilità. Che fare?
La terra sta cambiando natura. Non è più considerata prima di tutto un ecosistema che produce cibo, ma un asset finanziario. La terra agricola viene messa sotto pressione da nuovi interessi economici. Uno dei più evidenti è quello energetico
15 marzo 2026 | 09:00 | Gianni Fabbris
Editoriali
L’imbroglio di Iper sull’olio di oliva Cirio a 3,99 euro
Olio extravergine di oliva in svendita? Peggio, l’olio in questo caso proprio non c’è. Le offerte speciali e i sottocosto non fanno più notizia ma quando la bottiglia sbandierata in volantino non c’è, allora qualche domanda è necessario porsela
10 marzo 2026 | 15:00 | Alberto Grimelli
Editoriali
Olio extravergine di oliva italiano a 4,99 euro: l’offerta speciale è servita
La bottiglia di olio 100% italiano da Carrefour per un prezzo al litro di 6,65 euro. La lotta senza esclusione di colpi sugli scaffali dei supermercati è appena iniziata mentre gli organi di controllo e il mondo olivicolo-oleario si limitano ad assistere a uno spettacolo desolante. Se l’extravergine costa quanto un condimento, nel silenzio generale, allora il settore è alla frutta
25 febbraio 2026 | 11:00 | Alberto Grimelli
Editoriali
L'olio extravergine di oliva di eccellenza dappertutto: il mondo deve conoscere il gusto del vero evo
Faccio finta di non aver visto giusto oggi, che un litro di olio spagnolo viene scambiato a 4,5 euro/kg e cerco di raccontare un’altra storia. Ottimo prodotto, bel packaging ma senza vendite: che fare? Le enormi opportunità in tre grandi città-stato quali Dubai, Abu Dhabi e Ras al Khaimah
20 febbraio 2026 | 12:00 | Fausto Borella
Editoriali
Negli accordi internazionali di libero scambio l'agricoltura europea è la vittima
I dazi di Trump, il cambiamento degli assetti geopolitici globali e una deglobalizzazione che sta ridisegnando gli equilibri commerciali. L'agricoltura rappresenta in termini numerici una quota relativamente piccola dell’economia complessiva ed è sacrificabile
19 febbraio 2026 | 11:00 | Angelo Bo
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o Registrati